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06 Novembre 2007

In tema di carico implantare immediato

di Diego Vezzola


Vincenzo Bucci Sabattini ci parla della sua esperienza clinica su un tema di attualità professionale: il trattamento implantare con carico immediato. E' un medico chirurgo odontoiatra esperto di implantologia, professore a contratto di Implantiprotesi presso il Clsopd - Università di Pavia; già docente di parodontologia presso il master di odontoiatria dell’Asas (Accademia dell’Arte Sanitaria) - Roma per il triennio 1996-1998 e con un curriculum ricco di corsi di perfezionamento in biomateriali. Ha partecipato come relatore a numerosi congressi in Italia e all’estero, autore di oltre 100 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e dei testi: “Chirurgia ossea ricostruttiva e rigenerativa” Ed. Martina- Bologna 1999, “Parodontologia” Ed. Elsevier-Masson - Milano 2002 e “Tecniche ricostruttive e rigenerative dei mascellari atrofici. I biomateriali: scelta, indicazioni e metodi di uso” Ed. TU.E.OR. Torino 2007, oltre che direttore della collana “Odontoiatria Pratica” Ed. Elsevier - Masson-Milano. Il professore è inoltre membro del comitato scientifico delle riviste: Protech, Implantologia Dentale & Parodontologia, Dental Tribune. Socio Andi e Amici di Brugg, socio fondatore e attivo Iaio (International Academy of Implant Osseoconnected), presidente Aiscos (Associazione italiana strutture certificate odontoiatriche e sanitarie), socio attivo della Iadr (International Association of Dental Research) e della Ced-Iadr (Continental European Division-Iadr) e membro della European Federation of Periodontology, il professor Bucci Sabattini è anche direttore sanitario e responsabile del servizio di odontoiatria presso il Centro diagnostico chirurgico- Magenta (Mi), dove lavora anche come odontoiatra.

Professore, carico immediato sì o no? Da che cosa dipende la scelta?
Sì, perché i protocolli chirurgici più attuali, impianti rooth formed con superfici adeguate lo rendono biologicamente possibile con ottima predicibilità di risultato. Eseguire il carico immediato può permettere di evitare provvisorizzazioni, reinterventi che non solo sono un disagio, ma anche un costo per il paziente. Questi sono motivi deontologici. Infatti sia l’Oms, sia il Codice di deontologia medica italiano citano che “…la miglior terapia è quella che permette di mantenere o riconquistare lo stato di salute col minor costo biologico e di invasività e col minor costo economico possibile”.

È un trattamento che deve essere riservato alle zone più visibili o consiglia il suo utilizzo anche in zone in cui l’edentulia non compromette l’estetica?
Certamente il trattamento implantare con carico immediato è assai gradito al paziente soprattutto nelle zone di importanza estetica. Tuttavia il mio personale parere, quindi ciò che faccio prevalentemente nella mia pratica clinica, è che sia meglio attuarlo in ogni sito della bocca quando le condizioni anatomiche, di qualità dell’osso siano idonee. È infatti assai migliore il risultato estetico e funzionale dei tessuti molli perimplantari quando guariscono su un provvisorio appositamente modellato ed è più veloce la guarigione complessiva del sito. L’indicazione poi in assoluto più frequente e che dà risultati sorprendenti è rappresentata dalla riabilitazione full arch. L’arcata completa, con una procedura protesica dedicata e particolarmente ben studiata, permette di ottenere risultati estetico funzionali veramente eccellenti e con la massima predicibilità di risultato.

Le indicazioni e le controindicazioni?
Le indicazioni sono: in tutti i casi di edentulia parziale o totale in cui è possibile ottenere una stabilità primaria idonea. In particolare è indicata nei casi di postestrattivi immediati in zone esteticamente importanti. Infatti eseguire gli impianti postestrattivi immediati e caricarli con protesi fissa immediata permette di limitare il riassorbimento dei processi alveolari e ottenere così una miglior guarigione. È indicata anche nei casi di grave compromissione di arcate, casi in cui però si rende necessaria una bonifica. Le controindicazioni sono: operatore-dipendenti e paziente-dipendenti. Le prime sono rappresentate da un’inadeguata  progettazione e programmazione dell’intervento. Più importanti e varie sono le controindicazioni legate al paziente: distinguiamo i criteri di esclusione generali da quelli temporanei. I primi sono: pazienti psicotici, con instabilità emotiva, affetti da diabete scompensato, con aspettative estetiche realisticamente non attuabili, affetti da malattie neoplastiche, immunodepressive, gravi malattie epatiche e renali, sottoposti a radioterapia locale, che abbiano assunto o assumano bifosfonati, che abusino di alcool o di droghe, forti fumatori ecc. I secondi sono: patologie locali di origine virale (come l’herpes), febbre, rinite virale o allergica, patologie lievi dell’apparato respiratorio, stress psicofisico, donne gravide.

I nostri dati sono di una percentuale di successo del 98,4 per cento in implantologia, che raggiunge il 100 per cento nei casi di impianti in osso nativo e con tutte le condizioni ideali.

 
 

GdO 2007; 15

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