01 Aprile 2021

Nuova Classificazione parodontale nella valutazione del futuro paziente a rischio BRONJ

Articolo originale

Davide Scettri, Elisa Bardhi, Anna Chiara Frigo, Flippo Cavallari, Sergio Mazzoleni, Christian Bacci

Obiettivi  Lo scopo di questo studio è valu­tare lo stato parodontale dei pa­zienti con indicazioni alla terapia con acido zoledronico per patolo­gie oncologiche attraverso l’appli­cazione della Nuova Classificazio­ne 2017 della malattia parodonta­le e perimplantare.

Materiali e metodi  Sono state effettuate valutazioni parodontali ai pazienti recatisi presso la Clinica Odontoiatrica di Padova per la visita odontostoma­tologica preventiva alla terapia con acido zoledronico (Zometa®) (Gruppo Casi). Il Gruppo Casi è stato poi confrontato con un se­condo gruppo paragonabile per età, sesso, diabete, fumo e pato­logie sistemiche non riguardanti la patologia per cui è stata indicata la terapia con acido zoledronico (Zometa®) (Gruppo Controlli). Per registrare i parametri paro­dontali è stata utilizzata la cartella parodontale informatizzata dell’U­niversità di Berna.

A ogni paziente durante la visita, in presenza di imaging e attraver­so l’utilizzo di una sonda parodon­tale Williams e Nabers, è stata as­segnata una diagnosi dello stato parodontale riferita alla Nuova Classificazione 2017 delle malat­tie parodontali e perimplantari.

Risultati e conclusioni  Nel Gruppo Casi è stato rilevato un BoP (%) medio pari a a 25,26 e una presenza percentuale di placca (%) media pari a 35,53 mentre al Grup­po Controlli è stato rilevato un BoP (%) medio 35,73 e una presenza percentuale di placca (%) media uguale a 25,46. La differenza dei valori di BoP (%) e di presenza per­centuale di placca (%) risulta stati­sticamente significativa (p <0,05).

I risultati dell’applicazione della Nuova Classificazione della malat­tia parodontale e perimplantare hanno evidenziato che nel Gruppo Casi il 6,67% dei pazienti presen­tava uno stato di salute, il 16,67% è stato associato allo stadio 1, il 3,3% è stato associato allo stadio 2, il 40% è stato associato allo sta­dio 3 e il 33,33% allo stadio 4. Al 57,14% dei pazienti del Gruppo Casi è stato associato il grado A, al 35,71% il grado B e al 7,14% il grado C.

L’estensione della malat­tia parodontale nel Gruppo Casi è risultata generalizzata nel 47,37% dei pazienti e localizzata nel re­stante 52,63%. I risultati dell’applicazione della Nuova Classificazione della malattia parodontale e perimplantare hanno evidenziato che nel Gruppo Con­trolli il 6,67% dei pazienti è stato associato a uno stato di salute, il 3,33% è stato associato allo stadio 1, il 16,67% è stato associato allo stadio 2, il 43,33% è stato associa­to allo stadio 3 e il 30,00% allo sta­dio 4. Al 35,71% dei pazienti del Gruppo Controlli è stato associato il grado A, al 60,71% il grado B e al 3,57% il grado C. L’estensione del­la malattia parodontale nel Gruppo Controlli è risultata generalizzata nel 52,63% dei pazienti e localizza­ta nel restante 44,44%.

Il confronto tra i risultati derivati dall’applicazione della Nuova Clas­sificazione parodontale effettuato attraverso il Fisher’s Test ha evi­denziato come non esista una dif­ferenza statisticamente significati­va tra i due gruppi (p >0,05). Que­sto risultato può potenzialmente di­mostrare come lo stato parodonta­le dei pazienti con indicazioni alla terapia con acido zoledronico per patologie oncologiche rispecchia quello della popolazione generale.

Significato clinico  La Nuova Classificazione paro­dontale permette di classificare i pazienti in base allo stato paro­dontale e al rischio di progressio­ne della malattia parodontale; questo permette di ottenere una valutazione univoca che facilita la condivisione dei dati tra clinici e permette una buona gestione nel tempo dei pazienti.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.04.2021.07




 
 
 
 
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