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30 Settembre 2009

Lesioni radiotrasparenti delle ossa mascellari

di F. Demarosi, R. Franchini


Premessa
La radiodensità di un oggetto è determinata principalmente dalla proporzione di raggi in grado di attraversare, senza essere bloccati, l’entità che si vuole indagare. Le ombre nere, o radiotrasparenti, rappresentano le aree in cui il fascio di raggi X ha attraversato l’oggetto in studio, senza interruzione alcuna; le ombre bianche, o radiopache, riproducono le strutture in grado di interrompere totalmente il passaggio dei raggi. Le scale di grigi sono, infine, determinate dai diversi gradi di penetrazione del fascio di raggi attraverso l’entità in studio.
Radiograficamente, molte delle condizioni patologiche che interessano le ossa mascellari si possono estrinsecare come aree di relativa radiotrasparenza o radiopacità rispetto all’osso circostante. Tale classificazione, molto utile dal punto di vista clinico, non rappresenta però una distinzione netta e invalicabile perché alcune lesioni possono venire incluse in entrambe le categorie, soprattutto in stadi differenti della loro evoluzione. Non bisogna dimenticare, pertanto, che la suddivisione in capitoli adottata, basata sull’aspetto radiografico delle lesioni, ha scopo principalmente didattico e non vuole essere una rigida e invalicabile schematizzazione.
Il primo passaggio da seguire nella valutazione radiologica di una lesione è sempre la descrizione sistematica della stessa (sede, dimensioni, forma, limiti, effetti sulle strutture adiacenti, tempo da cui è presente). Naturalmente, è altrettanto indispensabile non trascurare i dettagli dell’anamnesi medica del paziente. In seguito, è utile seguire un approccio step-by-step (fig. 1), che permetta di chiarire, o per lo meno avvicinarsi il più possibile, alla reale natura della lesione in studio, aspetto che, comunque, potrà essere definitivamente svelato solo attraverso l’esame istopatologico.
Molte di queste lesioni, di origine diversa, condividono caratteristiche radiologiche simili. In tale situazione, è molto utile anche una valutazione di carattere epidemiologico per poter eseguire una stima diagnostica il più affidabile possibile. Infine, non va dimenticato come, nei casi particolarmente complessi, il ricorso a indagini radiologiche più raffinate (TC, RM) permetta di sciogliere numerosi dubbi.



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