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26 Novembre 2025

Sostituzione di elementi dentari parodontalmente compromessi con impianti

Caso clinico che dimostra come le moderne tecniche chirurgico-protesiche permettono di realizzare soluzioni funzionali ed estetiche

Dott. Andrea Dall'Ora

Andrea Dall'Ora Odontoiatra

Il caso clinico tratta di un paziente maschio caucasico di 60 anni, non fumatore e ASA 1.

Il paziente si presenta alla nostra osservazione per problemi nel primo settore a carico di un vecchio ponte danneggiato.

All'esame clinico il paziente mostra un vecchio manufatto protesico sostenuto da 17 e 16 come pilastri e portante il 15 in estensione, i pilastri sono danneggiati e l'esame radiografico fa sospettare la frattura coronale del 16.

Inoltre, si evidenziano diffusi problemi parodontali (Fig. 01 e Fig. 02).

Fig.  01 aspetto iniziale

Fig. 02 rx iniziale

Il paziente viene immediatamente seguito dall'igienista che esegue una valutazione parodontale e stila un piano di trattamento comprensivo di charting con relativo scaling degli elementi che ne hanno bisogno.
 Dopo la terapia iniziale e le cure parodontali adeguate, il paziente viene rivalutato a distanza di tre mesi. Nonostante i miglioramenti generali della salute parodontale, gli elementi del ponte nel settore I presentano ancora valori di sondaggio elevati e carie destruenti per cui si opta per la loro sostituzione con impianti osteointegrati.  

Dopo la valutazione della OPT e delle radiografie endorali si decide di sostituire gli elementi 17 e 16 con impianti post-estrattivi immediati aggiungendo il 15 in estensione vista la scarsezza di osso disponibile. Non si eseguono esami di secondo livello date le caratteristiche del caso, si decide di inserire gli impianti contestualmente alle estrazioni e di rigenerare le parti di osso mascellare carenti con xenoinnesti ed uso di membrana.
Dopo l'apertura di un lembo di accesso a tutto spessore, vengono estratti i molari superiori  (Fig. 03)

Fig. 03 estrazione elementi



e dopo attenta valutazione dell'osso disponibile, si procede ad inserzione di due impianti (ImpLogic GII di diametro 4,5 mm ed altezza 10 mm Dental Tech - Misinto). Gli impianti presentano una ottima stabilità primaria e contestualmente si esegue una rigenerativa ossea con inserimento di biomateriale e membrana riassorbibile (Fig. 04).


Fig. 04 inserimento impianti e rigenerativa

Il lembo viene poi suturato con seta 4.0 eseguendo scarichi periostali in modo da ricercare la guarigione per prima intenzione e la completa copertura della membrana e si esegue la radiografia di controllo (Fig. 05 e Fig. 06).


Fig. 05 sutura

Fig. 06 rx impianti

Dopo un'attesa di quattro mesi si verifica la maturazione dei tessuti e si procede ad inserzione di due viti di guarigione (Fig. 07).


Fig. 07 viti di guarigione

Subito dopo la guarigione si rileva l'impronta ottica per la finalizzazione protesica (Fig. 08) utilizzando gli scan abutment e le componentistiche adeguate (Dental Tech - Misinto).


Fig. 08 impronta ottica

Viene chiesto al laboratorio di eseguire un ponte di tre elementi in metallo ceramica da avvitare sugli impianti e con l'elemento 15 in estensione. Alla consegna del ponte, dopo aver verificato il corretto inserimento della protesi e la correttezza della dimensione verticale, questo viene avvitato in bocca con un buon risultato estetico-funzionale (Fig. 09).


Fig. 09 corone avvitate

Conclusioni

L'obiettivo principale della parodontologia è il recupero funzionale di quegli elementi dentari che presentano problematiche varie a livello dei loro tessuti di sostegno ma quando, nonostante le cure parodontali adeguate, alcuni elementi dentari non sono recuperabili la loro sostituzione con impianti diventa un’ottima opzione.

Le moderne tecniche chirurgico-protesiche permettono di realizzare soluzioni funzionali ed estetiche.

È chiaro che il paziente dovrà seguire in seguito una terapia di supporto parodontale precisa. Viceversa, corriamo il rischio di compromettere nel medio e lungo termine sia i risultati della riabilitazione protesica che quelli della terapia parodontale iniziale.  
Aver eliminato elementi dentari hopeless (potenziali foci di ricolonizzazione batterica), sostituendoli con protesi meglio detergibili, consente anche di facilitare il lavoro dell'igienista in questa importante fase di mantenimento dei risultati.  

Lavoro di: Dott. Andrea Dall'Ora, odontoiatra, libero professionista in Milano ed Inzago  



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