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26 Maggio 2026

I 50 anni di SUSO: una comunità che si ritrova per guardare al futuro

Le celebrazioni a Torino in occasione di una giornata di approfondimento scientifico. Sanna: “Ci sono momenti in cui fermarsi non significa rallentare, ma dare forma e senso al cammino fatto”


SUso 50

Ci sono ricorrenze che diventano occasione per rileggere il percorso compiuto e ridisegnare quello che ancora attende. Per celebrare i suoi 50 anni, il SUSO ha scelto di organizzare sabato scorso, in collaborazione con la CAO di Torino, una mattinata di approfondimento amalgamando contenuti culturali e riflessione professionale dove anche i ricordi di quanto fatto e di chi lo ha fatto, hanno il loro valore.

Ci sono momenti in cui fermarsi non significa rallentare, ma dare forma e senso al cammino fatto”, scrive su SUSO News a proposito della celebrazione il presidente nazionale SUSO Fabrizio Sanna, indicando chiaramente il significato di questa celebrazione: una pausa attiva, necessaria per ritrovare senso e direzione. Su SUSO News la storia del sindacato a puntate, in questo numero la prima parte.

Il cinquantesimo anniversario non appartiene a una singola leadership né a una stagione specifica della società scientifica, chiarisce. È il risultato di un lavoro collettivo che attraversa generazioni di professionisti. “SUSO compie cinquant’anni. Un traguardo importante, che non appartiene a un nome, a un direttivo o a una singola stagione”, ricorda Sanna restituendo il senso di una costruzione condivisa fatta di contributi diversi ma convergenti. Un patrimonio che, sottolinea, si è nutrito nel tempo di confronto, crescita e rappresentanza, valori che hanno consolidato il ruolo della società nel panorama ortodontico.

In questo quadro, la giornata di Torino ha assunto un significato che va oltre il programma scientifico. Certamente non sono mancati momenti di approfondimento e aggiornamento, ma ciò che viene rivendicato con forza è la dimensione relazionale. “Una giornata fatta di contenuti, certo. Ma anche di relazioni, di scambi, di quella dimensione umana che nessuna piattaforma può sostituire”, sottolinea il presidente, riportando al centro il valore dell’incontro diretto in un’epoca dominata dalla velocità e dalla virtualità.

Il richiamo alla necessità di ritrovarsi emerge con particolare intensità nel passaggio in cui viene evidenziato il contesto contemporaneo. “In un momento storico in cui tutto corre veloce e spesso si rischia di perdersi, ritrovarsi diventa un atto quasi necessario”. È una riflessione che intercetta una sensibilità diffusa tra i professionisti sanitari, sempre più chiamati a orientarsi in scenari complessi, tra innovazione tecnologica, evoluzione normativa e nuove esigenze dei pazienti.

La storia del SUSO, in sintesi

Il Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto tra professionisti dell’ortodonzia, in un periodo in cui la disciplina stava progressivamente definendo una propria identità autonoma all’interno dell’odontoiatria italiana. Fin dalle origini, l’impegno è stato quello di promuovere cultura scientifica, formazione e condivisione di esperienze cliniche, costruendo nel tempo una rete sempre più solida di rapporti professionali e umani.

Nel corso dei decenni il SUSO ha accompagnato l’evoluzione dell’ortodonzia, contribuendo alla diffusione di nuove conoscenze e metodologie, ma anche sostenendo il ruolo del clinico nella trasformazione della professione. Congressi, incontri, momenti di aggiornamento e occasioni di confronto hanno rappresentato non solo strumenti di crescita, ma veri e propri momenti identitari per una comunità che si è riconosciuta progressivamente nei valori della società.

La crescita del SUSO è stata scandita dal contributo di tanti professionisti che, con ruoli diversi, hanno investito tempo ed energie nella costruzione di un progetto comune. Una storia fatta di passaggi di testimone, di continuità e rinnovamento, nella quale ogni fase ha lasciato un segno contribuendo a rafforzare l’identità collettiva. È proprio questa dimensione di comunità, costruita nel tempo, a emergere oggi con forza nella celebrazione del cinquantesimo anniversario.

Guardando a questo percorso, diventa chiaro come il raggiungimento dei cinquant’anni non rappresenti un punto di arrivo, ma piuttosto una tappa all’interno di una traiettoria ancora in evoluzione. La storia del SUSO non è infatti una sequenza chiusa, ma un racconto aperto che continua ad arricchirsi attraverso il contributo di chi ne fa parte.

È in questa continuità tra passato e futuro che la giornata di Torino trova il suo significato più autentico: un momento in cui la memoria non è celebrazione fine a sé stessa, ma diventa strumento per rafforzare l’identità e orientare le scelte che verranno. Perché, come suggerisce lo stesso presidente Sanna, il cammino della comunità ortodontica non si esaurisce nelle tappe che celebra, ma si rinnova ogni volta che i suoi protagonisti scelgono di ritrovarsi e riconoscersi parte dello stesso percorso.

Si ringrazia Massimo Boccaletti per la collaborazione.



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