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17 Novembre 2025

Il flusso digitale in chirurgia zigomatica

Caso clinico “a mano libera” protesicamente guidata secondo il Protocollo ZAPA – Zygomatic Anatomical Prosthetic Approach


Dott. Cesare Paoleschi

Paoleschi

La riabilitazione del mascellare gravemente atrofico con l’utilizzo di impianti zigomatici è oggi una valida soluzione che presenta indici di successo tra il 94-98% sovrapponibili a quelli con impianti convenzionali.

E’ tuttavia una chirurgia ad alto rischio che richiede esperienza chirurgica, specifica conoscenza del distretto anatomico e le necessarie competenze per affrontare eventuali impreviste complicanze intraoperatorie, a breve o a lungo termine. Per queste ragioni la chirurgia zigomatica va presa in considerazione in extrema ratio.

Attenersi ad un Protocollo operativo validato in chirurgia zigomatica è altamente raccomandabile.
Il protocollo ZAPA – frutto di oltre 13 anni d’esperienza del Dott.Cesare Paoleschi – IRIS Compagnia odontoiatrica - continuativa e con numeri importanti di riabilitazioni – muove dall’obiettivo del ripristino immediato di funzionalità ed estetica nel paziente.
L’inserimento di processi di digitalizzazione ha ulteriormente agevolato il raggiungimento degli obiettivi.

In questo caso la paziente donna di anni 66 presenta un’atrofia del mascellare con impianti in quadrante 2 in severa perimplantite, estratti in sede d’intervento.
Mandibola ugualmente atrofica con elementi dentari decidui estratti in sede d’intervento.   In fase diagnostica – progettuale si procede alla digitalizzazione dell’anatomia della paziente tramite TC cone beam, alla ricostruzione digitale del suo stato ideale, all’elaborazione della nuova protesi e alla produzione e stampa in 3D della dima chirurgica da utilizzare in fase chirurgica.

Foto 1: Fase di acquisizione digitale

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Foto 2: Acquisizione, digitalizzazione e progettazione della protesi, tenendo conto degli aspetti biomeccanici e dell’anatomia funzionale della paziente (dinamica naturale delle articolazioni e dei muscoli mandibolari)

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Foto 3: Produzione della dima chirurgica ad uso intraoperatorio per la verifica delle uscite protesiche.

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Foto 4: Bonifica degli elementi dentari decidui, sollevamento della mucosa nasale, scheletrizzazione dei forami infraorbitari.

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Foto 5: Fresaggio per la preparazione del plateau osseo.

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Foto 6: Campo operatorio predisposto prima dell’inserimento degli impianti. Sempre vengono indicate 4 traiettorie per l’inserimento degli impianti zigomatici,  anche se la progettazione ne richiede al momento solo 2. Si procede all’inserimento degli impianti programmati, secondo una sequenza precisa indicata nel Protocollo ZAPA. 

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Foto 7: A posizionamento degli impianti concluso, utilizzo della dima chirurgica per il controllo delle uscite protesiche dei MUA in base al progetto iniziale della protesi.

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Foto 8: Lo ZAPA Tool viene applicato sopra l’impianto zigomatico inserito, al fine di controllare l’esatta angolazione dei MUA, altezza ed inclinazione.


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Foto 9: Panoramica dei MUA posizionati e sutura

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Foto 10: Verifica intrachirurgica della congruenza protesica utilizzando la dima chirurgica prodotta tramite tecnologie di stampa 3D

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Foto 11: Controllo protesico post chirurgico tramite processi di acquisizione dell’immagine della paziente e fasi di progettazione digitale della nuova protesi

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Foto 12: La nuova protesi, dove le uscite protesiche risultano in posizione ideale per pterigoideo e zigomatici, congrua per un impianto paranasale

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Foto 13: Panoramica successiva alla consegna del provvisorio immediato.

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Foto 14: Controllo della protesi definitiva

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Foto 15: La paziente con la nuova protesi

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Lavoro a cura di: dott. Cesare Paoleschi

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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