HOME - Approfondimenti
 
 
30 Gennaio 2026

Farmaci ''amici'' e ''nemici'' dell’impianto

Una ricerca ha studiato le alterazioni del rimodellamento osseo indotte dalle terapie sistemiche possono aumentare il rischio di fallimento implantare o migliorarne la stabilità. Fondamentale l’anamnesi farmacologica


Impianti puzzle quadrat

Nel contesto dell’implantologia moderna, che vede un numero crescente di impianti posizionati ogni anno, l’aumento dell’età media dei pazienti porta inevitabilmente a confrontarsi con terapie farmacologiche croniche capaci di modificare il metabolismo osseo. La longevità dell’osteointegrazione dipende da un equilibrio biologico delicato, che coinvolge ormoni, citochine e cellule fondamentali come osteoblasti, osteoclasti e osteociti.

Lo studio pubblicato su Oral Health Journal, si propone di analizzare in che modo alcune tra le terapie più diffuse possano ostacolare, o in alcuni casi favorire, la sopravvivenza degli impianti dentali.

Gli autori intendono individuare le principali categorie di farmaci in grado di modulare il rimodellamento osseo o la risposta immunitaria, descrivendone i meccanismi d’azione e valutando l’impatto clinico sulla stabilità implantare. L’obiettivo è fornire al clinico una visione ampia e aggiornata dell’interazione tra farmaci e osteointegrazione, per permettere una pianificazione più attenta della riabilitazione implantare nei pazienti politrattati.

Metodi

La revisione si basa su studi clinici, ricerche precliniche e meta‑analisi che esaminano il rapporto fra diverse terapie farmacologiche e lo stato dell’osso peri-implantare. L’attenzione si concentra sulle alterazioni cellulari e molecolari indotte dai farmaci e sulle conseguenze cliniche, come il rischio di perdita ossea marginale, complicanze peri‑implantari e fallimenti degli impianti.

I Farmaci 

I glucocorticoidi sono largamente prescritti per la gestione di malattie autoimmuni e allergiche, ma il loro impatto sul metabolismo osseo è profondo e rapido. Questi farmaci favoriscono l’apoptosi degli osteociti, riducono la capacità rigenerativa dell’osso e modificano la risposta immunitaria locale. Gli effetti sfavorevoli sull’osteointegrazione possono comparire già dopo una settimana di terapia e diventano più significativi nel tempo. Quando associati ai bisfosfonati, il rischio di complicanze risulta ulteriormente amplificato.

Le terapie anti‑TNF‑α, utilizzate per il trattamento di malattie infiammatorie croniche come Crohn o artrite reumatoide, interferiscono con il normale rimodellamento osseo e con i meccanismi di difesa dell’ospite. Poiché il TNF‑α stimola la formazione e l’attività degli osteoclasti, la sua inibizione può compromettere la riparazione ossea. Gli autori riportano anche casi clinici di osteonecrosi della mandibola associati a questa categoria farmacologica in pazienti sottoposti a implantologia.

Nei pazienti trapiantati, il ruolo degli immunosoppressori come ciclosporina, tacrolimus e sirolimus è essenziale per prevenire il rigetto, ma queste molecole possono influenzare negativamente la vitalità degli osteoblasti e limitare la capacità dell’osso di integrarsi con l’impianto. Gli studi preclinici mostrano una tendenza allo sviluppo di osteopenia e una compromissione della risposta ossea. La complessità sistemica di questi pazienti richiede quindi un approccio implantare particolarmente prudente.

Tra i farmaci più utilizzati nella popolazione generale, gli antiacidi e soprattutto gli inibitori di pompa protonica occupano un posto di rilievo. L’innalzamento del pH gastrico riduce l’assorbimento del calcio e altera il microbiota intestinale, con effetti negativi sulla densità ossea. Le meta‑analisi riportano un aumento significativo del rischio di osteoporosi e fratture, che si riflette in un incremento dei fallimenti degli impianti dentali, specie nei trattamenti a lungo termine.

Gli antidepressivi SSRI rappresentano un’altra classe farmacologica in grado di influenzare l’osteointegrazione. Modificando i livelli di serotonina, questi farmaci alterano l’attività degli osteoblasti e degli osteoclasti, portando a una maggiore fragilità ossea. Negli studi clinici analizzati, i pazienti in terapia con SSRI mostrano tassi di fallimento implantare significativamente più elevati rispetto ai non utilizzatori, un dato che dovrebbe indurre a monitoraggi più frequenti e a una maggiore prudenza nella gestione implantare.

Particolarmente noti in ambito odontoiatrico per la loro associazione con l’osteonecrosi dei mascellari, i bisfosfonati interferiscono profondamente con il rimodellamento osseo bloccando l’attività degli osteoclasti. Tale meccanismo, pur utile nel trattamento dell’osteoporosi, penalizza in modo significativo la fisiologia implantare. Le formulazioni endovenose presentano un rischio maggiore, ma anche l’uso orale prolungato può aumentare la probabilità di fallimento implantare, soprattutto nelle donne in post-menopausa.

Lo studio dedica attenzione anche a una classe farmacologica con effetti potenzialmente benefici: gli antipertensivi. Betabloccanti, ACE‑inibitori, sartani e calcio‑antagonisti sembrano esercitare un’azione anabolica sull’osso, migliorando sia la densità ossea sia i tassi di sopravvivenza implantare nei pazienti ipertesi. Sebbene questo effetto non giustifichi alcuna prescrizione in pazienti sani, rappresenta un dato interessante per l’interpretazione dei risultati implantari in soggetti in terapia cardiovascolare. 

Conclusioni

Il lavoro mette in luce come l’interazione fra terapia farmacologica e osteointegrazione rappresenti un elemento determinante per il successo a lungo termine degli impianti dentali. Molti farmaci di uso comune, dai cortisonici agli antidepressivi, possono ridurre la capacità dell’osso di rispondere al carico implantare, mentre alcuni antipertensivi sembrano al contrario migliorare la fisiologia peri‑implantare. 

Questo significa che l’anamnesi farmacologica non può essere considerata un passaggio formale, ma deve diventare parte attiva della valutazione e della pianificazione terapeutica. Sebbene ulteriori studi sull’uomo siano necessari per chiarire definitivamente molti di questi rapporti, le evidenze disponibili indicano chiaramente che il farmaco assunto dal paziente è un fattore chiave nella longevità dell’impianto

Per approfondire: Impact of medications on osteointegration and implant survival


Se hai trovato utile questo articolo e non sei ancora abbonato ad Odontoiatria33, sostieni
la qualità della nostra informazione

ABBONATI

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Una ricerca evidenza come dentisti e farmacisti debbano essere alleati per intercettare i rischi


Il minidossier finanziato da AIFA evidenzia un uso frequente della profilassi antibiotica anche quando non indicata e richiama la necessità di rafforzare monitoraggio e formazione...


Uno studio italiano valuta e confronta l’impatto degli anticoagulanti orali diretti e degli antagonisti della vitamina K sugli eventi emorragici intra- e post-operatori in terapia causale...


 
 

Una ricerca ha analizzato l’associazione tra esposizione cumulativa alla cannabis e necessità di propofol durante l’estrazione dei terzi molari, con l’obiettivo di definire un modello...


Riduzione di sondaggio e infiammazione nel breve periodo, ma con limiti evidenti sulla durata dell’effetto terapeutico


Una ricerca ha analizzato e valutato criticamente le revisioni sistematiche disponibili per confrontare gli esiti di dolore post-endodontico associati ai protocolli in singola e multipla seduta


 
 

Uno studio analizza la crescita delle pubblicazioni, le principali aree di indagine, le reti collaborative e le direzioni emergenti della ricerca mondiale


Una ricerca presentata all’American Heart Association suggerisce che Porphyromonas gingivalis possa favorire la calcificazione della valvola aortica attraverso processi...


Dalla formazione alla carriera, livelli di tensione costanti e un perfezionismo che si estende anche alla vita quotidiana. Uno studio è partito dagli studenti per fare il quadro dei rischi


 
 

Indagine retrospettiva sulla correlazione tra condizioni parodontali di impianti e denti controlaterali fino a 20 anni dopo terapia e inserimento implantare


O33implantologia     24 Settembre 2026

Impronte implantari full-arch

Immagine di repertorio

Una ricerca condotta anche da ricercatori italiani ha effettuato una valutazione clinica in vivo di otto workflow di acquisizione mediante il Clinical Seating Score


Una ricerca italiana ha confrontato diverse geometrie di Ti-base, incluse nuove configurazioni anatomiche derivate dai rapporti tra cresta ossea e giunzione amelo-cementizia, per valutarne la...


 
 

Altri Articoli

I presidenti provinciali di ANDI e AIO Ferrara ricordano ai colleghi che le radiografie, dalle endorali alle CBCT, vanno consegnate al paziente che le richiede, in un formato leggibile e con la prima...


Secondo un rapporto di mercato, il settore passerà da 12,79 a 17,67 miliardi di dollari entro il 2031, trainato da invecchiamento della popolazione, edentulia, domanda estetica e flussi digitali....


Siglata all’Aran l’ipotesi di contratto per circa 137mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale, compresi gli odontoiatri dipendenti. Aumento medio a regime di 560 euro lordi al mese,...


 
 

L’azienda contesta le informazioni sui coloranti del dentifricio per bambini riportate da Il Salvagente: secondo Sunstar il prodotto contiene come unico colorante il CI 73360, ammesso nei...


Con l’ordinanza n. 26091 del 2 ottobre 2026 la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un odontoiatra condannato per errori endodontici e protesici. Le raccomandazioni cliniche orientano il...


Un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità su 2.149 operatori di 14 strutture rileva episodi frequenti di violenza verbale, spesso da parte dei familiari dei pazienti. Il presidente FNOMCeO...


 
 

Uno studio descrive un primo molare inferiore preispanico con un intarsio di giadeite nella superficie occlusale. L’analisi con CBCT indica che fu inserito quando il dente era ancora vitale: è il...


Il Cdc unifica in un’unica sezione le raccomandazioni su SARS-CoV-2, influenza e RSV per gli operatori sanitari, ma lascia fuori l’odontoiatria. Per l’Ada l’aggiornamento diventa...


Il piano sanitario per il personale scolastico 2026-2030 copre una visita e una seduta di igiene all’anno e fino a quattro impianti, con massimali e procedure precise. Le regole sulle strutture...


 
 

Il DPCM del 7 agosto 2026 aggiunge circa 800 prestazioni ai Livelli Essenziali di Assistenza, ma lascia invariati i criteri di accesso alle cure odontoiatriche pubbliche. Il presidente ANDI, Corrado...


Dal 1° al 31 ottobre i cittadini possono prenotare una video-consulenza gratuita di 15 minuti con un igienista dentale. L’iniziativa è di Paginemediche,...


L’indagine Omni Salus 2026 della SIdP su 3.000 adulti registra più controlli regolari in studio, ma una pulizia interdentale ancora carente. Solo il 12,5% degli intervistati riferisce di aver...


 
 

Su otto prodotti esaminati, quattro non superano il confronto della rivista dei consumatori. Tra le criticità segnalate compaiono additivi che richiedono specifiche avvertenze in etichetta


Dal 1° ottobre si conclude l’incarico di Norberto Maccagno come direttore editoriale. La testata proseguirà il proprio lavoro sull’attualità professionale, clinica, normativa e scientifica...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi