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10 Novembre 2025

Divieto dell’utilizzo dell’amalgama dentale: il punto

Queste le norme in vigore in Italia, quando è possibile (ancora) utilizzare l’amalgama dentale e quando è vietato rimuoverla. Da ricordare l’obbligo del separatore d’amalgama

Nor. Mac.

Amalgama 01

La decisione alla COP6 Minamata di Ginevra presa da alla FDI World Dental Federation e dalla International Association for Dental, Oral, and Craniofacial Research in cui è stato concordato di estendere la data di eliminazione per la produzione, l'importazione o l'esportazione dell'amalgama dentale dal 2030 al 2034 (notizia data da Odontoiatria33 venerdì scorso, clicca qui) stando ai tanti commenti che avete lasciato sulla nostra pagina Facebook, sembra aver riacceso l’interesse sull’utilizzo dell’amalgama dentale in Italia. 

Da dove si è partiti 

Con la Convenzione di Minamata sul mercurio, trattato internazionale adottato nel 2013 e entrato in vigore nel 2017, si è voluto proteggere la salute umana e l’ambiente dagli effetti nocivi del mercurio.  Il trattato è stato firmato da oltre 140 Paesi, tra cui l’Italia, e si propone di regolamentare l’intero ciclo di vita del mercurio: dalla sua estrazione e commercio, all’uso nei processi industriali e nei prodotti di consumo, fino allo smaltimento sicuro dei rifiuti contenenti mercurio. Tra le misure previste la regolamentazione e poi la dismissione dell’amalgama dentale.  

Il trattato incoraggiava gli Stati firmatari ad adottare misure per ridurne progressivamente l’utilizzo, promuovendo al contempo alternative più sicure e sostenibili. L’UE approva, negli anni, vari regolamenti sul mercurio. Il primo è del 2017, che copre l'intero ciclo di vita del mercurio, dall'estrazione primaria allo smaltimento dei rifiuti, contribuendo all'obiettivo definitivo dell'UE di limitare ed eliminare progressivamente l'uso, la fabbricazione e l'esportazione di mercurio e prodotti con mercurio aggiunto.  Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato le loro posizioni negoziali rispettivamente il 17 e 30 gennaio 2024. I due co-legislatori hanno raggiunto un accordo provvisorio il 21 febbraio 2024, dopo un unico round di negoziati.  

Nel giugno 2024 il Parlamento Europeo prevede che a partire dal 1° gennaio 2025, vi sia la completa eliminazione dell’uso dell’amalgama dentale in ambito odontostomatologico tramite misure non coercitive. 

 Le eccezioni si applicano quando il dentista ritiene strettamente necessario l'uso dell'amalgama dentale per soddisfare esigenze mediche specifiche del paziente.    

Quanto approvato prevede, anche, il divieto di fabbricazione e l’esportazione di amalgama dentale dal 1º gennaio 2025. Il divieto di fabbricazione e importazione nell’UE si applicherà dal primo luglio 2026.  In conformità con le norme aggiornate, la Commissione rivedrà le esenzioni relative all'uso dell'amalgama dentale entro il 31 dicembre 2029 tenendo conto dell'esistenza di alternative senza mercurio.  

Come è regolamentato l'uso in Italia?

Dal 2001, con l’entrata in vigore del cosiddetto Decreto Sirchia, è vietata l’utilizzazione, l’importazione e la commercializzazione di amalgami dentali non confezionati in capsule predosate.

Lo stesso decreto stabilisce precise modalità operative: 

  • le capsule devono essere conservate in ambienti freschi e ventilati; 
  • lavorate in locali dotati di ventilazione e superfici decontaminabili non tessili; 
  • trattate sempre con raffreddamento, aspirazione e isolamento del campo operatorio, sia durante la fresatura che nella lucidatura. La condensazione dell’amalgama deve avvenire con strumenti manuali tradizionali, escludendo l’uso di condensatori ad ultrasuoni.

Inoltre, è vietato posizionare l’amalgama in prossimità di altri restauri metallici per evitare fenomeni di corrosione.

Per ragioni di prudenza, è sconsigliato l’utilizzo e la rimozione dell’amalgama in pazienti allergici al materiale, donne in gravidanza o in fase di allattamento, bambini sotto i sei anni e soggetti con gravi patologie renali. In presenza di reazioni locali, come lesioni lichenoidi vicino all’amalgama, o in casi accertati di allergia, è indicata la rimozione del restauro.

Nel febbraio 2021, l’Italia pubblica il Piano nazionale per l’eliminazione dell’amalgama dentale, in attuazione della Convenzione di Minamata, che fissa al 31 dicembre 2024 la data per la graduale eliminazione del suo utilizzo.

Pur non esistendo un divieto assoluto, dal 1° luglio 2018 l’amalgama dentale non può essere impiegata nei trattamenti su denti decidui, nei pazienti di età inferiore ai 15 anni, nelle donne in gravidanza o in allattamento, salvo casi in cui il dentista ne ritenga l’uso strettamente necessario per specifiche esigenze mediche. Lo stesso principio si applica alla rimozione, che è sconsigliata in assenza di problematiche cliniche.La normativa impone agli studi odontoiatrici di disporre almeno di un riunito dotato di separatore di amalgama conforme a specifiche caratteristiche tecniche, e lo smaltimento dei rifiuti contenenti amalgama deve seguire protocolli ben definiti (si rimanda al nostro approfondimento).

Stando ai dati forniti ad Odontoiatria33 dalla società di ricerca di mercato Key Stone, ad oggi in Italia l’amalgama dentale è utilizzata solo per il 7% delle otturazioni e prevalentemente in situazioni cliniche particolari. Come già ricordato, la normativa affida all’odontoiatra la decisione di utilizzare il materiale a patto che, sottolinea sia la normativa italiana che il nuovo protocollo firmato da FDI e IADR, sia strettamente necessario per soddisfare esigenze mediche specifiche del paziente.    

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