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09 Settembre 2014

L'utilizzo della Cone Beam Computed Tomography (CBCT) in Endodonzia

di Gianluca Plotino


Nel recente numero di giugno 2014 dell'International Endodontic Journal, rivista di riferimento della European Society of Endodontology (ESE), è stato pubblicato un importante "position statement", ovvero un documento che rappresenta il consenso di un comitato di esperti convocato dalla ESE, sull'utilizzo della Cone Beam Computed Tomography (CBCT) in Endodonzia. Questa dichiarazione è stata ottenuta sulla base delle evidenze scientifiche attuali e fornisce al clinico criteri evidence-based su quando utilizzare la CBCT in Endodonzia.

Le linee guida contenute in questo documento sono progettate per aiutare i clinici che stanno valutando la possibilità di utilizzare o sono già utilizzatori di CBCT. Vi viene inoltre enfatizzato che ogni immagine che coinvolge radiazioni ionizzanti, compresa la CBCT, deve essere pienamente giustificata e ottimizzata quando prescritta. Come con qualsiasi dispositivo di imaging a radiazioni ionizzanti infatti, la dose di radiazioni deve essere mantenuta "quanto più bassa possibile che sia ragionevolmente realizzabile" (principio ALARA). In effetti, nel considerare la possibilità di utilizzare un esame CBCT, vi è una maggiore responsabilità dei clinici per giustificare il suo uso a causa di una maggiore dose di radiazioni ionizzanti coinvolte.
Questo significa che in Endodonzia, per esempio, può essere prescritto un esame CBCT con un campo più limitato. Infatti, ai fini endodontici l'area di interesse risulta limitata generalmente ad un singolo dente e questo quindi riduce l'estensione della regione che deve essere irradiata. La dimensione del "campo di vista" varia tra scanner CBCT, da 3 a 4 centimetri fino a 20 cm. Alcuni scanner hanno un campo di vista fisso, mentre altri hanno la possibilità di cambiarne la dimensione per adattarsi alla situazione clinica.

Utilizzando un campo limitato, la dose di radiazioni effettiva per il paziente è ridotta e la immagini ricostruite prodotte hanno in genere un maggiore risoluzione spaziale di scansioni con campo più ampio. Quando possibile inoltre, il milliamperaggio (mA) e il tempo di esposizione dovrebbero anch'essi essere ridotti.
Detto ciò, una scansione CBCT dovrebbe essere considerata solo dopo aver effettuato un esame clinico completo e dopo che siano state valutate le appropriate radiografie convenzionali necessarie. Come con qualsiasi dispositivo che emetta radiazioni ionizzanti, i vantaggi della scansione CBCT devono superare i rischi e questo è particolarmente importante nei bambini e negli adolescenti, che sono normalmente più radiosensibili ai potenziali effetti negativi delle radiazioni ionizzanti. Il principio ALARA deve essere considerato in tutti casi.

Le limitazioni della radiologia tradizionale in Endodonzia, sia essa su pelicola o digitale, sono ad oggi ben conosciute, a cominciare dalla natura bidimensionale di questi esami diagnostici. La CBCT sembra poter superare alcune di queste limitazioni generando immagini tridimensionali delle zone di interesse. In questo momento ci sono più di 40 diversi macchinari sul mercato che differiscono tra loro per diversi aspetti, in particolare le specifiche tecniche, i criteri di esposizione, il dosaggio effettivo e la qualità delle immagini. Viene anche sottolineato come la richiesta di una scansione CBCT deve essere considerata solo se le informazioni supplementari ottenibili da queste immagini tridimensionali possano potenzialmente aiutare il clinico a formulare una diagnosi corretta o ad incrementare le possibilità di cura di un dente con un problema endodontico.

La tabella (vedi nella gallery) fornisce approfondite indicazioni al clinico sulle situazioni in cui l'utilizzo della CBCT può essere considerato:

In conclusione viene inoltre sottolineata l'importanza che i corsi di laurea in Odontoiatria e post-laurea in Endodonzia in particolare in questo caso, includano nei loro programmi dettagliate raccomandazioni ed indicazioni per la prescrizione delle immagini CBCT e approfondite conoscenze per la loro interpretazione. Vi è anche la necessità di una congrua formazione continua in Odontoiatria ed Endodonzia per quanto riguarda la CBCT.

A cura di: Gianluca Plotino

  • Indicazioni Cliniche

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