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26 Marzo 2019

Inlays su premolari. Metodiche digitali vs metodiche tradizionali


di Lara Figini


La longevità di un restauro dentale prevede estetica, resistenza alla frattura e adattamento marginale a lungo termine e dipende essenzialmente da:

  • tipo e modalità di impronta;
  • tipo di materiale da restauro utilizzato;
  • metodica di produzione del restauro.

Di fronte a carie estese o in denti trattati endodonticamente, frequentemente si ricorre alla realizzazione di inlay per la quale sono disponibili diversi materiali, tra cui: disilicato di litio, ceramica feldspatica, resine composite e materiali a base di compositi ceramici inglobati in matrici resinose, che possono essere fresati con sistemi CAD/CAM.

I restauri indiretti in resina composita a livello posteriore sono ideali per la forma anatomica, per il valido adattamento marginale, per gli appropriati punti di contatto e i contorni prossimali, oltre che per le buone proprietà di usura, offrendo restauri accettabili con sacrificio minimo di tessuto dentale.

L’esito clinico dei premolari restaurati mediante inlay può essere influenzato, inoltre, dal modulo elastico del materiale da restauro e dallo spessore del cemento in quanto in grado di incidere sul legame restauro-dentinale.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio in vitro, pubblicato sul Journal of Prosthetic Dentistry di febbraio 2019 gli autori hanno confrontato il tasso di sopravvivenza e il carico massimo di frattura di premolari restaurati con intarsi fabbricati con metodi diversi.

Trenta premolari mascellari sono stati selezionati e ricostruiti con inlay fabbricati con metodi diversi (n = 10):

  • Gruppo 1, in cui l’impronta è stata eseguita mediante scansione digitale LaCom con Lava C.O.S. scanner (3M ESPE), seguito da fresatura del blocco di resina composita (Lava Ultimate; 3M ESPE);
  • Gruppo 2, in cui l’impronta è stata eseguita mediante scansione digitale CeCom con scanner Bluecam Cerec 3D (Dentsply Sirona) con fresatura del blocco Lava Ultimate in Cerec (Dentsply Sirona);
  • Gruppo 3, in cui l’impronta è stata eseguita con metodo non digitale ma tradizionale con polivinile silossano e l’intarsio è stato realizzato in ceramica pressata (disilicato di litio) con tecnica a cera persa e IPS e.max Press (Ivoclar Vivadent AG).

Tutti gli intarsi sono stati cementati con il medesimo cemento resinoso a polimerizzazione duale. Gli intarsi sono stati quindi sottoposti a cicli meccanici (2 Hz, 106 impulsi meccanici, 80 N) dopo 24 ore, dopodiché i campioni sono stati conservati in acqua distillata a 37 °C per 11 mesi. Quindi, un test di fatica è stato condotto utilizzando una frequenza di 10 Hz e un carico di 400 N sugli angoli interni delle cuspidi.

Il test veniva considerato completato quando si fosse ottenuta la frattura del campione o quando questi avesse raggiunto 1,5 × 106 cicli. I campioni sopravvissuti alla prova di fatica sono stati sottoposti a un test di frattura a carico singolo in una macchina di prova universale e analizzati con stereoscopio.

Le percentuali di sopravvivenza sono state stimate utilizzando il metodo Kaplan-Meier e il test log-rank (Mantel-Cox). I dati di frattura di carico sono stati analizzati utilizzando ANOVA a 1 via (a = 0,05).

Risultati
Nessuna differenza significativa è stata rilevata tra i gruppi per il tasso di sopravvivenza
(P = .87) o per il carico di frattura (P = .78). La maggior parte delle fratture sono risultate essere longitudinali e catastrofiche.

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio in vitro, che debbono però trovare conferma con altri lavori analoghi, si può concludere che gli inlay in premolari superiori fabbricati con metodiche tradizionali o digitali presentano resistenza alla frattura e tassi di sopravvivenza sovrapponibili.

Implicazioni cliniche

I metodi di scansione digitali intraorali per la rilevazioni delle impronte non influenzano il tasso di sopravvivenza dei restauri prodotti né la resistenza alla frattura, ma si comportano in modo simile al metodo di impronta convenzionale.

Per approfondire

Pivetta Rippe M, Monaco C, Missau T, Wandscher VF, Volpe L, Scotti R, Bottino MA, Valandro LF. Survival rate and load to failure of premolars restored with inlays: an evaluation of different inlay fabrication methods. J Prosthet Dent 2019 Feb;121(2):292-7.

 
 

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