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22 Maggio 2023

La cementazione adesiva: un mondo misconosciuto

Non pensi che i nuovi materiali abbiano problemi di cementazione? L’avvento del CAD/CAM ha cambiato i criteri della cementazione? Due domande a cui il prof. Gagliani tenta di dare una risposta. Ovviamente a modo suo.

di Massimo Gagliani


Immagine di RepertorioImmagine di Repertorio

La domanda di un amico di vecchia data sull’argomento mi ha suggerito questo editoriale.Nel suo senso ultimo essa era anche intrigante: non pensi che i nuovi materiali abbiano problemi di cementazione? L’avvento del CAD/CAM ha cambiato i criteri della cementazione? 

La mia fortuna è stata sempre quella di avere buoni amici e maestri nel campo; ho appreso da loro un metodo di ragionamento e non un prodotto o una tecnica specifica.Questi ultimi passano di moda e, soprattutto, se non obbediscono a determinate logiche, devono essere guardati con sospetto.La nostra Casa Editrice ha già prodotto, per opera di valenti ricercatori, un ottimo testo a riguardo ma non desidero fare un editoriale pubblicitario.  Sempre in questo ambito anche l’Accademia Italiana di Conservativa ha messo a disposizione, in rare copie, un pregevole contributo.

Mi limiterò a fare due riflessioni prettamente logiche che devono essere, a più di trent’anni dall’avvento dei sistemi adesivi moderni, patrimonio comune. 

La prima: la diversità dei substrati, smalto e dentina, fornisce valori di adesione differenti; è un dato incontrovertibile. I due substrati meritano sistemi di trattamento specifici al fine di fornire le condizioni migliori per “fare adesione”; trascurare questa peculiarità significa ignorare l’elemento base per fare una corretta procedura adesiva. Ergo, limitare la propria conoscenza a un sistema venduto come “faso tuto mi” risulterebbe simile a guidare con le gomme lisce quando nevica. 

Un secondo aspetto riguarda la conoscenza dei materiali: ogni materiale, ceramico o resinoso, ha un sistema di trattamento della superficie che merita le dovute attenzioni, che non sono marginali e devono essere messe in pratica nello studio odontoiatrico. Senza queste attenzioni il legame adesivo è fallace e tutto si vanifica. 

I dubbi che costantemente emergono in questo contesto mi fanno pensare a una vecchia storia della fine del secolo scorso quando i primi sistemi adesivi presero piede e soppiantarono il cosiddetto “fondino” a base di ossifosfato di zinco. Un vecchio bucaniere del dente ne acquistò una confezione e, convinto di doverlo usare come il precedente prodotto, chiamò il rappresentante fidato apostrofandolo: “Uè Giuan, mi ‘u mis insema el vun, el du, el tri…ma chi se induriss gnent!” (1) 

Ho l’impressione che abbiano sempre ragione gli americani che affermano: “Se qualcosa non funziona, leggi le istruzioni!”.  Le nostre istruzioni sono rappresentate da libri, articoli e conferenze che, se i dubbi permangono, forse sono troppo poco frequentati.


(1) “Ciao Giovanni, ho mescolato il prodotto 1, il prodotto 2 e il prodotto 3 ma non si indurisce il materiale”

 
 

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