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03 Luglio 2026

Antibiotico resistenza, il nodo odontoiatria: troppe profilassi e poca aderenza alle raccomandazioni

Il minidossier finanziato da AIFA evidenzia un uso frequente della profilassi antibiotica anche quando non indicata e richiama la necessità di rafforzare monitoraggio e formazione  


Antibiotici paziente mangia

Un utilizzo degli antibiotici spesso guidato dall’esperienza personale più che dalle evidenze scientifiche, una diffusa tendenza a prescrivere profilassi anche quando non necessarie e un sistema che rende difficile monitorare il reale contributo degli odontoiatri al consumo di antimicrobici in Italia. Sono questi i principali spunti che emergono dal Minidossier n. 19 di COSIsiFA dedicato al contrasto dell’antibiotico-resistenza in odontoiatria.

Il documento, intitolato Il contrasto all’antibiotico resistenza: un’opportunità per migliorare la qualità delle prescrizioni in odontoiatria, è stato elaborato nell’ambito del progetto COSIsiFA (Cittadini e Operatori SanItari sempre in-formati sul FArmaco), finanziato con i fondi regionali di farmacovigilanza gestiti dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). L’obiettivo è analizzare le abitudini prescrittive degli odontoiatri italiani e individuare possibili strategie per migliorare l’appropriatezza d’uso degli antibiotici, in linea con il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico Resistenza (PNCAR) 2022-2025.

Perché un dossier dedicato agli odontoiatri

La scelta di focalizzarsi sulla professione odontoiatrica nasce da una criticità ben precisa: mentre il consumo di antibiotici prescritti da medici di medicina generale e pediatri è monitorato con strumenti consolidati, il contributo degli odontoiatri rimane in gran parte poco tracciato. Secondo il dossier, molte prescrizioni originate negli studi dentistici vengono infatti materialmente emesse dai medici di famiglia, ai quali i pazienti si rivolgono per ottenere una ricetta rimborsata dal Servizio sanitario nazionale. Questo fenomeno rende difficile attribuire correttamente le prescrizioni e valutare il reale impatto dell’odontoiatria sul consumo nazionale di antibiotici. Il tema è particolarmente rilevante perché gli antibiotici rappresentano uno degli strumenti terapeutici più frequentemente utilizzati in odontoiatria e perché l’antimicrobico-resistenza è oggi riconosciuta come una delle principali minacce globali per la salute pubblica.

Cosa emerge dagli studi analizzati

Il minidossier passa in rassegna diverse indagini condotte negli ultimi anni tra i professionisti italiani. Il dato forse più significativo riguarda il divario tra consapevolezza del problema e applicazione concreta delle raccomandazioni scientifiche. In una ricerca condotta su 382 dentisti, quasi la totalità degli intervistati ha dichiarato di conoscere il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, ma solo il 7,4% ha affermato di consultare le linee guida per una prescrizione razionale degli antibiotici. Le situazioni più frequentemente associate alla prescrizione sono risultate ascessi, estrazioni dentali e pulpiti. Lo evidenzia lo studio Attitudes towards antibiotic prescription and antimicrobial resistance awareness among Italian dentists: what are the milestones?, pubblicato sulla rivista Healthcare.

Un secondo studio, pubblicato nel 2024 e basato sulle risposte di 180 odontoiatri italiani, ha evidenziato che appena il 26,1% segue le linee guida nazionali. La profilassi antibiotica è risultata una pratica molto diffusa, talvolta anche in assenza di una reale indicazione clinica, con trattamenti prolungati che non trovano supporto nella letteratura scientifica e che potrebbero favorire l’insorgenza di resistenze batteriche. I dati sono riportati nel lavoro Antibiotic prescribing patterns among dentists in Italy and Albania: a comparative questionnaire analysis, pubblicato su Heliyon.

Non mancano però elementi positivi. Un’indagine del 2025 su 242 odontoiatri ha mostrato una preparazione generalmente buona: oltre l’80% delle risposte fornite riguardo all’uso degli antibiotici è stato giudicato appropriato. La maggior parte dei professionisti identifica correttamente l’amoxicillina come farmaco di prima scelta. Restano tuttavia criticità legate alla posologia, spesso inferiore a quella raccomandata, e alla durata delle terapie, mediamente più lunga del necessario. Lo studio di riferimento è Antibiotics use for dental or oral cavity infections in pediatric dentistry: knowledge and prescribing practices between Italian dentists, pubblicato sulla rivista Antibiotics.

Le principali criticità

L’aspetto che preoccupa maggiormente gli autori riguarda il ricorso alla profilassi antibiotica. Dall’analisi della letteratura emerge infatti una tendenza a prescrivere antibiotici preventivi per ridurre il rischio di endocardite infettiva anche quando il paziente non rientra nelle categorie considerate a elevato rischio dalle principali società scientifiche internazionali. A confermare il quadro è anche l’indagine Indagine sull’appropriatezza d’uso profilattico degli antibiotici in odontoiatria, pubblicata nel 2024 sulla Rivista SIMG, secondo la quale il 69,9% dei professionisti intervistati ha dichiarato di aver prescritto una profilassi antibiotica su richiesta di un collega odontoiatra e il 94% ha riferito di aver prescritto antibiotici in occasione di procedure odontoiatriche invasive, spesso in assenza di una reale indicazione clinica.

Un ulteriore problema riguarda la scelta del farmaco. Nello stesso studio il 70,8% dei prescrittori ha indicato l’associazione amoxicillina-acido clavulanico come opzione di profilassi, una scelta che il dossier giudica non raccomandata nei pazienti non a rischio. Secondo gli autori, molte decisioni terapeutiche sembrano ancora influenzate dall’esperienza clinica personale e da prassi consolidate, piuttosto che da criteri pienamente basati sulle evidenze scientifiche.

Le raccomandazioni

Il dossier individua diversi percorsi di miglioramento. In primo luogo viene richiamata l’importanza di fare riferimento agli strumenti già disponibili, come il sistema di classificazione AWaRe dell’Organizzazione mondiale della sanità, recepito e adattato da AIFA nel manuale italiano dedicato agli antibiotici. Viene inoltre segnalata l’applicazione gratuita “Firstline – Clinical decisions”, sviluppata da AIFA per supportare le decisioni prescrittive degli operatori sanitari.

Nel documento viene sottolineata la necessità di rafforzare la formazione universitaria e la formazione continua sull’uso appropriato degli antibiotici, promuovendo una maggiore adesione alle linee guida nazionali e internazionali. Infine, viene evidenziata l’urgenza di sviluppare sistemi di monitoraggio in grado di intercettare anche le prescrizioni generate dagli odontoiatri che operano nel settore privato, così da ottenere una fotografia più accurata del consumo di antimicrobici sul territorio e contribuire agli obiettivi del PNCAR.

Un ruolo importante, conclude il documento, può essere svolto anche dagli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri nel promuovere la cultura dell’appropriatezza prescrittiva.  

A questo link il documento COSIsiFA.


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