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02 Ottobre 2012

Valutazione dei fattori che influenzano la lunghezza elettronica del canale

di L. Sacchetto, E. Cassai


Obiettivi
Scopo dello studio è valutare l'accuratezza in vitro di tre localizzatori di terza e quarta generazione in diverse situazioni cliniche simulate, utilizzando strumenti endocanalari di diametro e materiale differenti e numerosi irriganti.

Materiali e metodi
Quaranta denti, estratti per cause parodontali, 10 dei quali presentanti corone o restauri coronali metallici, sono stati strumentati con k-file 10, 15, 20, ProTaper Universal S1, S2, F1 e F2. I 10 elementi dentari con restauri metallici costituivano il gruppo Metal, gli altri 30 il gruppo Metal-free. Per ogni strumento endocanalare è stata rilevata la lunghezza di lavoro (Working Length, WL) al forame apicale magno, utilizzando il microscopio operatorio e confermandola con una radiografia. È stata successivamente rilevata elettronicamente la WL con i localizzatori A (Root ZX), B (Raypex® 5) e C (ProPex® II) in ambiente secco e irrigando con ipoclorito (fino all'imbocco e poi colmando pure la camera), saliva, sangue, acido etilendiamminotetracetico (EDTA) e soluzione acida. I dati sono stati sottoposti ad analisi statistica utilizzando il test di Kruskal-Wallis, il test delle mediane e il test di Wilcoxon.

Risultati
Il test di Kruskal-Wallis dimostra che non esistono differenze statisticamente significative in termini di lettura elettronica della WL usando strumenti endocanalari di diametro e materiali diversi (p = 0,7005). Il test di Wilcoxon dimostra che la tendenza centrale della misura fornita dai localizzatori è significativamente diversa dalla tendenza centrale della WL misurata al forame apicale magno con microscopio operatorio, considerata come riferimento, in caso di ambiente canalare irrigato con ipoclorito, EDTA, saliva, sangue (p < 0,00001) e con soluzione acida (p = 0,007695). Le medie delle differenze tra la WL di riferimento e la WL elettronica per i tre localizzatori, relativamente a un ambiente canalare con ipoclorito di sodio, sono le più alte rispetto a quelle calcolate per tutti gli ambienti canalari testati. Per ogni ambiente canalare, infine, il test delle mediane ha confrontato direttamente i localizzatori, ottenendo differenze statisticamente significative.

Conclusioni
Il diametro e il materiale degli strumenti endocanalari non influenzano la WL elettronica. Le condizioni canalari influenzano la lettura elettronica della WL e l'ipoclorito si è dimostrato l'irrigante che riduce maggiormente la lettura elettronica della WL. La soluzione acida determina spesso una WL elettronica maggiore di quella reale. Gli altri irriganti usati influenzano meno la lettura elettronica. Il localizzatore C è il meno accurato dei tre testati, anche se rileva il maggior numero di misure (intese come segnali di avvenuto raggiungimento apicale mantenute per almeno 5 s). I localizzatori A e B mostrano un'attendibilità non statisticamente diversa, tranne in poche situazioni, in cui prevale il localizzatore B.



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