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04 Dicembre 2018

Adesione dentinale più stabile nel tempo se applicati dei cross-linker di collagene?

Dati di un recente studio di laboratorio

di Lara Figini


Photocredit: Stefano DanielePhotocredit: Stefano Daniele

Gli adesivi dentinali contemporanei si basano sulla formazione dello strato ibrido che si lega alla dentina; nel processo di formazione di uno strato ibrido efficace, in grado di garantire stabilità e integrità strutturale nel tempo, un ruolo cruciale lo giocano le fibrille di collagene e le catene polimeriche all'interno dello stesso.

Nonostante la tecnologia degli adesivi dentinali abbia significativamente fatto passi da gigante negli ultimi anni, la biodegradazione enzimatica della matrice è stata documentata come una delle cause principali che ostacolano la longevità dell'interfaccia strato ibrido e dentina (Breschi, 2008).

Di conseguenza, le procedure che mirano a migliorare la resistenza alla biodegradazione delle fibrille di collagene dovrebbero portare a una maggiore longevità del legame dello strato ibrido con la dentina.

Una strategia recente prevede l'uso di collagene cross-linker che possiede un sinergico effetto inibitorio sulla degradazione del legame ritardando la biodegradazione da MMPs (matrice metalloproteinase) e rafforzando le fibrille di collagene di tipo I rendendole più resistenti alla biodegradazione (Seseogullari-Dirihan, 2016; Mazzoni, 2017).

La biomodifica della dentina usando cross-linker di collagene è stata proposta come una delle strategie per migliorare la durata del legame degli adesivi con la dentina; purtroppo, la letteratura non è molto coerente per quanto riguarda il loro beneficio.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio in vitro, pubblicato su Dental Materials di novembre 2018, è stato studiato l'effetto di tre cross-linker sulla tenacità alla frattura mini-interfacciale (mini-iFT) di quattro adesivi legati alla dentina seguendo le modalità di mordenzatura & risciacquo (E&R) o self-etch (SE).

Gli autori hanno preso in considerazione 60 molari estratti divisi casualmente in gruppi diversi a seconda del tipo di cross-linker testato:

  • cross-linker a base di glutaraldeide (5% in peso; GA);
  • cross-linker a base di proantocianidina (6,5% in peso; PA);
  • cross-linker a base di riboflavina attivata da UVA (0,5% in peso; RB);
  • nessun cross-linker applicato ma acqua distillata (gruppo controllo).

I cross-linker sono stati applicati su dentina per 60 s dopo la mordenzatura con acido (E&R) o prima dell’applicazione di un self-etching (SE). Questi provini sono stati poi suddivisi nei diversi sottogruppi in base al tipo di sistema adesivo applicato: Adesivo E&R 3 fasi (3E e Ra) OptiBond FL (Kerr), adesivo SE a 2 fasi (2SEa) Clearfil SE Bond 2 (Kuraray Noritake) e gli adesivi universali G-Premio Bond (GC) e Prime&Bond (Dentsply), gli ultimi due impiegati in entrambe le modalità E&R e SE. In tutti i campioni è stato applicato come materiale composito il Filtek Supreme XTE (3M).

La metà dei campioni è stata sottoposta immediatamente al test di resistenza alla frattura mini-interfacciale (mini-iFT), mentre il rimanente dei campioni è stato testato dopo 6 mesi. I dati sono stati analizzati statisticamente con un modello lineare (p <0,05).

Risultati
Solo per i campioni in cui era stato utilizzato come cross-linker la proantocianidina PA (p <0,05) non è stata osservata nessuna diminuzione significativa circa la resistenza alla frattura (mini-iFT) tra il tempo 0 e dopo 6 mesi. In tutti gli altri gruppi di cross-linker si è rivelata una significativa diminuzione con il passare del tempo della resistenza alla frattura (mini-iFT) paragonabile al gruppo controllo.

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio in vitro si può concludere che l’applicazione di un cross-linker a base di proantocianidina (PA) permette di garantire una resistenza alla frattura mini-iFT stabile nell’arco di 6 mesi, impedendo o rallentando quantomeno la degradazione dello strato ibrido.

Implicazioni cliniche
Sono necessari altri studi in vitro clinici analoghi a conferma dei dati ottenuti da questo studio.

Per approfondire

  • Breschi L, Mazzoni A, Ruggeri A, Cadenaro M, Di Lenarda R, De Stefano Dorigo E. Dental adhesion review: aging and stability of the bonded interface. Dent Mater 2008;24:90-101.
  • Seseogullari-Dirihan R, Apollonio F, Mazzoni A, Tjaderhane L, Pashley D, Breschi L et al. Use of crosslinkers to inactivate dentin MMPs. Dent Mater 2016;32:423-32.
  • Mazzoni A, Angeloni V, Sartori N, Duarte Jr S, Maravic T, Tjäderhane L et al. Substantivity of carbodiimide inhibition on dentinal enzyme activity over time. J Dent Res 2017;96:902-8.
  • Parise Gré C, Pedrollo Lisea D, Ayres P, De Munck J, Tezvergil-Mutluay A, Seseogullari-Dirihan R, Lopes GC, Van Landuyt K, Van Meerbeek B. Do collagen cross-linkers improve dentin’s bonding receptiveness? Dent Mater 2018;34(11):1679-89.


Photocredit: Stefano Daniele

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