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26 Gennaio 2026

Paracetamolo in gravidanza, Ema conferma le attuali raccomandazioni

L’Agenzia europea per i medicinali ribadisce che il paracetamolo può essere utilizzato in gravidanza e che non vi sono nuove evidenze scientifiche


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Il paracetamolo può continuare a essere utilizzato in gravidanza quando clinicamente necessario e non emergono nuove evidenze che richiedano modifiche alle raccomandazioni europee. Lo ribadisce l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) in una nota. 

“Il nostro parere – scrive Steffen Thirstrup Chief Medical Officer dell’Ema - si basa su una rigorosa valutazione dei dati scientifici disponibili e non abbiamo riscontrato alcuna evidenza che l’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza causi autismo nei bambini”.Come riportato nelle informazioni sul prodotto del paracetamolo commercializzato in Ue, un’ampia quantità di dati relativi a donne in gravidanza che hanno utilizzato paracetamolo durante la gestazione indica l’assenza di rischio di malformazioni nel feto in sviluppo o nei neonati.

Nel 2019, l’Ema ha esaminato gli studi disponibili che hanno indagato il neurosviluppo dei bambini esposti al paracetamolo in utero, rilevando che i risultati erano inconcludenti e che non era possibile stabilire un nesso con disturbi del neurosviluppo.

Quando necessario, il paracetamolo può essere utilizzato in gravidanza. Come per qualsiasi medicinale impiegato nel trattamento acuto, dovrebbe essere assunto alla dose efficace più bassa, per il periodo più breve possibile e con la minore frequenza possibile. Le donne in gravidanza dovrebbero consultare il proprio medico per qualsiasi dubbio relativo all’uso di medicinali durante la gestazione.

Come per tutti i medicinali, l’Ema e le autorità nazionali competenti dell’Ue continueranno a monitorare la sicurezza dei medicinali contenenti paracetamolo e a valutare tempestivamente eventuali nuovi dati man mano che emergono. Se necessario, saranno adottate misure regolatorie per tutelare la salute pubblica.

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