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13 Maggio 2025

Nuovi codici ATECO, AIO denuncia rischio di autorizzare in studio figure “ibride”

Il Segretario Sindacale AIO scrive al presidente ISTAT ed agli uffici interessati per chiedere ci correggere al più presto


Savini AIO

La modifica dei codici arrivata ad aprile scorso non avrebbe dovuto interessare la professione odontoiatrica, infatti il codice Ateco per gli studi rimane il 86.23, mentre è cambiato per i laboratori odontotecnici (32.50.10).

Invece tra i vari sotto codici dell’area sanitaria, AIO ha notato novità anche nei codici e nei titoli per quanto riguarda i professionisti sanitari. Tra le attività che hanno “incuriosito” AIO “altre attività per la salute umana non classificate altrove (cod: 8699) che racchiude due sotto categorie che interessano l’area odontoiatrica e preoccupano AIO:

  • “specialisti in terapia dentaria”;
  • “del personale paramedico odontoiatrico che può lavorare in autonomia ma è periodicamente supervisionato da dentisti”.    

“Sulla prima dicitura, ‘l’attività specialistica in terapia dentaria’, siamo desiderosi di chiarimenti: di che cosa si sta parlando esattamente? Sulla seconda, ‘il personale autonomo supervisionato dai dentisti’, ci spingiamo però a pensare che la proposta, avallata dall’Agenzia delle Entrate, sia un problema, frutto unicamente di una macroscopica svista”, sottolinea sul sito un critico Danilo Savini (nella foto), Segretario sindacale AIO.    

“Se restasse così -continua Savini- si presterebbe a sanare situazioni di abusivismo, e ad abilitare profili ibridi non attinenti ai criteri che poniamo a garanzia della sicurezza del paziente, profili che in effetti purtroppo già iniziano a vedersi nei nostri studi odontoiatrici”.    

Savini ribadisce la posizione di AIO in merito alle figure ibride che normative esterne al mondo sanità possono “sanare o autorizzare” negli studi dentistici. Posizione che mette nero su bianco in una nota inviata al presidente ISTAT e per conoscenza alla Direzione Generale di Agenzia delle Entrate e al Ministro dell’Economia. 

“Vorremmo poter credere che i contenuti di questo codice ATECO siano corretti al più presto”, scrive il Segretario Savini, “e vorremmo poter credere che nessuno nel frattempo se ne appropri, generando opacità nel nostro lavoro a tutto danno della salute dei cittadini italiani”.    “Per noi – continua Savini-  il Paziente è sistematicamente a carico del Professionista sanitario abilitato a trattare la sua patologia, e sotto la supervisione costante di quest’ultimo. Non esistono figure intermedie, all’infuori di una con competenze collaudate e ben delimitate per legge, e cioè l’ASO. Comprendiamo che, volendo far pagare le tasse a tutti, stavolta si siano volute includere tutte le attività, ma proprio tutte”, e l’allusione del Segretario AIO al codice ATECO assegnato alle attività di prostituzione è abbastanza chiaro. 

“Questo però -conclude Savini- non autorizza a creare corto- circuiti legali, logici ed etici nel mondo della Salute e segnatamente nel rapporto tra Professionista Sanitario e Paziente”.           


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