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30 Novembre 2006

Un grande problema: come nasce il contenzioso

di C. Guastamacchia


In questo numero di Dental Cadmos, leggendo la lettera al Direttore che ci ha scritto Massimiliano Apolloni, viene provato, per l'ennesima volta, che il contenzioso sta aumentando vertiginosamente, come e più che negli Usa. Lasciamo al collega la responsabilità di quanto afferma nei suoi commenti, desiderosi come siamo di fare, con urgenza, un'importante precisazione.
Infatti è fondamentale che tutti i colleghi comprendano come il contenzioso, quasi nel cento per cento dei casi, nasce... da un'alzata di sopracciglio. La micidiale alzata di sopracciglio viene colta, e maliziosamente interpretata, quando il dentista n° 2 , visitando il paziente curato in precedenza dal collega n° 1, dichiara, con un esplicito "linguaggio del corpo" (il sopracciglio, appunto) che il dentista n° 1 è un cane.
Intendiamoci, ci sono anche colleghi più "spontanei" che, senza servirsi del sopracciglio, dichiarano al paziente, che ha appena aperto la bocca: "Chi è quel cane che le ha fatto questa porcata ?". Tale "colpo basso" è una botta anti deontologica dalle conseguenze inimmaginabili, perché è da qui che nasce tutta l'inarrestabile valanga del contenzioso.
Allora attenzione: qui non si tratta di far esortazioni alla omertà o, peggio, alla complicità. Si tratta solo di far tesoro di quell'antica massima pellerossa che diceva: "Non criticare mai come un tuo amico cammina se non hai usato, per una settimana, i suoi mocassini".
Perché qui sta il punto. Mentre il signor giudice, soprattutto perché del nostro lavoro non capisce assolutamente nulla, una volta che la "valanga" abbia cominciato a rotolare è portato naturalmente, istintivamente, a dar ragione al "povero" paziente, per noi colleghi l'impostazione critica deve essere assolutamente diversa, per le numerose ragioni che succintamente elenchiamo.
La ragione fondamentale consiste nel fatto che il paziente è il nostro più stretto collaboratore... che può commettere un sacco di errori, fino alle più assurde malefatte: non rispetta i nostri suggerimenti, non si "allea" con noi, tratta la sua bocca come fosse una macchina da competizione (e invece è un povero ferrovecchio), durante i trattamenti consente solo una minima parte del lege artis, perché disturba, ha fretta, non rispetta gli appuntamenti...
"Ma", si dirà, "il signor giudice di tutto questo sarà edotto e ne terrà ben conto, come circostanza attenuante". Invece non è vero. Il procedere secondo "competenza, scienza e coscienza" viene interpretato come se fossimo dei Mastro Geppetto che lavorano su un pezzo di legno, mentre i nostri "Pinocchi" sono già creature fatte e finite, che rendono il nostro lavoro pazzamente difficile e infido...
...E qui il "contenzioso" (con tutte le sue ambigue figure) ci marcia a pieno regime. Il tutto, riprendiamo da capo, per una alzata di sopracciglio. Che non va mai fatta, cari dentisti, almeno se prima non abbiamo camminato per una settimana nei mocassini del nostro collega...



 
 

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