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16 Aprile 2026

Accuratezza delle strategie di scansione: confronto in vitro tra Medit i700 e Trios 5

Uno studio pubblicato sul Dentristy Journal mette a confronto l’accuratezza delle impronte digitale rilevate con i due scanner


Scanner 02

Valutare in condizioni in vitro l’influenza delle strategie di scansione sull’accuratezza delle impronte digitali e confrontare le prestazioni di due dei più diffusi scanner intraorali attualmente in uso, Medit i700 e Trios 5, è stato l’obiettivo del lavoro pubblicato su Dentistry Journal. 

“L’accuratezza della scansione digitale –affermano i ricreatori- non può essere considerata un valore puramente hardware‑dipendente, ma il risultato di una complessa interazione tra strategia, operatore e architettura del sistema”.

Metodologia

Il lavoro è stato condotto utilizzando un test object realizzato secondo le specifiche ISO 20896‑1, comprendente quattro sfere di calibrazione di 6 mm e geometrie standardizzate utili alla valutazione di trueness e precision. Il modello, progettato con Blender e stampato tramite tecnologia Asiga, è stato validato mediante TAC industriale (Nikon XTH225 ST) e software VGStudio MAX, garantendo la massima fedeltà dimensionale.

Ciascun intraoral scanner ha acquisito il modello in dieci ripetizioni e tre diverse strategie di scansione, denominate “lineare”, “mista” e “a S”, eseguite in condizioni strettamente controllate per temperatura, umidità e illuminazione. Entrambi i dispositivi sono stati utilizzati seguendo i rispettivi range ottimali di lavoro e le immagini ottenute sono state analizzate tramite Medit Design, misurando valori di deviazione, MAD, RMSE, varianza e trueness.

Risultati 

I risultati hanno evidenziato differenze sia tra le strategie applicate, sia tra gli scanner utilizzati. 

Nel complesso, il Medit i700 si è dimostrato più stabile e omogeneo nella ripetibilità dei risultati, con una varianza costante di 5 µm per tutte le strategie e valori di RMSE compresi tra 69 e 72 µm. Questa omogeneità è stata interpretata dagli autori come indicativa di una maggiore robustezza algoritmica. I ricercatori osservano infatti che “il Medit i700 manifesta una dispersione ridotta e un comportamento più prevedibile anche quando il tracciato di scansione varia”.

Il Trios 5, al contrario, ha fornito dati che in determinate condizioni risultano estremamente accurati dal punto di vista puntuale, con mediane di 2–3 µm nelle strategie più lineari. Tuttavia, l’apparecchio ha mostrato anche una maggiore sensibilità ai cambiamenti nel percorso di scansione, registrando MAD più elevati (fino a 66 µm) e RMSE che, nella strategia mista, hanno raggiunto 108 µm. Secondo gli autori, questa variabilità suggerisce "una maggiore dipendenza dal controllo dell’operatore e una minore tolleranza alle interruzioni o alle oscillazioni nella traiettoria di acquisizione".

Le differenze tra i due scanner sono risultate ancora più evidenti nella registrazione delle sfere di calibrazione: la geometria sferica e la superficie lucida hanno rappresentato un ostacolo soprattutto per il Trios 5, penalizzato dalle dimensioni maggiori della tip. Il Medit i700, dotato di un puntale più piccolo e una maggiore facilità di manovra in spazi ridotti, ha invece ottenuto acquisizioni più stabili.

Interessante anche il confronto sui tempi di scansione: il Medit i700 è risultato più rapido nella strategia mista, mentre il Trios 5 ha mostrato la miglior performance nella strategia a S, confermando che la fluidità dei movimenti influisce direttamente sulla risposta del sistema.

Implicazioni cliniche

Dai dati emerge chiaramente che la scelta della strategia di scansione ha un impatto significativo sulla qualità dell’impronta digitale. La ricerca conferma che l’operatore non può considerare gli IOS strumenti completamente indipendenti dalla tecnica: ogni scanner risponde diversamente a cambiamenti nelle traiettorie, negli angoli di incidenza e nei movimenti di raccordo tra le superfici.

Clinicamente, ciò significa che:

  • Il Medit i700 può rappresentare una scelta più prevedibile in contesti caratterizzati da operatori con diversi livelli di esperienza o in workflow clinici che richiedono ripetibilità elevata;
  • Il Trios 5, pur potendo raggiungere livelli di accuratezza molto elevati, richiede il rispetto rigoroso del protocollo di scansione per minimizzare il rischio di variabilità.

I ricercatori sottolineano che “strategie più complesse o dinamiche possono ridurre i tempi ma aumentare il rischio di accumulo degli errori”, confermando l’importanza della standardizzazione del percorso di scansione.

Sebbene le differenze tra i due scanner siano risultate statisticamente e tecnicamente rilevabili, i valori di deviazione rientrano comunque nei range considerati clinicamente accettabili per restauri dentali supportati da denti naturali. L’interpretazione clinica dei risultati porta quindi a un messaggio chiave: entrambi gli IOS sono in grado di produrre impronte digitali affidabili, purché utilizzati con strategie appropriate.

Conclusioni

Lo studio porta alla piena accettazione dell’ipotesi secondo cui sia la strategia di scansione sia il tipo di scanner influenzano significativamente l’accuratezza delle impronte digitali. Il Medit i700 si distingue per stabilità, ridotta dispersione e maggiore tolleranza alla variabilità dell’operatore. Il Trios 5, d’altro canto, offre un’elevata accuratezza puntuale nelle strategie più lineari ma mostra una maggiore sensibilità ai cambiamenti nella traiettoria, con un incremento dei valori di deviazione nelle strategie più complesse.

In sintesi, lo studio suggerisce che:

  • la scelta dello scanner deve essere calibrata sulle esigenze cliniche e sull’esperienza dell’operatore;l
  • a strategia di scansione deve essere selezionata e mantenuta in modo coerente, per evitare accumulo di errori e deterioramento della trueness;
  • protocolli standardizzati e formazione adeguata restano elementi imprescindibili per garantire la qualità delle impronte digitali.

Gli autori concludono affermando che "entrambe le tecnologie, se utilizzate correttamente, sono in grado di produrre impronte digitali attendibili e clinicamente valide", sottolineando che precisione e predicibilità derivano dalla combinazione integrata di hardware, software e tecnica operativa.

Per approfondire: 

In Vitro Accuracy Analysis of Intraoral Scanning Strategies: A Comparison of Two Contemporary IOS Systems.  


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