31 Gennaio 2021

I biomarker salivari per la diagnosi di patologie orali e sistemiche

Dossier

Marco Meleti, Rita Antonelli, Maria Vittoria Viani, Margherita Pezzi, Thelma Pertinhez, Paolo Vescovi

Obiettivi  Lo scopo del presente lavoro è quello di riportare le recenti acqui­sizioni riguardanti i biomarker sali­vari potenzialmente utili per la dia­gnosi di patologie orali e sistemi­che, evidenziando le procedure per l’esecuzione di un prelievo sa­livare in un setting odontoiatrico.

Materiali e metodi  La procedura di prelievo salivare deve essere eseguita tenendo in considerazione tutti i fattori che possono comportare variazioni del­la presenza e della concentrazione dei biomarker nel fluido orale. La prima fase prevede che il pazien­te venga sottoposto a una visita odontoiatrica, al fine di valutare la presenza di condizioni patologiche che possano alterare la composizio­ne della saliva. In questa fase il sog­getto viene anche istruito sui com­portamenti da adottare prima del prelievo salivare. Successivamente si procede alla raccolta della saliva, che a seconda delle necessità analitiche può essere di tre tipi (saliva comples­siva, saliva parotidea, saliva sotto­mandibolare/sottolinguale) e può, inoltre, essere stimolata o non stimo­lata.

Nella seconda parte del lavoro è stata effettuata una revisione della letteratura rilevante, allo scopo di ri­portare i biomarker salivari, suddivisi per classi molecolari (DNA, RNA, pro­teine e metaboliti), più affidabili per la diagnosi del carcinoma squamocel­lulare del cavo orale e di alcune pato­logie sistemiche.

Risultati  Le molecole salivari più investigate per la diagnosi del carcinoma ora­le appartengono alle categorie del DNA, dell’RNA messaggero (mRNA), dei microRNA (miRNA) e delle proteine. I panel genetici che hanno dimostrato più accuratezza diagnostica in termini di sensibilità e specificità includono la combi­nazione dei geni ECAD, MGMT, RARB e TMEFF2 e la combinazio­ne di p16INK4a, RASSF1A, TIMP3 e PCQAP/MED15. Per quanto con­cerne la combinazione di mRNA salivari, quelli che trasportano l’in­formazione genetica per la codifi­ca delle interleuchine IL8 e IL1B si sono dimostrati molto efficienti nel discriminare i pazienti con carci­noma orale da quelli sani.

Tra i miRNA salivari sono state de­scritte decine di molecole tra le quali si annoverano miR-21, miR- 31 e miR-24 (miRNA oncogenetici). In particolare, miR-302b-3p e miR- 517b-3p sembrano essere presen­ti solo nella saliva di pazienti con carcinoma orale. Le proteine saliva­ri più affidabili per la diagnosi di ne­oplasia maligna orale sono alcune citochine e chemochine (per esem­pio, IL-8 e TNF-α).

Per quanto riguarda i metaboliti salivari, sono attualmente oggetto di valutazione 4 molecole (acido piruvico, glicina, colina e prolina). Con riferimento alle molecole sali­vari potenzialmente utilizzabili co­me biomarker per alcune patologie sistemiche, una recente revisione sistematica della letteratura ha se­lezionato 79 studi che soddisface­vano rigorosi criteri di inclusione. Tra questi, 51 (64%) erano incen­trati sulla diagnosi di neoplasie ma­ligne, 14 (17,5%) analizzavano pa­tologie neurologiche e 14 (18,5%) malattie infiammatorie, metaboli­che e cardiovascolari.

Tra gli studi riguardanti i tumori maligni, 12 (23,5%) sono risultati essere di “buona qualità” metodologica e 11 di questi hanno riportato associa­zioni statisticamente significative tra le molecole salivari e la presen­za di patologia. Analogamente, uno studio di elevata qualità metodo­logica sulle patologie neurologi­che ha riportato risultati promet­tenti (correlazione tra malattia di Alzheimer e 2 metaboliti salivari). Infine, numerose proteine salivari (per esempio, proteina C-reattiva e mioglobina) sembrano essere dei marker diagnostici affidabili nei pa­zienti con infarto acuto del miocardio.

Conclusioni  Lo sviluppo di panel analitici che combinano specifici marcatori sa­livari, dotati di alta sensibilità e specificità, potrebbe essere di grande ausilio per la medicina in generale e per l’odontoiatria in particolare. L’odontoiatra si trove­rà rapidamente a doversi interfac­ciare con questa rivoluzione dia­gnostica, per la quale sarà neces­sario avere un bagaglio culturale di base che includa approfondite conoscenze di biologia, biochimi­ca e fisiologia del cavo orale.

Significato clinico  Secondo le attuali prospettive, l’a­nalisi della saliva, supportata da tecnologie innovative, sarà in gra­do di contribuire in maniera so­stanziale al concetto del point of care, cioè a una modalità di acqui­sizione di informazioni rilevanti sulla salute dei pazienti in maniera rapida, non invasiva, economica­mente sostenibile ed estrema­mente personalizzata.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.02.2021.05




 
 
 
 
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