03 Novembre 2016

L’importanza del restauro postendodontico come inderogabile atto terminale del trattamento canalare

Rubrica Style Italiano

Francesca Cerutti, Davide Guglielmi, Federico Ceroni, Fabio Gorni

La letteratura presenta un elevato numero di studi relativi al restauro degli elementi trattati endodonticamente: molto si dibatte su costi e benefici dei diversi tipi di restauro, ma c’è accordo sul fatto che il dente debba essere ricostruito poiché le fratture coronali e radicolari rappresentano la causa più frequente di estrazione dei denti sottoposti a terapia canalare.

La motivazione è ascrivibile all’alterazione strutturale dell’elemento, che in seguito alla perdita di tessuto coronale e al trattamento endodontico modifica sensibilmente il proprio comportamento biomeccanico: da un lato, la perdita del tessuto pulpare comporta disidratazione, demineralizzazione e alterazione della componente collagenica del dente; dall’altro lato, la mancanza di un tempestivo sigillo coronale può esitare in una microinfiltrazione batterica che è potenzialmente causa di una reinfezione del sistema dei canali radicolari.

Il composito è il materiale da restauro che esibisce il minor grado di microinfiltrazione batterica coronale, mentre amalgama d’argento e vetroionomeri sono scelte non più attuali in odontoiatria restaurativa.

Un adeguato restauro coronale influenza la sopravvivenza a lungo termine dei denti trattati endodonticamente ed è elemento chiave e indilazionabile per il successo del trattamento. Non esiste, a oggi, un consenso su quale sia il restauro più indicato per prolungare la vita del dente trattato endodonticamente.

Sicuramente la quantità e la qualità del tessuto dentale residuo devono guidare il clinico non solo nella scelta del tipo di restauro, ma anche sulla necessità di usufruire di ritenzioni endocanalari. Numerosi studi in vitro e clinici sembrano suggerire che il comportamento biomeccanico di denti restaurati con un perno e una corona garantisca la più alta percentuale di sopravvivenza a lungo termine, ma anche i restauri adesivi supportati da un perno endocanalare possono dare buoni risultati.

Per continuare la lettura scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.09.2016.10




 
 
 
 
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