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28 Marzo 2024

Fondi Sanitari Integrativi, entro l’estate dovrebbe partire il riordino

AIO fa il punto e ribadisce la necessità di rivedere il sistema attraverso un Testo Unico. Queste le proposte di intervento


Entro l’estate partirà il riordino legislativo per rivedere la normativa sulla sanità integrativa, stando alle dichiarazioni del Presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro e previdenza sociale del Senato, Franco Zaffini, all’Osservatorio Nazionale Welfare e Salute. Tra gli obiettivi indicati quello di accrescere l’integrazione tra SSN e sanità integrativa ed estendere la platea dei beneficiari.

Una questione, quella della sanità integrativa, che da sempre tocca il settore dentale con criticità evidenti espresse anche a livello istituzionale e politico da Ordine e Sindacati odontoiatrici. 

Proprio in questi giorni AIO sul proprio sito ha pubblicato, a firma del Segretario Sindacale nazionale AIO Danilo Savini e quello di AIO Palermo Ignazio Pizzo, degli approfondimenti dedicati ai Fondi Sanitari Integrativi (FSI) prendendo spunto dall’inchiesta di Report dedicata alla sanità integrativa.

AIO che ribadisce come sia inderogabile e urgente un riordino normativo della sanità integrativa ed auspica che ciò si realizzi attraverso un Testo Unico, che metta ordine alle norme, a volte contraddittorie, che, dal Decreto Legge istitutivo (502/92) e successivi Decreti legge, Decreti ministeriali, Leggi di Bilancio, Leggi di Stabilità, ha messo mano alla materia per più di dieci volte. Non basta più, secondo AIO, limitarsi ad un elenco di norme già esistenti.  

Testo Unico sulla sanità integrativa, spiega l’AIO, che deve contenere un nuovo regolamentodisciplinando l’ordinamento dei Fondi; attivare una campagna informativa istituzionale per informare i cittadini su potenzialità ma anche sui limiti della sanità integrativa; rendere obbligatorio il requisito della personalità giuridica per l’iscrizione all’Anagrafe dei FSI oltre a definire e limitare le prestazioni già coperte nei Livelli Essenziali di Assistenza offerti dal SSN che possono essere erogate dai FSI.  

Per AIO serve una maggiore trasparenza. In particolare “i dati raccolti dall’Osservatorio Permanente dei Fondi Sanitari Integrativi andranno resi pubblici in un report annuale e si dovrà prevedere un maggiore vantaggio fiscale solo qualora una percentuale delle prestazioni e servizi sanitari offerte nei LEA resti erogata dalle strutture pubbliche, così da realizzare una reale integrazione tra privato e pubblico”.  

“Non diciamo che la sanità integrativa sia stata del tutto fallimentare e che bisognerebbe abolirla in toto –dice il Segretario sindacale AIO Danilo Savini- ma deve essere ridefinita a partire dalla distinzione ontologica tra secondo e terzo pilastro della sanità, valorizzando gli aspetti positivi dei Fondi e risolvendo le criticità emerse in questi anni nell’assistenza odontoiatrica”. 

“Occorre –continua- restituire alla sanità integrativa il ruolo che le era stato affidato in origine dal legislatore, cioè coprire in prevalenza, se non addirittura esclusivamente, le prestazioni extra-LEA, rendere i FSI esclusivamente integrativi rispetto alle prestazioni e ai servizi dei LEA, è comunque essenziale impedire che divengano sostitutivi del SSN, affinché la sanità integrativa supporti ed integri le aree di debolezza della Sanità pubblica, nell’ottica di una vera “integrazione di sistema”.  

I Fondi sanitari integrativi, continua AIO, “devono tornare ad essere al 100% enti no profit, non devono più essere controllati e gestiti dalle assicurazioni sanitarie, per evitare che il denaro pubblico, sotto forma di incentivi fiscali, alimenti i profitti dell’intermediazione assicurativa. Non può essere sostenibile per la finanza pubblica che l’erogazione delle prestazioni rimborsate dai fondi avvenga quasi solo in strutture private accreditate con le assicurazioni stesse o addirittura di loro proprietà, in quote o interamente. Occorre regolamentare in modo chiaro ed inequivocabile i rapporti tra compagnie assicurative (profit) e fondi sanitari integrativi (no profit)”. 

Poi c’è la questione dei rimborsi. 

“I Fondi Sanitari Integrativi dovrebbero intervenire ‘a posteriori’ con il rimborso indiretto, ovvero rimborsando una quota parte, o l’intera prestazione, in base al tipo di fondo, al proprio associato, unico soggetto col quale i fondi devono avere un contratto, senza interporsi nel rapporto fiduciario medico odontoiatra-paziente”. “Qualsiasi iscrizione a un fondo o un elenco di medici o strutture sanitarie convenzionati crea disparità, limitazione di scelta ed è contraria alla libertà del paziente di scegliere il proprio curante di fiducia, diritto sancito dall’art. 32 della Costituzione Italiana e dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE”, dicono da AIO. “Sulla base delle esperienze sin qui maturate –conclude AIO-  e dall’analisi della situazione attuale, è necessario attivare dei tavoli permanenti di progettazione e regolamentazione dell’attività dei fondi per le prestazioni odontoiatriche che prevedano la presenza di rappresentanti senza conflitto di interesse, come i garanti dell’etica professionale (Ordini/Albi dei medici odontoiatri), i difensori civici (rappresentanti dei malati), i rappresentanti della professione (Associazioni di categoria come AIO), i rappresentanti dei fondi (in  associazione e non singolarmente). Questi tavoli, con cadenza periodica triennale ­– come il Piano Sanitario Nazionale – dovrebbero aggiornare tipologie di prestazioni odontoiatriche e relative tariffe, regolamenti e procedure di adesione degli iscritti, progettare campagne di prevenzione e promozione della salute orale, in base alle variazioni contingenti, ma anche in base agli obiettivi raggiunti e alle necessità di salute della popolazione del momento. Tavoli e decisioni, nonché tutte le norme che riguardano i FSI, dovrebbero essere di carattere nazionale ed escluse dagli ambiti di interesse del regionalismo differenziato, perché ciò finirebbe per aggravare le differenze e le diseguaglianze tra i diversi sistemi sanitari regionali”. 

A questi link gli approfondimenti AIO: qui il primo; qui il secondo.  

 
 

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