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24 Gennaio 2011

Dall’Umbria, alla Lombardia, al Veneto: ecco alcune esperienze regionali

di Norberto maccagno


L’Umbria abbassa i prezzi
Con una delibera regionale del maggio scorso, l’Umbria ha radicalmente abbattuto le tariffe per le cure odontoiatriche, applicate negli ospedali pubblici della regione e negli studi privati accreditati. Il costo di una visita odontoiatrica è stato portato da 43 a soli 17 euro: questo significa dare anche ai cittadini con minori disponibilità economiche la possibilità di sottoporsi a visite periodiche che consentono di tenere sotto controllo l’apparato dentale. Ma la Giunta umbra ha deciso di puntare anche sul potenziamento delle strutture pubbliche decidendo di passare all’applicazione concreta della legge regionale numero 7 del maggio 2008 sulla “assistenza odontoiatrica protesica e ortesica”, che si propone di realizzare in ogni distretto sanitario servizi di assistenza odontoiatrica per interventi gratuiti di tipo sociale e di sottoscrivere nuove convenzioni con gli studi dentistici privati, che si impegnano a far pagare ai cittadini le tariffe calmierate del nuovo nomenclatore regionale. Stando alle polemiche che ciclicamente troviamo sulla stampa locale il progetto sembra però ancora rimasto più nelle intenzioni degli amministratori umbri che negli studi delle Asl.
Ecco il nuovo listino, che interessa gli assistiti non coperti dai Lea: estrazione complessa: dai 79 ai 129 euro; estrazione del terzo molare incluso: dai 100 ai 150 euro; ablazione del tartaro: 30 euro; otturazione provvisoria: 25 euro; amalgama: dai 40 ai 75 euro; trattamento endodontico: da 43 a 113 euro; protesi mobile: dai 450 ai 500 euro; protesi totale: dai 600 ai 650 euro.

Dalla Lombardia, un sostegno alle famiglie a basso reddito
Al di là delle convenzioni con i dentisti privati che le singole aziende della regione Lombardia stanno stipulando per offrire assistenza odontoiatrica a prezzi più accessibili, in alcuni casi con esiti non certo positivi, la Regione ha deciso, il 30 dicembre 2009 (Delibera n.8/10946), lo stanziamento di fondi per sostenere le famiglie con figli di età compresa tra i 10 e i 16 anni, bisognosi di cure preventive di tipo ortodontico, con un reddito familiare Isee inferiore ai 18mila euro.

In Veneto, supporto a pazienti vulnerabili e in difficoltà
Il piano odontoiatrico veneto per le cure odontoiatriche prevede, al di là delle prestazioni garantite dai Lea, un estensione delle prestazioni a tre categorie: i bambini da 0 a 16 anni, le persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità sanitaria e sociale, le persone con urgenze infettivo-antalgiche.
Ai soggetti in età evolutiva sono assicurate prevenzione e trattamento delle carie; terapia ortodontica; terapia non chirurgica delle parodontopatie; monitoraggio delle malocclusioni e correzione delle patologie ortognatodontiche a maggior rischio per i bambini.
Qualche dato:
Per i soggetti vulnerabili (colpiti da patologie gravi, con reddito inferiore a 8.500 euro annui, grandi invalidi, e via di seguito) le prestazioni gratuite variano a seconda della categoria.
Le prestazioni di odontostomatologia erogate nel pubblico erano, nel 2007, meno di 260 mila e oltre 275 mila nel privato. Nel 2009 i rapporti si sono invertiti, con quasi 270mila prestazioni erogate nel pubblico e poco più di 255mila nel privato.

L’Emilia Romagna sperimenta gli studi odontoiatrici riuniti
Grazie a 222 studi odontoiatrici “riuniti” e ad altri 285 di singoli dentisti dipendenti e privati convenzionati, la Regione garantisce cure odontoiatriche ad anziani, bambini fino a 14 anni e soggetti deboli: vale a dire, fino a oggi, circa 200mila pazienti, che con le nuove risorse si stima possano raggiungere quota 300mila.
La copertura di protesi fisse e mobili è garantita per i soggetti con classi di reddito fino a 7.500 euro, mentre quella delle è coperta al 50% dal Fondo sanitario e per il restante 50% dal Fondo sociale.
Le altre prestazioni, che variano a seconda della categoria, sono totalmente esenti da ticket per i pazienti con reddito Isee inferiore a 7.500 euro, con ticket fino a 40 euro per chi ha reddito tra 7.500 e 12.500 euro e con ticket fino a 80 euro per i pazienti con reddito tra 12.500 e 15mila euro. Le risorse complessive investite sono state pari a 7 milioni e 251 mila euro nel periodo 2006-2009.

 
 

GdO 2011;1

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