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19 Dicembre 2025

Antibiotici dal dentista: troppe prescrizioni inappropriate

Il British Dental Journal lancia l’allarme: i dentisti prescrivono circa il 10% di tutti gli antibiotici orali, ma fino all’80% di queste prescrizioni potrebbe essere inappropriato

Redazione O33

Antibiotici

L’antibiotico-resistenza è una delle più gravi minacce sanitarie globali del nostro tempo. Secondo le stime, senza interventi efficaci potrebbe causare fino a 10 milioni di morti l’anno entro il 2050, con un impatto economico devastante. Anche la pratica odontoiatrica è chiamata a fare la sua parte: i dentisti prescrivono circa il 10% di tutti gli antibiotici orali, ma fino all’80% di queste prescrizioni potrebbe essere inappropriato.

È quanto emerge da un approfondimento titolato “Pass the prescription: improving antibiotic stewardship”, pubblicato sul British Dental Journal sulla base di una ricerca condotta presso il reparto di Chirurgia Orale e Maxillo-Facciale del Luton and Dunstable University Hospital, nel Regno Unito.

Co-amoxiclav troppo usato, nonostante le linee guida

Gli autori hanno osservato una frequente prescrizione di Co-amoxiclav per il trattamento delle infezioni dento-alveolari acute, nonostante questo antibiotico non sia raccomandato dalle linee guida locali e nazionali. Per valutare il problema, i ricercatori hanno effettuato un audit retrospettivo su 100 pazienti, con un’età media di 38 anni.

La maggior parte dei pazienti si presentava con ascessi dentali acuti associati a gonfiore facciale e coinvolgimento sistemico. L’80% è stato sottoposto a trattamento chirurgico, seguito da terapia antibiotica orale.I risultati del primo ciclo di audit sono stati netti: solo il 18% delle prescrizioni rispettava le linee guida, mentre il 60% dei pazienti riceveva co-amoxiclav in modo inappropriato.

Formazione mirata e strumenti digitali: il cambio di rotta

Dopo la diffusione dei risultati, il reparto ha avviato una serie di comunicazioni invitando i clinici a consultare regolarmente le linee guida tramite strumenti digitali e riferimenti nazionali.L’effetto è stato immediato. Nel secondo ciclo di audit, la percentuale di prescrizioni conformi alle linee guida è salita al 70%, mentre l’uso improprio di Co-amoxiclav è crollato al 4%. Gli antibiotici più utilizzati sono diventati amoxicillina e metronidazolo, in linea con le raccomandazioni ufficiali.

“Gli antibiotici non sono la soluzione”

La ricerca chiarisce anche perché l’abuso di antibiotici ad ampio spettro sia spesso ingiustificato. “Meno del 33% delle infezioni dentali coinvolge batteri produttori di β-lattamasi”, spiegano gli autori, rendendo superfluo l’uso di associazioni come il Co-amoxiclav nella maggior parte dei casi.

Amoxicillina e metronidazolo, invece, “colpiscono i principali batteri patogeni, riducendo al minimo gli effetti collaterali e il rischio di resistenze antimicrobiche”. Un messaggio chiave dello studio è chiaro: gli antibiotici sono un supporto, non la cura definitiva.“Gli ascessi dovrebbero essere drenati quando possibile e la rimozione della causa dell’infezione è essenziale per una risoluzione completa”, sottolineano gli autori, richiamando l’attenzione sull’importanza dell’intervento clinico rispetto alla sola prescrizione farmacologica.

Un appello ai professionisti

In conclusione, lo studio lancia un appello diretto alla comunità odontoiatrica: “invitiamo i clinici a seguire le linee guida, monitorare la compliance e utilizzare formazione mirata e strumenti digitali per promuovere una corretta gestione degli antibiotici e contrastare lo sviluppo dell’antibiotico-resistenza”.Un messaggio che va oltre il contesto britannico e che riguarda da vicino anche la pratica clinica quotidiana: prescrivere meno, prescrivere meglio, per proteggere l’efficacia degli antibiotici oggi e in futuro.

Per approfondire: 

Pass the prescription: improving antibiotic stewardship. D. Sundararajan, S. Shivji & A. Parbhoo.

 
 

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