Lo strumento raccoglie e definisce tutte le prestazioni odontoiatriche, essendo basato su criteri scientifici, puntando a unificare il linguaggio e gli standard delle prestazioni professionali
Definire il nomenclatore odontoiatrico è fondamentale per migliorare la comunicazione, la trasparenza e la sicurezza delle cure. Il settore dentale, guidato dalla CAO Nazionale, ci aveva provato nel 2018, ora il tema ritorna d’attualità con la volontà di aggiornare lo strumento che raccoglie e definisce tutte le prestazioni odontoiatriche, basato su criteri scientifici e non su parametri tariffari, puntando a unificare il linguaggio e gli standard delle prestazioni professionali, garantendo una visione comune e un riferimento chiaro per l’intero settore odontoiatrico.
Del tema aveva parlato il presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo durate l’incontro promosso da FISO a Roma.
“L’idea di un nomenclatore odontoiatrico non è nuova”, dice ad Odontoiatria33 il presidente CAO “Già nel 2018, il progetto aveva preso forma grazie all’iniziativa di rappresentanti nazionali e Associazioni di categoria, coinvolgendo vari attori, tra cui Accademici, Università e Società scientifiche, che contribuirono con le proprie competenze scientifiche. Nel tempo, tuttavia, la pandemia di Covid-19 ha imposto una brusca interruzione ai lavori di definizione e validazione scientifica delle prestazioni odontoiatriche”.
Uno dei principali obiettivi del nomenclatore, viene ricordato, è quello di creare una terminologia comune, utile sia per i professionisti che per le Istituzioni pubbliche e quelle sanitarie, assicurazioni, CTU, permettendo di comprendere e identificare con precisione le prestazioni scientifiche necessarie in odontoiatria. Questo eviterebbe interpretazioni divergenti o incomplete che attualmente creano difficoltà, per esempio, nella formazione accademica e nella gestione dei percorsi clinici pubblici.
La proposta emersa dall’evento FISO e che si sta per concretizzare, è quella di riprendere i lavori per la creazione del nomenclatore coinvolgendo fin da subito il Ministero della Salute al fine di minimizzare eventuali divergenze o ostacoli burocratici, ma anche le Società scientifiche, l’Università, le Associazioni di categoria per renderlo un documento condiviso.
“L’intenzione –spiega il presidente Iandolo- è di strutturare il nomenclatore in sezioni che coprano tutte le aree principali dell’odontoiatria, dalla diagnosi alla chirurgia, dall’implantologia all’ortodonzia compresa l’odontoiatria digitale”.
“La realizzazione di un nomenclatore aggiornato –continua- non solo risponderebbe alle necessità pratiche dei professionisti, ma sarebbe un valido strumento per le istituzioni pubbliche. Il nomenclatore fornirebbe un quadro chiaro delle competenze e delle prestazioni essenziali”.
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