HOME - Cronaca
 
 
13 Settembre 2011

Perimplantite: meglio prevenire

di Cosma Capobianco


Come spesso accade, le ricerche disponibili non aiutano molto il clinico: campioni troppo piccoli e follow-up brevi non hanno ancora dato chiare indicazioni su come trattare la perimplantite. Vale sempre il vecchio motto: prevenire è meglio che curare. L’esperta da noi consultata è Maria Gabriella Grusovin, dapprima ricercatore presso l’università finlandese di Turku, poi docente a Manchester nel master in implantologia, revisore della Cochrane Collaboration per la quale ha collaborato all’ultima review sull’argomento (Interventions for replacing missing teeth: treatment of perimplantitis. Esposito M, Grusovin MG, Tzanetea E, Piattelli A, Worthington HV. Cochrane Database Syst Rev. 2010 Jun;16(6))

Dottoressa Grusovin, tra i concetti di base sulla perimplantite ci sono il fatto che sia simile ma non uguale a una parodontontite e che tra le cause non ci sia il sovraccarico occlusale. È emersa qualche novità dalla vostra analisi bibliografica?
La perimplantite può essere definita come un’infezione sito-specifica indotta da placca con perdita progressiva dell’osso di supporto di un impianto funzionante. Quindi, come nella parodontite, è accertato che la causa della patologia è l’infezione, non il sovraccarico. È stato dimostrato che l’accumulo di placca porta allo sviluppo della mucosite perimplantare (cioè all’infiammazione reversibile della mucosa che circonda un impianto senza perdita d’osso). Non sappiamo ancora come dalla peri-mucosite si passi alla perimplantite, patologia che se non curata può portare alla perdita dell’impianto.

Quali sono i sintomi di questo problema e come possiamo diagnosticarlo?
I sintomi sono quelli legati a un’infezione, arrossamento, gonfiore, essudato, ma a volte possono essere più subdoli, come disgeusia, dolenzia nella zona implantare. Fondamentale è il ruolo del dentista che deve essere in grado di diagnosticare la lesione il prima possibile. L’esame ispettivo potrà evidenziare la presenza di modifiche della mucosa perimplantare, ma è attraverso il sondaggio che si individua la presenza di una lesione, che viene poi confermata dall’esame radiografico rivelando la perdita di osso attorno a un impianto di per sé stabile. A volte il sondaggio attorno ad alcune tipologie implantari o di fronte a strutture protesiche complesse può rivelarsi difficile. L’ideale sarebbe avere una radiografia antecedente l’esame per comparare la perdita di osso nel tempo.

Esiste un rischio individuale? Qual’è la sua esperienza?
Alcune categorie di pazienti, come quelli affetti da parodontite, sembrano essere più a rischio. Anche la mia esperienza è in accordo con questa osservazione, nonostante la peri-implantite non sia di frequente riscontro nei miei pazienti inseriti in programma di mantenimento. Aggiungo che alcuni tipi di impianti con superficie molto ruvida, ora non più in commercio, sono particolarmente a rischio.

Qual è il trattamento migliore per la perimplantite? Quale è la sua esperienza clinica in proposito?
Il fine del trattamento della periimplantite è eliminare l’infezione, riducendo la carica batterica al di sotto di quella che l’organismo è in grado di controllare, così come avviene con la parodontite. Attualmente non sappiamo quale sia il trattamento migliore per tale patologia. Ne sono stati proposti diversi tipi: pulizia non chirurgica, con l’aggiunta o meno di antisettici o antibiotici locali o sistemici e procedure chirurgiche con il fine di rimuovere i batteri e lisciare e/o decontaminare le superfici implantari. La terapia non chirurgica non sembra essere molto efficace in caso di lesioni avanzate. Personalmente, in questi casi dopo un’iniziale debridment per diminuire l’infiammazione dei tessuti, passo alla chirurgia per pulire meglio le zone infette, cercando di lisciare le superfici implantari e utilizzando tecniche resettive in zone non estetiche o dove le lesioni sono meno importanti o hanno un andamento orizzontale. Altrimenti cerco di rigenerare con l’uso di biomateriali. Ho ottenuto buoni risultati a breve termine per quanto riguarda la risoluzione dell’infezione. Se i tessuti sono spessi e la chirurgia rigenerativa non ha avuto complicazioni, anche l’estetica può rimanere buona, ma generalmente si creano recessioni, che in alcuni casi sono gravi.
I pazienti vanno seguiti nel tempo, perché il rischio di recidiva è alto, specialmente quando la perdita di osso supera il 50%. A distanza di anni si può arrivare alla perdita dell’impianto anche in casi in cui il difetto è radiograficamente “rigenerato”.

E i trattamenti più complessi, come antibiotici, laser, e via di seguito?
Non è detto che possano dare risultati migliori rispetto a un accurato debridment sottogengivale, e, anche se i dati che abbiamo sono ancora scarsi, è questo il trattamento non chirurgico che utilizzo quando la perdita ossea è limitata. Quando la recessione è limitata grazie allo spessore dei tessuti, c’è il rischio che rimanga una tasca profonda, con una maggiore probabilità che il problema si ripresenti. Vista la difficoltà a trattare lesioni molto avanzate, ritengo importante cercare di intercettare la lesione il prima possibile, quando la cura è più semplice e dà i risultati migliori, esaminando accuratamente gli impianti di ogni paziente e sottolineando l’importanza dei controlli periodici e di un buon controllo di placca. Sono necessari ancora molti studi nel campo del trattamento della parodontite che ci aiutino a dare una risposta anche a quesiti semplici, come per esempio se sia meglio usare strumenti dedicati attorno agli impianti o se possiamo usare gli stessi strumenti metallici che usiamo per i denti. Fondamentale è seguire il paziente nel tempo, perché il rischio di recidive è elevato ed è importante ottenere un buon controllo di placca.

 
 

GDO 2011;6

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Una ricerca evidenza come dentisti e farmacisti debbano essere alleati per intercettare i rischi


Uno studio italiano evidenzia come la flessione anteriore del capo associata all'uso prolungato dei dispositivi elettronici possa modificare il bilanciamento tra temporale e...


Uno studio internazionale condotto anche a ricercatori italiani ha analizzato durata di utilizzo più importante di dose e veicolo di somministrazione


 
 

Una revisione scientifica aggiornata separa le evidenze dalle convinzioni diffuse e fotografa lo stato attuale delle conoscenze


Uno studio clinico pilota ha confrontato tre diverse soluzioni di uso comune per valutare la loro capacità di ridurre la contaminazione batterica delle setole dopo l'utilizzo quotidiano dello...


O33implantologia     24 Settembre 2026

Impronte implantari full-arch

Immagine di repertorio

Una ricerca condotta anche da ricercatori italiani ha effettuato una valutazione clinica in vivo di otto workflow di acquisizione mediante il Clinical Seating Score


 
 

Una ricerca italiana ha confrontato diverse geometrie di Ti-base, incluse nuove configurazioni anatomiche derivate dai rapporti tra cresta ossea e giunzione amelo-cementizia, per valutarne la...


Gli autori hanno sviluppato e testato una procedura basata su impronta, digitalizzazione e confronto tridimensionale per valutare la compatibilità tra differenti connessioni implantari


Uno studio internazionale ha analizzato workflow, usabilità, costi, requisiti tecnici e librerie protesiche dei principali software per la pianificazione implantare guidata, valutandone...


 
 

Una ricerca ha valutato l’impatto della segmentazione CBCT basata su AI sulla precisione della chirurgia implantare robot-assistita 


Indagine retrospettiva sulla correlazione tra condizioni parodontali di impianti e denti controlaterali fino a 20 anni dopo terapia e inserimento implantare


Uno studio ha valutato l'effetto citotossico delle particelle di titanio liberate nei tessuti, studiando le alterazioni che impediscono la rimozione dei microbi


 
 

Altri Articoli

Su otto prodotti esaminati, quattro non superano il confronto della rivista dei consumatori. Tra le criticità segnalate compaiono additivi che richiedono specifiche avvertenze in etichetta


Dal 1° ottobre si conclude l’incarico di Norberto Maccagno come direttore editoriale. La testata proseguirà il proprio lavoro sull’attualità professionale, clinica, normativa e scientifica...


In occasione del World Smile Day prosegue il progetto educational promosso da Align Technology, con un Manifesto da esporre negli studi dentistici e...


 
 

In una lettera al ministro della Salute, il presidente Andrea Senna richiama il DM 137/1999 e le sentenze della giustizia amministrativa: l’autonomia professionale dell’igienista dentale non...


Obiettivo: allargare sensibilmente la platea dei potenziali aderenti e, di conseguenza, a rafforzare ulteriormente un Fondo. La presidenza rimane all’odontoiatra Stefano...


Intervento di Ivan Pintus, Presidente nazionale Confartigianato Odontotecnici


 
 

Presentata oggi a Roma la 46ª edizione del Mese della Prevenzione Dentale, l’iniziativa promossa da ANDI e Mentadent che ogni anno coinvolge oltre 10 mila dentisti volontari ...


Cari lettori, questo mio “Di Sera” -già “DiDomenica”- è l’ultimo pezzo che scrivo per Odontoiatria33. Oggi è stato il mio ultimo giorno in EDRA e di conseguenza...

di Norberto Maccagno


Lettera aperta della Presidente Commissione di Albo nazionale degli Igienisti dentali Caterina Di Marco per illustrare le iniziative a tutela della professione


 
 

Focus su intelligenza artificiale, formazione specialistica e futuro dell'odontoiatria a fronte dei cambiamenti in atto


Dal riconoscimento delle patologie allo smile design, fino alla pianificazione implantare: per il World Smile Day, gli esperti spiegano come l’intelligenza artificiale entra nel...


Una ricerca evidenza come dentisti e farmacisti debbano essere alleati per intercettare i rischi


 
 

Secondo IndexBox il mercato globale vale circa 1,2 miliardi di dollari e crescerà del 3,1% l’anno fino al 2035. Le procedure dentali sono il secondo ambito di utilizzo, trainate da mercati...


Cosa ricordare di una norma che sembra essere non molto chiara per gli studi odontoiatrici. Le indicazioni dell’avvocato Gigola che chiarisce: l’AI è uno strumento, le...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi