31 Agosto 2020

Quali materiali impiegare per corone e ponti su denti e impianti?

Dossier

Stefano Storelli, Giulia Palandrani, Massimo Scanferla, Dario Viera, Eugenio Romeo

Obiettivi  I materiali da riabilitazione protesica sono andati incontro a rapida evolu­zione nel tempo. Le corone in lega nobile-ceramica si avvalevano di una produzione a cera persa per la costruzione della sottostruttura me­tallica.

Oggi le procedure analogiche di modellazione a mano della sotto­struttura sono state quasi del tutto sostituite dalle tecniche digitali che comprendono una fase di disegno tecnico a computer (fase CAD, Computer Aided Design), seguita da una fase di produzione a macchina per sottrazione o addizione (CAM, Computer Aided Machining).

Questa procedura ha di fatto escluso dalla produzione i metalli nobili classica­mente impiegati, ma ha aperto le porte a nuovi materiali maggior­mente indicati per questo processo.

Materiali e metodi  Nel tempo, sono stati proposti di­versi materiali dentali adatti alle procedure digitali. Il primo tra questi è la zirconia che è stata introdotta in campo protesico più di vent’anni fa. Viene fresata in forma grezza di consistenza gessosa e, successiva­mente, sinterizzata a caldo e tra­sformata in una forma molto più re­sistente. Nata di colore bianco latte, ora è disponibile in diverse tonalità compatibili con l’uso dentale. Infatti è un materiale che può essere im­piegato sia in forma monolitica pit­turata sia come sottostruttura su cui stratificare la ceramica.

La zir­conia presenta caratteristiche fisi­che peculiari, tali da renderla utiliz­zabile per un’ampia gamma di ria­bilitazioni dentali e implantari. Sebbene inizialmente fosse impie­gata anche come abutment definiti­vi implantari, ultimamente si prefe­risce usare un abutment in titanio che funga da connessione con l’im­pianto, sul quale si cementa la co­rona in zirconia. Un altro materiale ceramico di gran­de interesse è il disilicato di litio, adatto principalmente a riabilitazioni di elementi singoli su denti naturali o impianti, anch’esso da impiegare sia in forma monolitica che in forma stratificata con ceramica. A differen­za della zirconia, il disilicato ha un potenziale di adesione mediante ce­menti compositi e pertanto può es­sere impiegato anche per realizzare intarsi o faccette estetiche.

Vi sono poi altri materiali che trova­no impiego come sottostrutture e che vanno quindi rivestiti, come il ti­tanio, il carbonio, il cobalto-cromo e il peek. Questi materiali trovano il lo­ro impiego maggiore in strutture su impianti, dove garantiscono una ri­gidità sufficiente a reggere i carichi masticatori anche di travate estese. Il cobalto-cromo trova anche impie­go su denti naturali, in quanto può essere rivestito da ceramica e di fat­to va a sostituire la lega nobile, nei casi in cui la zirconia per qualche motivo non è impiegabile.

Per quanto riguarda la cementazio­ne, le riabilitazioni su denti naturali vedono l’utilizzo di cementi definiti­vi, siano essi adesivi o non adesivi. Le riabilitazioni su impianti, invece, possono essere sia cementate, con cementi provvisori o definitivi, che avvitate. Il vantaggio di impiegare un cemento provvisorio o realizzare un manufatto avvitato risiede nella possibilità di rientro sulla struttura implantare in caso di necessità.

Molti studi in letteratura evidenziano come la presenza di cemento nel solco peri-implantare può essere causa di peri-implantite, ragione per cui in molti casi si preferisce realiz­zare protesi di tipo avvitato.

Risultati e conclusioni  I differenti materiali presentano in­dicazioni e controindicazioni nel lo­ro impiego. La scelta del materiale corretto deve essere fatta caso per caso, in relazione alle capacità di clinico e tecnico. La continua rin­corsa dei produttori nella ricerca di nuovi materiali più performanti non aiuta il settore perché i risultati si vedono spesso a distanza di anni. Sono necessari maggiori studi cli­nici sulla durata dei singoli manu­fatti, in modo da poter fornire ai pazienti lavori con maggiori possi­bilità di durata nel tempo.

Significato clinico  La rapida evoluzione dei materiali non permette di avere dati clinici a lungo termine che supportino le scelte sulla base dell’evidenza scientifica. La scelta dei materiali da impiegare viene quindi lasciata al team clinico-tecnico sulla base del­la loro esperienza, dei dati forniti dai produttori e dai pochi studi scientifi­ci che esistono in letteratura.

A livel­lo di indicazioni cliniche, per denti singoli si consigliano disilicato di litio o zirconia; per ponti di 3-4 elemen­ti, zirconia o cobalto-cromo con ri­vestimento in ceramica; per arcate complete titanio con rivestimento in resina/composito o cobalto-cromo con rivestimento in ceramica.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.07.2020.05




 
 
 
 
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