A scoprirlo la Procura dopo la denuncia per abusivismo. Aveva presentato alla Regione un finto attestato di laurea, nessuno aveva verificato l’effettiva autenticità
Nel marzo del 2025, durante un controllo presso uno studio odontoiatrico di Torino – una Srl – di cui un soggetto non abilitato all’esercizio dell’odontoiatria era amministratore unico, emergeva il suo coinvolgimento diretto nelle cure ai pazienti, nonché l’assenza del titolo di studio abilitante e dell’iscrizione all’Albo degli odontoiatri.
In realtà, il 46enne torinese risultava iscritto nell’elenco regionale dei professionisti disponibili, in possesso dei requisiti per l’esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e di interesse sanitario, tenuto dalla Regione Piemonte.
La possibilità di iscriversi a tale elenco è prevista dal D.L. n. 18/2020, successivamente rafforzato dall’art. 15 del D.L. n. 34/2023 e convertito nella legge n. 56/2023, che consente a chi possiede un titolo di studio in una professione sanitaria conseguito all’estero, ma non riconosciuto, di iscriversi all’elenco tenuto dalla Regione sulla base di una semplice dichiarazione del professionista. Si tratta di una norma nata durante il periodo Covid per sopperire alle carenze di personale sanitario, in prevalenza medici e infermieri.
Secondo quanto appurato dal Tribunale di Torino (sentenza n. 402/2026), il titolare della Srl avrebbe presentato alla Regione Piemonte un diploma di laurea conseguito nel Regno Unito rilasciato da una struttura non autorizzata e non accreditata al rilascio di titoli, presentando quindi false attestazioni. Il Tribunale di Torino lo ha condannato alla reclusione, con pena sostituita in multa di 12.000 euro per falsità ideologica, aggravata dall’aver agito al fine di commettere un ulteriore reato, ossia l’esercizio abusivo di una professione sanitaria.
La vicenda conferma le critiche da tempo avanzate da FNOMCeO e CAO sull’esclusione del Ministero della Salute e dell’Ordine professionale dalla verifica dei titoli di studio esteri presentati alle Regioni.
In particolare, nel luglio scorso, la presidente della CAO di Torino Marta Mello, aveva sollevato il problema, evidenziandone i rischi e chiedendo alla Regione Piemonte di escludere gli odontoiatri dalla possibilità di iscriversi all’elenco, non essendovi una carenza di personale nel settore.
Qualche settimana fa l’OMCeO Torino era tornata a denunciare i rischi che l’iscrizione di professionisti con titoli esteri nell’elenco regionale – 160 gli odontoiatri iscritti temporaneamente – comporta per i cittadini: ovvero la possibilità di essere visitati da un medico o da un odontoiatra di cui si conosce poco, e la vicenda dell’abusivo denunciato ne rappresenta una conferma.
Le stesse criticità erano state espresse anche dall’Albo degli igienisti dentali, che faceva notare come la quasi totalità degli iscritti (una trentina) all’elenco temporaneo avesse un cognome tipicamente italiano e fosse in possesso di un titolo spagnolo, che non può essere riconosciuto in Italia in quanto non conforme al percorso formativo previsto per gli igienisti dentali. Ne avevamo parlato in questo approfondimento.
Intanto, il 7 maggio scorso la Regione Piemonte ha formalizzato la cancellazione dall’elenco del titolare della Srl denunciato per abusivismo e condannato per falsità ideologica, pubblicando contestualmente un nuovo aggiornamento che inserisce altri 6 odontoiatri e 5 igienisti dentali a quelli già presenti. In entrambi i casi prevalgono cognomi tipicamente italiani.
Nota: immagine realizzata con IA
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