E’ stato il primo dentista a partecipare a MasterChef Italia arrivando ad un passo dalla finale. Ecco le impressioni del dott. Alessandro Segantini
Alessandro Segantini è il primo dentista a partecipare a MasterChef Italia, lo show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy ed è arrivato a una puntata dalla finale. L'ho incontrato telefonicamente per conoscerlo meglio e cercare di carpire qualche dietro le quinte del programma.
Diventare dentista non era il sogno d’infanzia ci ha confessato il dott. Alessandro Segantini (nella foto), classe 1980, odontoiatra genovese, era convinto di voler fare il chirurgo, “ma mio padre, ortopedico, un giorno mi disse con grande franchezza che secondo lui era meglio che io non andassi in ospedale”, racconta. “Mi suggerì odontoiatria, la libera professione… e alla fine mi convinse”. Gli inizi non furono semplici, ammette, “i primi anni di odontoiatria, troppo teorici, non mi attiravano. Faticavo ad appassionarmi. Pensai di cambiare, ma mio padre mi disse: finisci questi anni, poi ne riparliamo”. Fu un’intuizione decisiva, “quando sono entrato nel vivo della parte clinica, mi sono innamorato follemente di questa professione”.
Dopo la laurea (2004) apre quasi subito il suo studio da zero, lui che non era figlio d’arte ma ammette che erano altri tempi. Oggi lavora con la moglie, conosciuta in università e la sorella, più giovane di lui, che si occupa di ortodonzia. “Mi piace essere un dentista completo, cerco di fare di tutto anche se il mio cuore batte per la conservativa e l’estetica, lì ho le mie radici. Devi essere preciso, rispettare i tessuti e ridare un sorriso alle persone”.
Il dott. Segantini è uno dei fondatori dell’associazione culturale odontoiatrica SIA, di cui ricopre la carica di tesoriere, è stato professore a contratto al Corso di laurea per Igienisti dentali a Genova. Con alcuni collegi di SIA ha attivato una forma di collaborazione che definisce “studio condominiale”, ma di questo ne parleremo in un approfondimento dedicato.
La passione per la cucina nasce presto ma si amalgama con la professione
“Credo di averla nel sangue”, racconta il dott. Segantini parlando della sua passione per la cucina. Da bambino faceva i compiti in cucina mentre osservava sua madre, che spesso gli affidava compiti routinari come il girare la besciamella per un tempo che gli sembrava eterno. La svolta il giorno — aveva appena sette anni — in cui preparò da solo le uova al tegamino per i genitori rientrati a casa tardi. “Mia madre aveva le lacrime agli occhi dalla gioia. Lì ho capito quanto sia bello dare felicità agli altri attraverso il cibo”.
Il colpo di fulmine che lo ha spinto verso la cucina di qualità è stato l’incontro casuale, qualche anno fa, con un libro di Gualtiero Marchesi finito tra le sue mani mentre cercava un testo su come preparare il pane. “Quel libro mi ha cambiato. Mi ha fatto capire che la cucina è teoria, struttura, disciplina. E ho iniziato a portare l’alta cucina a casa”.
Quando gli chiedo se la sua mentalità scientifica e la manualità odontoiatrica lo abbiano aiutato in cucina ammette: “La manualità, la precisione, il rispetto assoluto dei protocolli sono gli stessi principi che uso in studio ogni giorno. Quando faccio un restauro estetico la cura del dettaglio è identica a quella che serve per impiattare o trattare un ingrediente. Una matrice che non chiude perfettamente è come una salsa non tirata bene: compromette tutto”.
È questo parallelismo tra turbina e coltelli, tra riunito e fornelli, che lo ha probabilmente aiutato a vivere la cucina non come un hobby ma come un’estensione armonica del suo essere medico. “Sono due mondi diversi, ma parlano lo stesso linguaggio: rigore, sensibilità, tecnica. Lavorare in brigata in cucina richiede lo stesso affiatamento di lavorare in Team nello studio odontoiatrico”.
L’idea di MasterChef Italia: una famiglia complice e la paura per il giudizio dei pazienti
L’idea di partecipare a MasterChef Italia non nasce da lui, ma dalla sua famiglia. “Mia moglie e i miei figli hanno compilato la domanda senza chiedermi: devi solo finire di inserire i dati, mi hanno detto”. Eppure, all’inizio, la sua emozione prevalente non era l’entusiasmo ma la paura non per la sfida ma per il giudizio dei suoi pazienti. “Avevo il timore delle conseguenze di dover sparire dallo studio per del tempo, pensavo ai pazienti, alle cure in corso, alle riabilitazioni già programmate e anche al loro giudizio: ‘Ma il mio dentista va in TV a fare lo scemo?’”.
Infatti, quell’anno (2024) non presentò la domanda proprio per il timore di abbandonarli nel momento sbagliato. Gli servono dodici mesi per convincersi che, con una pianificazione accurata per non lasciare nessun paziente con le cure da terminare, può farcela. E alla fine eccolo tra i fornelli del cooking show più famoso della televisione a giocarsi l’accesso alla finale.
E con i pazienti poi è andata molto meglio di quanto avesse previsto.
“I pazienti sono entusiasti. In studio mi fanno i complimenti, mi chiedono un selfie, ammetto che è una bella sensazione. Sui social, poi, sono stato sommerso da migliaia di messaggi affettuosi. Non me lo aspettavo”. Mentre le puntate andavano in onda, il dott. Segantini racconta che i pazienti commentavano i piatti, le eliminazioni, “io non potevo dire come era finita, chi veniva eliminato di volta in volta, chi aveva vinto, ma anche questo non è stato un problema”.
E non mancano i pazienti che quando dopo una cura o un intervento il dott. Segantini consiglia una alimentazione particolare per non compromettere l’intervento, “loro chiedono una ricetta”.
L’esperienza a MasterChef Italia
Ripercorre l’esperienza a MasterChef Italia, per Alessandro, significa raccontare un mondo capovolto, regolato da ritmi e intensità completamente nuovi. Alla fine è una competizione ma anche uno spettacolo. “La prima cosa che ti colpisce è il tempo, è tutto vero, i minuti sono quelli, e non bastano mai”. Quella sensazione di urgenza costante lo accompagna fin dal primo giorno. Il set diventa una bolla, dove l’adrenalina è continua. “È mentalmente faticoso, molto più di quanto si percepisca da casa” confessa. “Finita la prova sei distrutto, ma non riesci a staccare, resti immerso in un gruppo di persone che vive la tua stessa passione”.
Ed è proprio lì che nasce un legame speciale con la “brigata dei concorrenti”.
“Nonostante con molti di loro la differenza di età era notevole, ancora oggi ci troviamo e cuciniamo insieme, sei concorrente ma si crea un bel rapporto”. Terminate le registrazioni “si rimane in cucina a scambiarci consigli, analisi maniacali degli ingredienti, confronti su tecniche e cotture, discussioni infinite sulla scelta di un’erba aromatica o sul perché un piatto abbia funzionato o meno. È un laboratorio continuo che mi ha dato tanto”.
E naturalmente c’è l’aspetto più spettacolare, gli chef: Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli.
“Mi chiedono tutti come sono, ma la verità è che sono esattamente come li vedete in TV. Poi devo dire che abbiamo avuto rapporti solo durante le riprese, è una cosa che dimostra la serietà del programma, ma questo non ha impedito che si creare un rapporto sincero”.
E la dimostrazione sono, forse, gli occhi lucidi di chef Cannavacciuolo quando abbraccia Alessandro dopo la sua eliminazione.Quando gli chiediamo il piatto di cui va orgoglioso di quelli che ha preparato ci risponde: “Capriole”.
Un piatto nato in una situazione quasi impossibile, racconta: “Dovevo cucinare cambiando postazione ogni dieci minuti, spostandomi con un carrellino, eppure è venuto fuori uno dei miei piatti più belli. Chef Barbieri disse che era uno dei migliori mai visti in 15 anni”.
Il rammarico e ciò che verrà
Arrivare a un passo dalla finale lascia sempre l’amaro in bocca, più di quello provato dai giudici assaggiando il piatto che lo ha portato a lasciare la cucina. “Mi è dispiaciuto soprattutto saltare la Prova in esterna nello stellato di chef Perbellini a Verona, il mio chef preferito, l’ho studiato molto. Sarebbe stata un’esperienza unica” confida. “E poi avrei voluto vedere i miei figli sulle sedie della finale, sarebbe stato un ricordo indimenticabile”.
Ma ciò che resta è più forte di ciò che è mancato.
“MasterChef Italia mi ha insegnato a non farmi bloccare dalle paure. Ora valuterò ogni proposta”. Qualcosa si muove già, confessa, idee, inviti, persino proposte di acquistare ristoranti ma il dott. Segantini ha una sola certezza: non smetterà di fare il dentista.
“Il mio lavoro lo amo profondamente. La cucina posso portarla a casa, ma l’odontoiatria è parte di me. Se ci sarà una strada parallela, la prenderò, ma senza mai abbandonare quella principale”.
Si ringrazia SKY Italia per la disponibilità e le immagini
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