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26 Novembre 2020

L’AGCM apre istruttoria contro Intesa Sanpaolo RBM Salute e Previmedical

Sotto la lente dell’Autority presunte pratiche commerciali scorrette nell’offerta di servizi assicurativi, pratiche evidenziate anche nell’esposto ANOMEC


“Problemi riscontrati dagli assicurati tra cui documentazione probatoria eccessiva, ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle prestazioni, difficoltà/impossibilità di accedere aicall center per avere informazioni, mancata erogazione di rimborsi senza apparente motivazione”.
Sono queste le motivazioni principali lamentate da oltre 1000 reclami (anche ANOMEC aveva presentato un esposto), inviate all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha deciso di avviare un procedimento nei confronti di Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical - Servizi per Sanità Integrativa S.p.A..
Procedimento che avrebbe portato ieri 25 novembre, ispettori dell’Autority in collaborazione con il Nucleo Speciale della Guardia di Finanza 25 novembre, ad effettuare verifiche ispettive nelle sedi delle due società coinvolte nell’istruttoria.

Il procedimento, informa una nota dell’Autority riguarda in particolare “due presunte pratiche commerciali scorrette nell’offerta di servizi assicurativi”.In particolare, motiva l’AGCM, “Intesa Sanpaolo RBM Salute S.p.A. e Previmedical S.p.A. avrebbero svolto una pratica commerciale aggressiva, consistente in condotte e omissioni volte a ostacolare l’esercizio dei diritti che derivano dal rapporto contrattuale, inducendo i consumatori/assicurati a rinunciare alle prestazioni economiche e assistenziali cui avrebbero diritto”.

Gli assicurati, secondo quanto riferisce la nota dell’Autority, “si sarebbero trovati a fronteggiare richieste di documentazione probatoria eccessiva, ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alle prestazioni dirette ovvero ritiro dell’autorizzazione già rilasciata, difficoltà/impossibilità di accedere ai call center delle società per chiedere informazioni, mancata erogazione di rimborsi senza apparente motivazione o sulla base di motivazioni pretestuose, valutazioni sulla congruità delle prescrizioni rilasciate dai medici ai consumatori, inadeguatezza e scarsa trasparenza nella gestione dei reclami”.

Inoltre, continua la nota, “sia Rbm sia Previmedical avrebbero realizzato una pratica commerciale ingannevole diffondendo a mezzo stampa un messaggio pubblicitario in cui la “Polizza stop liste di attesa di RBM” verrebbe prospettata, contrariamente al vero, come soluzione per chi è “stufo dei tempi del Servizio Sanitario Nazionale”.
Una condotta che, se verificata, violerebbe gli articoli 20, comma 2, 21 e 22, del Codice del Consumo. 

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