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16 Settembre 2025

DDL Concorrenza, la CAO in audizione al Senato

Senna: “Il bene salute strumento di elevazione della dignità individuale”. Dalle STP all’accreditamento delle strutture, all’equo compenso per medici e odontoiatri: questi i temi affrontati


Senna bandiere

Società tra professionisti in ambito sanitario, accreditamento delle strutture ed estensione a medici e odontoiatri della normativa sull’equo compenso: sono state queste le tre tematiche affrontate nell’ambito dell’audizione della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri, sul DDL Concorrenza, di fronte alla Commissione Industria del Senato.

A rappresentare la Federazione, il Presidente della Commissione nazionale Albo Odontoiatri, Andrea Senna.

Chiara e consolidata la posizione della FNOMCeO sulle Società tra professionisti in ambito sanitario, considerate le uniche forme associative in cui può essere svolta la Professione medica e Odontoiatrica, in quanto soggette, oltre che alle regole del diritto societario, al rispetto del Codice deontologico.

Ad oggi si rileva – ha inquadrato la questione Senna – un costante incremento del numero di Società tra professionisti la cui attività prevalente è quella medica o odontoiatrica. Tale fenomeno, in una condizione in cui si registra una non uniformità interpretativa delle fonti, esige nell’ambito sanitario una puntuale regolamentazione e, nel rispetto dei compiti istituzionali attribuiti agli enti ordinistici, un capillare monitoraggio ed una accorta vigilanza, affinché la costituzione di siffatte realtà societarie, in qualunque forma siano esse costituite, non si riducano a mero strumento di commercializzazione di servizi, ma si armonizzino con la necessità di rispondere ai bisogni di salute del cittadino che, da tutte le professioni sanitarie riconosciute, non può essere mai considerato un semplice cliente ma resta, nella sua accezione più nobile, unicamente un paziente”.

Da qui l’interpretazione in senso letterale della normativa vigente, nel senso di ritenere imprescindibile la volontà del Legislatore di presidiare la peculiare disciplina in ordine all’esercizio dell’attività professionale e, dunque, la totale indipendenza e autonomia dei soci professionisti da qualsiasi logica di mercato.

In una STP sanitaria – ha spiegato Senna – i soci professionisti dovrebbero prevalere numericamente e, al tempo stesso, detenere la maggioranza del capitale, nonché disporre della maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni, a prescindere, quindi, dal metodo di voto, per quote o per teste. L’attività di natura sanitaria che ci occupa è costituzionalmente orientata a valori di primissimo livello, non suscettibili di compromissione in nome di altre esigenze, seppur di pari rango e dignità”.

Posizione, quella della FNOMCeO, confermata da una consolidata giurisprudenza.

Da qui la richiesta di una modifica all’articolo 9 del DDL Concorrenza, che, riferendosi in generale alle STP e non nello specifico a quelle in ambito sanitario, ritiene sufficiente per ottenere la qualifica che il numero dei soci professionisti ovvero, in alternativa, la partecipazione al capitale dei professionisti sia tale da determinare la maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni o decisioni, laddove la FNOMCeO ritiene invece necessario il cumulo dei due requisiti.

Riteniamo opportuno ribadire – ha specificato Senna – la necessità, ancor più pregnante nel campo sanitario, che la distribuzione dei poteri tra i soci e l’organizzazione interna della società debbano esser tali da garantire che tutte le scelte riguardanti l’attività professionale in senso stretto siano assunte direttamente dai soci professionisti, cioè con la partecipazione determinante dei medesimi sia come numero che come quote detenute di capitale sociale. Solo in questo modo l’attività sanitaria può restare pienamente coerente con la tutela del diritto alla salute, con la libertà di autodeterminazione del professionista, con le norme deontologiche a presidio delle attività medica e odontoiatrica”.

Una questione, quella della garanzia della prevalenza decisionale dei soci professionisti, già affrontata ed evidenziata durante l’esame in sede consultiva presso la Commissione Affari Sociali del Senato.

Ferma restando la posizione della FNOMCeO – ha dichiarato Senna – prendiamo atto con favore dell’apertura e della sensibilità dimostrata dal Parlamento, auspicando che si possa giungere a una soluzione”.

Occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica e odontoiatrica – ha fatto presente – impedendo che soggetti terzi, non professionisti, possano assumere il controllo delle decisioni strategiche”.

Altra questione affrontata, quella di cui all’articolo 7, sugli accreditamenti delle strutture sanitarie e sociosanitarie e gli accordi contrattuali con dette strutture. Senna ha fatto presente la necessità di salvaguardare e garantire la continuità assistenziale, articolata in base alle specificità dei pazienti, tenendo altresì conto del rispetto dei contratti di lavoro, della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e del monitoraggio dell’appropriatezza delle prestazioni.

Si potrebbe andare incontro – ha sottolineato – alla inosservanza dell’art. 32 della Costituzione, in quanto una procedura semplificata per alcuni operatori potrebbe riflettersi in una disparità nella qualità dell’assistenza sanitaria, creando il rischio di trattamenti differenziati tra pazienti in base alla struttura di riferimento. Lo stesso potrebbe inoltre configurarsi per l’art. 117, comma 2, lett. m), della Costituzione, poiché dalla differenziazione dei percorsi di accreditamento e convenzionamento deriverebbero disparità territoriali nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), venendo meno la garanzia di uniformità sull’intero territorio nazionale e quindi rappresentando un problema significativo per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Il DDL Concorrenza – ha suggerito infine Senna – offrirebbe l’opportunità per l’inserimento, auspicato dalla FNOMCeO, di una norma che disciplini la materia dell’equo compenso per medici chirurghi e odontoiatri. Ciò al fine di estendere la normativa sull’equo compenso alle prestazioni libero professionali dei medici chirurghi e degli odontoiatri, che svolgono l’attività anche in forma associata o societaria”.

Occorre evidenziare – ha affermato – che l’equo compenso non può essere trattato alla stregua di un vincolo anticoncorrenziale. La Legge 49 del 2023 nasce, infatti, per tutelare la dignità dei professionisti. Pur rappresentando questa Legge un indubbio passo avanti, riteniamo necessari dei miglioramenti nell’articolato normativo, per bilanciare il rapporto tra professionisti e committenti, condizione, questa, necessaria anche per la libera concorrenza. Intendiamo, soprattutto, ribadire con forza il diritto di tutti i medici e gli odontoiatri all’equo compenso, per la sempre più frequente problematica legata alla selvaggia e incontrollata oscillazione dei prezzi delle prestazioni. Il ribasso indiscriminato delle tariffe professionali non solo ha finito per compromettere la dignità dei professionisti ma può anche determinare una minore qualità delle cure e mettere a rischio la tutela della Salute pubblica, la sicurezza dei cittadini, come purtroppo dimostrano anche alcuni recenti fatti di cronaca”.

Bene primario per le professioni medica e odontoiatrica – ha concluso Senna – resta ed è sicuramente la tutela della salute del cittadino, così come enunciato tra i principi fondamentali della Carta Costituzionale. Il bene “salute”, infatti, oltre che diritto soggettivo e individuale, costituisce anche un interesse per la collettività, in quanto strumento di elevazione della dignità individuale”.

A cura di: Ufficio Stampa FNOMCeO

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