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19 Ottobre 2026

Salute orale e malattie croniche, un consenso internazionale chiede cure più integrate

Un documento pubblicato su Periodontology 2000 propone di integrare la salute orale nella prevenzione delle malattie croniche e rafforzare la collaborazione tra professionisti sanitari.


malattie croniche

Integrare la salute orale nelle strategie di prevenzione delle malattie croniche, nella formazione dei professionisti sanitari e nei percorsi assistenziali. È la proposta contenuta nel documento internazionale Oral Health and Systemic Health Outcomes: A Call for Interdisciplinary Action, pubblicato su Periodontology 2000 e presentato il 3 settembre 2026 a Lisbona, durante un simposio dedicato ai rapporti tra salute orale e sistemica.

Il documento è stato elaborato da un gruppo multidisciplinare promosso dalla European Federation of Periodontology (EFP) e dalla European Association of Dental Public Health (EADPH), con il coinvolgimento di rappresentanti della World Heart Federation, di WONCA Europe e dell'European Forum for Primary Care. Le raccomandazioni derivano da un processo di consenso tra esperti basato sulle evidenze disponibili, non da una nuova sperimentazione clinica o da una revisione sistematica.

Parodontite e diabete, le evidenze disponibili

Secondo il gruppo di lavoro, le malattie del cavo orale interessano circa 3,5 miliardi di persone nel mondo e condividono con altre malattie non trasmissibili diversi fattori di rischio, tra cui consumo di zuccheri, tabacco, alcol e disuguaglianze sociali.

Tra le patologie orali, la parodontite presenta le evidenze più solide di una relazione bidirezionale con la salute sistemica, in particolare con il diabete. Il documento richiama gli studi secondo cui il trattamento parodontale può contribuire a migliorare il controllo glicemico nelle persone con diabete. Restano invece limitate le evidenze relative alla riduzione degli eventi cardiovascolari maggiori.

«Le malattie del cavo orale e quelle cardiache, il diabete e il cancro hanno le stesse cause: zucchero, tabacco, alcol e svantaggio sociale. Non ha senso prevenirle una alla volta», afferma Moritz Kebschull, ex presidente dell'EFP e primo autore del documento.

Kebschull sottolinea che le evidenze più solide riguardano il diabete, per il quale il trattamento della malattia parodontale può contribuire al controllo della glicemia.

Il ruolo degli altri professionisti sanitari

Il consenso propone di rafforzare la collaborazione tra odontoiatri, medici, infermieri, farmacisti e professionisti della sanità pubblica, attraverso la formazione sulla salute orale, l'individuazione precoce dei problemi e percorsi di invio tra specialisti.

«Ogni medico, infermiere e farmacista dovrebbe essere in grado di dare le indicazioni di base su come usare lo spazzolino da denti, sulla pulizia degli spazi interdentali e sulle visite odontoiatriche regolari, mentre i dentisti dovrebbero guardare oltre la bocca, ad esempio individuando casi di diabete non diagnosticato», dichiara Anton Sculean, segretario generale dell'EFP e coautore del documento.

Tra le indicazioni rivolte ai sistemi sanitari figurano l'integrazione della salute orale nelle cure di routine, la condivisione delle informazioni cliniche e il rafforzamento della prevenzione.

Prevenzione e politiche sanitarie

Il documento richiama l'importanza dell'igiene orale quotidiana, con spazzolamento regolare, pulizia degli spazi interdentali e controllo della placca, insieme alla riduzione dei fattori di rischio comuni alle malattie orali e sistemiche.

Le raccomandazioni comprendono anche l'inserimento della salute orale nelle strategie nazionali per le malattie non trasmissibili e nei programmi di formazione delle professioni sanitarie.

«Le malattie del cavo orale colpiscono circa 3,5 miliardi di persone e presentano gli stessi fattori determinanti di malattie cardiache, diabete e cancro: zucchero, tabacco, alcol e disuguaglianze nell'accesso alle cure», afferma Raman Bedi, presidente della World Federation of Public Health Associations.

Secondo Bedi, l'integrazione della salute orale nelle politiche di prevenzione rappresenta una necessità di sanità pubblica.

Il documento è stato sviluppato con il sostegno di un contributo educativo non vincolato di Procter & Gamble a EFP ed EADPH. Secondo quanto dichiarato nell'articolo scientifico, i rappresentanti dell'azienda hanno partecipato ai lavori come osservatori, senza intervenire nella sintesi delle evidenze, nella formulazione delle raccomandazioni o nella stesura del testo.

 
 

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