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16 Settembre 2026

Salute parodontale: un nuovo consensus europeo richiama l’attenzione sui giovani

Un consensus report  EFP e EAPD invita odontoiatri, pedodontisti e parodontologi ad aumentare l’attenzione verso la salute gengivale e parodontale dei pazienti più giovani


Dentista  bambina

Le malattie gengivali e parodontali nei bambini e negli adolescenti sono più diffuse e complesse di quanto comunemente si ritenga. È questo il messaggio principale del nuovo rapporto di consenso elaborato dalla European Federation of Periodontology (EFP) e dalla European Academy of Paediatric Dentistry (EAPD), pubblicato nel luglio 2026 sul Journal of Clinical Periodontology.

Il documento nasce dai lavori di un workshop internazionale tenutosi a Madrid nel marzo 2025 e rappresenta il primo frutto della collaborazione formale tra le due principali organizzazioni europee dedicate rispettivamente alla parodontologia e all’odontoiatria pediatrica. L’obiettivo era colmare una lacuna importante: comprendere meglio epidemiologia, fattori di rischio, diagnosi e trattamento delle patologie gengivali e parodontali nelle fasce di età fino ai 18 anni.

Secondo gli esperti, le conoscenze disponibili sulle malattie parodontali nei giovani sono ancora decisamente inferiori rispetto a quelle riguardanti gli adulti. La classificazione internazionale delle malattie parodontali e peri-implantari del 2018, infatti, aveva dedicato spazio limitato alle condizioni pediatriche, con il rischio che alcuni quadri clinici venissero sottovalutati o riconosciuti tardivamente.

Uno dei risultati più rilevanti emersi dal workshop è che i tessuti parodontali di bambini e adolescenti presentano caratteristiche biologiche differenti rispetto a quelli degli adulti. Questa evidenza rende necessario adattare approcci diagnostici e terapeutici alle specificità dell’età evolutiva, evitando di applicare automaticamente protocolli sviluppati per pazienti adulti.

L’analisi ha coinvolto tre gruppi di lavoro dedicati ad altrettanti ambiti chiave.

Il primo si è concentrato sulle patologie parodontali associate a condizioni sistemiche. La revisione della letteratura ha evidenziato che il numero di malattie genetiche, congenite o acquisite capaci di compromettere gravemente la salute parodontale è molto più elevato di quanto indicato nella classificazione del 2018. Sono state infatti identificate circa 70 condizioni diverse con possibili ripercussioni sul parodonto, alcune delle quali possono provocare forme particolarmente aggressive e distruttive.

Il secondo gruppo ha analizzato la gengivite indotta da biofilm dentale nei bambini e negli adolescenti sani. I ricercatori hanno confermato che questa condizione rappresenta una delle malattie orali più frequenti in età pediatrica. Il documento sottolinea l’importanza di individuare e controllare i fattori locali e sistemici che possono favorirne l’insorgenza o aggravarne il decorso, al fine di prevenire conseguenze a lungo termine sulla salute orale.

Il terzo gruppo di lavoro ha invece affrontato il tema della parodontite nei giovani. Sebbene meno comune rispetto alla gengivite, questa patologia può manifestarsi con quadri clinici particolarmente severi e rapida perdita dei tessuti di supporto del dente.

Gli esperti hanno evidenziato come la diagnosi in età pediatrica rappresenti una sfida significativa, soprattutto nelle fasi di dentizione primaria o mista, quando le metodiche diagnostiche tradizionali, come il sondaggio parodontale, possono risultare meno affidabili.

Dal punto di vista pratico, il rapporto invita odontoiatri, pedodontisti e parodontologi ad aumentare l’attenzione verso la salute gengivale e parodontale dei pazienti più giovani. La forte prevalenza della gengivite da biofilm, il potenziale impatto di forme più gravi come le malattie parodontali necrotizzanti e il legame con numerose condizioni sistemiche rendono infatti essenziale una valutazione precoce e regolare del parodonto già durante l’infanzia.

Le indicazioni

Gli autori sottolineano inoltre che età, fase dello sviluppo dentale e specifici fattori predisponenti devono essere sempre considerati nella formulazione della diagnosi, nella definizione della prognosi e nella scelta delle strategie terapeutiche. Inoltre, dovrebbero essere fatte considerazioni specifiche considerando l'età e la dentatura degli individui più giovani, con fattori predisponenti e modificanti unici che influiscono sulla diagnosi, sulla prognosi e sulla gestione.

A questo link il consensus report pubblicato sul Journal for Clinical Periodontology 

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