Gli impianti in titanio con nanostruttura superficiale in calcio sono affidabili e resistenti come quelli convenzionali. Così scrivono gli autori di uno studio italiano su 30 pazienti valutati un anno dopo l'applicazione del carico protesico sugli impianti.
La ricerca (Pellegrino G, Soardi E, et al. Safety and effectiveness of maxillary early loaded titanium implants with a novel nanostructured calcium-incorporated surface (Xpeed): 1-year results from a pilot multicenter randomised controlled trial. Eur J Oral Implantol. 2012;5:241-9) ha valutato il comportamento clinico di questo tipo di impianti. Il campione sperimentale era composto da 30 pazienti scelti in modo casuale e divisi tra due centri clinici; in ognuno di loro sono stati inseriti, seguendo lo stesso protocollo, un numero variabile di impianti superiori (da uno a sei) col nanorivestimento di calcio per un totale di 45 pezzi. Il campione di controllo, invece, comprendeva 30 pazienti in cui sono stati inseriti 42 impianti in titanio con superfici non trattata. Ogni gruppo è stato ulteriormente suddiviso in tre sottogruppi di 10 persone in base al momento di scopertura dell'impianto (8, 10 e 12 settimane); entro due settimane gli impianti sono poi stati caricati da una protesi provvisoria o definitiva. I parametri monitorati (outcomes) comprendevano il fallimento dell'impianto o della protesi, la perimplantite e la perdita di osso marginale. A distanza di un anno, nessun paziente ha presentato complicazioni e non si sono registrate differenze significative tra i due gruppi.
Gli impianti in titanio con nanostruttura superficiale in calcio sono da tempo oggetto di studi sia in vivo sia in vitro. La loro osseointegrazione nei modelli animali misurata con torque test e la superficie di contatto tra osso e impianto si è dimostrata maggiore rispetto agli impianti tradizionali. L'implantologia comincia così a essere influenzata dall'evoluzione della nanotecnologia, scienza di confine tra fisica e chimica, che permette di manipolare la materia su scala fino a poco tempo impensabile (un nanometro equivale a un miliardesimo di metro). Tra gli aspetti affascinanti del "nanomondo" vi è il fatto che i materiali su scala così piccola possono assumere proprietà del tutto diverse da quelle normalmente mostrate e, particolare interessante per l'implantologia, le nanoparticelle hanno un'area di superficie molto ampia in rapporto al volume. Tutto ciò ha portato alla nascita della nanomedicina, una scienza di cui si vedono per ora solo alcune applicazioni (come i biosensori e i sistemi di interfaccia neuro-elettroniche) ma che sicuramente rivoluzionerà tutta la medicina. Anche in Italia sono presenti alcuni centri di ricerca dedicati, tra cui il Centro di nanomedicina Milano-Bicocca Nanomedecine.
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