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20 Febbraio 2026

Celebrata la VI Giornata nazionale delle professioni sanitarie

Senna (CAO): “20 febbraio ricorrenza che interroga il nostro presente e il nostro futuro”. Anelli (FNOMCeO): “curare è un atto di responsabilità


Senna anelli

Si è celebrata questa mattina a Roma, presso il Conservatorio Santa Cecilia, la VI Giornata nazionale delle professioni sanitarie. “Il 20 febbraio di ogni anno si celebra la giornata nazionale delle professioni sanitarie. "Un momento importante per fare una riflessione su quelle che sono oggi le 32 professioni sanitarie che caratterizzano il nostro Servizio sanitario nazionale, e tutto il sistema della salute”, ha ricordato il presidente nazionale FNOMCeO Filippo Anelli aprendo le celebrazioni insieme al presidente CAO Andrea Senna.

"Questa Giornata nazionale – ha ricordato Senna – è stata istituita durante la pandemia da Covid-19, in uno dei momenti più drammatici della nostra storia recente, per onorare l’impegno, la dedizione e il sacrificio di tutte le donne e gli uomini che hanno scelto di prendersi cura degli altri, spesso a costo di grandi rinunce personali. È una ricorrenza che non guarda solo al passato, ma interroga il nostro presente e il nostro futuro”.

Tra gli intervenuti il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, Francesco Zaffini, il Presidente della Commissione Affari sociali della Camera Ugo Cappellacci, la Magnifica Rettrice dell’Università Sapienza di Roma prof.ssa Antonella Polimeni, il Presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti. Tra i presenti anche i componenti della CAO Nazionale.  

Nel suo messaggio di apertura il presidente CAO Andrea Senna, citando il tema del premio letterario FNOMCeO dedicato a Roberto Stella –“Il futuro della cura tra intelligenza artificiale e umanità” ha voluto ribadire la necessità per odontoiatri e medici di alimentare il rapporto di relazione con i propri pazienti, l’ascolto per cementare quel rapporto di fiducia che si costruisce tra professionista e persona assistita.

Prendendo spunto dal luogo che ha ospitato l’evento, il Presidente Senna ha sottolineato come “la musica, come la cura, nasce dall’incontro tra competenza e sensibilità. Richiede studio, disciplina e precisione, ma anche empatia, intuizione, capacità di cogliere la fragilità”.    

La cura –ha continuato- resta, prima di tutto, un incontro tra esseri umani” e rivolgendosi alle Istituzioni presenti ha sottolineato come, quando si parla di riforme del SSN, si deve coniugare “sostenibilità e innovazione con il rispetto e la valorizzazione di chi ogni giorno rende concreto il diritto alla salute”.

Tra i temi approfonditi durante la mattinata quello dell’Intelligenza Artificiale.

La grande medicina –ha ricordato il presidente Anelli- nasce quando il medico non si limita a riconoscere un quadro clinico, ma ascolta i vissuti della persona come se fossero una storia e li colloca in un contesto che è al tempo stesso anamnesi e biografia”.

L’intelligenza artificiale, ha ricordato Anelli, rappresenta uno strumento potente per la medicina, capace di elaborare enormi quantità di dati, individuare correlazioni e proporre opzioni diagnostiche e terapeutiche con grande rapidità. Il valore della tecnologia è evidente, ma il punto centrale non è la contrapposizione tra IA e umanità, è il modo in cui la tecnologia viene governata e inserita nel percorso di cura.  

Secondo Anelli, l’IA genera possibilità, ma non può assumersi responsabilità, che restano sempre in capo al medico. Decidere significa affrontare incertezza, conoscere la persona, le sue fragilità e costruire con lei una relazione terapeutica: un compito che solo il medico può svolgere. La responsabilità, però, non riguarda solo l’atto clinico, ma anche l’organizzazione della sanità e la creazione di modelli capaci di integrare innovazione e tutela della persona.  

Photo Credit: pagina Facebook della CAO Nazionale


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