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07 Marzo 2012

Sesso e igiene orale: relazioni pericolose

Dimostrato il legame tra parodontite e potenza sessuale

di Cosma Capobianco


Questa volta forse ci siamo: dopo decenni di dibattiti e pubblicazioni sull'importanza di motivare i pazienti verso una regolare igiene orale e, in parallelo, di istruire e formare il personale per questo compito, arriva un aiuto tanto  insperato quanto  psicologicamente molto efficace.
La buona notizia è che non si tratta di qualche costoso strumento o materiale e non è neppure necessario pagare un corso con l'americano di turno. Basterà lasciare in sala d'attesa le conclusioni di un esperimento sul deprimente effetto che ha la parodontite sulla funzione erettile. Se poi il messaggio viene ripreso e rinforzato da un'avvenente igienista, l'effetto motivazione dovrebbe essere garantito e duraturo, almeno per i pazienti maschi.
In sintesi, gli autori della ricerca (Zili Zuo MS et al  Effect of periodontitis on erectile function and its possible mechanism.  J Sex Med 2011; 8: 2598-2605) affermano che nei ratti la parodontite diminuisce la pressione sanguigna all'interno dei corpi cavernosi e riduce alcune funzioni biochimiche importanti per questa funzione. In particolare, l'infiammazione del parodonto riduce la concentrazione di due molecole strategiche: la cicloguanosinafosfato (cGMP), un nucleotide che funziona da secondo messaggero, e l'enzima che sintetizza l'ossido nitrico nell'endotelio (eNOS) dei corpi cavernosi (vedi box).
Non sono invece state rilevate modifiche ultrastrutturali a carico delle cellule endoteliali, di quelle muscolari lisce e delle fibre nervose presenti nei corpi cavernosi; alterazioni che invece si manifestano in presenza di patologie sistemiche, come ipertensione, diabete e insufficienza renale cronica, già note per questo imbarazzante effetto collaterale.

Materiali e metodi
Dal punto di vista sperimentale, si tratta della prima pubblicazione che mette in luce una simile correlazione mentre in campo epidemiologico esistono due studi, di cui il primo comparso tre anni fa grazie a Zadik e coll. (Erectile dysfunction might be associated with chronic periodontal disease: two ends of the cardiovascular spectrum. J Sex Med. 2009;6(4):1111-6).
In questa ricerca, gli autori esaminarono 305 uomini di età compresa tra 33 e 46 anni, partendo dal fatto che sia la disfunzione erettile che la parodontite cronica sono associate alle malattie cardiovascolari e ai relativi fattori di rischio. Il risultato fu che la parodontite cronica era significativamente più frequente nei soggetti con disfunzione erettile. Per la verità,  il metodo seguito era un po' semplicistico e discutibile: la diagnosi di parodontite si basava soltanto su una radiografia bite-wing e quella di disfunzione erettile su un questionario (Sexual Health Inventory for Men-SHIM). Leggendo l'articolo di Zili Zuo e coll (tutti urologi e chirurghi vascolari), è curioso constatare che hanno preso spunto  dall'articolo di Zadik ma non hanno criticato queste debolezze metodologiche tanto da definire le loro conclusioni come "compelling evidence" (prove convincenti). Nonostante ciò, l'idea di fondo sembra confermata dall'evidenza sperimentale osservata nel ratto.
A dare ulteriore rinforzo arriva anche il primo articolo dedicato all'intrigante liaison  che sia mai stato pubblicato su una rivista odontoiatrica.  Nel numero dello scorso dicembre le blasonate pagine del Journal of Periodontology, solitamente occupate da questioni meno emozionanti, hanno ospitato il  frutto del lavoro di tre specialisti indiani (Sharma A, Pradeep AR, Raju P A. Association between chronic periodontitis and vasculogenic erectile dysfunction. 2011 Dec;82(12):1665-9). Questa volta il metodo seguito era  un po' meno discutibile: la presenza di parodontite è stata accertata con una sonda parodontale rilevando profondità e livello di attacco connettivale  mentre per la disfunzione erettile, oltre allo SHIM, è stato impiegato l'ecocolorDoppler che rileva le anomalie del flusso vascolare. Gli autori hanno concluso che esiste una relazione tra disfunzione erettile su base vascolare e parodontite, per lo meno nella fascia di età considerata (media 35,3 anni) ma,  a causa del campione ridotto (70 soggetti), sono necessari ulteriori studi.
Possibilmente più completi, aggiungiamo noi, in cui magari venga rilevato pure l'indice di sanguinamento, data l'importanza che i mediatori dell'infiammazione hanno in questo ambito.

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