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10 Giugno 2016

Il dentista generico può svolgere tutte le attività degli specialisti. Interessante risoluzione del CED


Odontoiatra generico e odontoiatra specialista: una recente risoluzione del Consiglio europeo dei dentisti (Ced) si propone di chiarirne la differenza, "non solo per aiutare le autorità politiche nazionali e dell'Unione europea a comprendere il punto di vista della comunità odontoiatrica riguardo al proprio ambito di attività, ma anche per migliorare nella popolazione e nei pazienti la cultura sanitaria".

Il Ced, l'unico organismo che rappresenta tutti i dentisti europei e che mira a promuovere elevati standard di cura della salute orale e una efficace pratica professionale centrata sulla sicurezza del paziente in tutta Europa, sottolinea nel documento un concetto essenziale: "il dentista generico è qualificato a svolgere tutte le procedure e trattamenti eseguite dai dentisti specialisti e non gli può essere impedita o preclusa nessuna delle attività tipicamente svolte dagli specialisti".

Approvata all'unanimità nel General meeting del Ced dello scorso 20 maggio, la risoluzione chiarisce che la principale differenza tra un dentista generico e uno specialista consiste nel fatto che quest'ultimo generalmente svolge le attività correlate alla propria specialità su base giornaliera e non occasionalmente.

"Entrambi - afferma il Ced - fanno prevenzione, diagnosi e trattamento di qualsiasi condizione problematica o patologica che riguarda denti, bocca, mascellari e tessuti adiacenti ed entrambi lavorano in modo indipendente e autonomo rispetto ad altri professionisti medici, coordinando il team odontoiatrico". Ma ovviamente, "il dentista generico può indirizzare un paziente a un dentista specialista se lo ritiene appropriato o necessario".

Il documento fa riferimento esplicito alla Direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali (2013/55/CE), che regola le condizioni di ammissione e la durata minima della formazione odontoiatrica specialistica, e - sostiene il Ced - rispetta la responsabilità degli Stati membri nel definire i contenuti della formazione specialistica. Infatti la Direttiva non stabilisce il contenuto dei corsi di specializzazione, che tuttavia devono avere una durata minima di tre anni di insegnamento teorico e pratico full time, per un totale di almeno tremila ore.

Adelmo Calatroni

 
 

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