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17 Novembre 2025

Congresso Internazionale AIOP, a Bologna si è celebrata l'edizione numero 43

Focus sull’Usura dentale nei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione coinvolgendo, anche, i professionisti della salute di altre specialità non odontoiatriche


AIOP

Il quarantatreesimo Congresso Internazionale AIOP ha affrontato il tema dell’usura dentale, problematica di interesse odontoiatrico che risulta essere sempre più diffusa, che si manifesta in forme sempre più gravi, con un esordio che interessa sempre di più le fasce più giovani della popolazione, come i bambini e gli adolescenti.

L’usura della nostra dentatura, assieme ad altri disturbi che possono interessare l’apparato stomatognatico, rappresenta un grave fattore di rischio per l’integrità strutturale e di conseguenza per l’estetica e la funzionalità del dente. 

L’Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica, AIOP, nelle figure del suo Presidente e del suo Reggente, rispettivamente il dott. Gaetano Noè e l’odt. Nicolino Angeloni hanno voluto che la problematica dell’usura dentale, non fosse affrontata solo dal punto di vista odontoiatrico, ma sotto un profilo più ampio che coinvolge specialisti di altri settori.

A tal fine, quindi, AIOP ha aperto le porte del Congresso a professionisti della Salute di altre specialità proponendo un format interdisciplinare sull’Usura dentale nei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione. 

La diagnosi e la cura dei Disturbi della Alimentazione e della Nutrizione (DNA), così come indicato dalle Linee di Indirizzo del Ministero della Salute e le Linee Guida Nazionali e Internazionali, prevedono l’operato di cinque professionisti che, cooperando ed interagendo fra loro, formano un Team Multidisciplinare. Cinque, di fatto, erano oggi i relatori chiamati a trattare questo argomento.

Il dott. Domenico Di Sante, psichiatra, ha chiaramente delineato i criteri diagnostici e terapeutici riferiti ad un gruppo di patologie psichiatriche ad eziologia multifattoriale e complessa, la cui prevalenza è aumentata ed è in continuo aumento dal Covid-19, con un preoccupante abbassamento dell’età di insorgenza, che colpisce ormai anche la fascia d’età prepuberale.

Giusto per dare un’idea della gravità di tale situazione si fa presente che questo disturbo, DNA, è gravato da una elevata comorbidità organica e che è riconosciuto come la seconda causa di morte negli adolescenti, dopo gli incidenti stradali.

A seguito come secondo relatore, nella fattispecie relatrice, la responsabile del CRR, la dott.ssa Claudia Savina che ha sottolineato come la Salute Orale sia, tra le altre cose, un indicatore di Salute Sistemica per le patologie croniche e anche per i DNA. Dalla letteratura scientifica emergono, infatti, evidenti correlazioni tra usura dentale, carie e DNA. Per via del fatto che, l’esame obiettivo completo del cavo orale, come da prassi e relativo protocollo, prevede l’esame dei denti, mucosa orale, ghiandole salivari, parodonto, osso alveolare e lingua, la loro osservazione può mettere in luce un DNA. Di conseguenza, l’odontoiatra può rappresentare una specie di “sentinella” ed essere, pertanto, il primo professionista ad intercettare un DNA non ancora diagnosticato e motivare il paziente alla cura adeguata a prevenirne l’aggravamento, le complicanze, tra cui la cronicizzazione. 

L’ormai comprovato nesso tra dieta, nutrienti e salute orale è stato affrontato dal terzo relatore, la dietista del team, dott.ssa Maria Teresa Di Bonifacio, che ha elencato e si è focalizzata su quelli che, per certi aspetti, possono risultare alimenti nocivi, così come altri, per nostra fortuna, protettivi per le più comuni patologie del cavo orale, quali: usura da erosione, carie e disturbi gengivali.

Hanno concluso la relazione le psicologhe, dott.ssa Francesca Palladini e dott.ssa Marzia Lanci. La prima, presentando un caso clinico di Bulimia Nervosa (BN), in cui il trattamento odontoiatrico ha contribuito a ridurre il disagio legato ai danni estetici e funzionali provocati dal vomito autoindotto, con una ricaduta positiva su tutto il quadro nosologico, reso manifesto dall’evidente miglioramento estetico dell’immagine corporea.

La seconda, ha presentato un progetto pilota per la riduzione del vomito auto indotto a testimonianza di come e quanto una strategia operativa basata sulla interdisciplinarità, sia fondamentale nel trattamento dei DNA.   

A cura di: dott. Edoardo Foce, Presidente della Commissione Editoriale AIOP            

                             

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