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15 Maggio 2026

Momento di approfondimento della CAO Nazionale all’Expodental Meeting sull’intelligenza artificiale

Dal Congresso CAO all’Expodental Meeting il messaggio per la professione: L’IA rappresenta uno strumento potente, ma la cura è fatta di relazione tra medico e paziente


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All’Expodental Meeting di Rimini, la Commissione Albo Odontoiatri Nazionale ha organizzato un importante Convegno dal titolo “L’IA in odontoiatria, profili di etica e deontologia, dalla responsabilità sanitaria agli scenari evolutivi”, offrendo un’ampia riflessione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella professione medica.

Un incontro che ha approfondito molti degli aspetti e delle criticità che l’IA sta introducendo nella sanità e, in particolare, in odontoiatria spaziando dagli ambiti pratici legati all’attività clinica a quelli normativi, fino ai temi della responsabilità, ma soprattutto a quelli etici e deontologici.

Il punto fermo che ha accompagnato tutte le relazioni è chiaro: l’IA rappresenta uno strumento potente, ma non potrà mai sostituire il medico né attenuarne responsabilità e centralità decisionale. Centrale rimane, e rimarrà, il rapporto medico-paziente.

In apertura, Roberto Monaco, segretario FNOMCeO, ha sottolineato la coesione all’interno della Federazione tra la componente medica e quella odontoiatrica. Riguardo all’IA, ha richiamato la legge del 3 settembre 2025 numero 132 art.7 che definisce chiaramente il ruolo delle tecnologie a supporto dell’atto medico, ribadendo che diagnosi e cura restano competenze esclusive del medico e dell’odontoiatra. Monaco ha posto l’accento sulla necessità di governare l’innovazione anche attraverso indicazioni precise all’interno del Codice deontologico e il rafforzamento della formazione dedicata.

Una posizione pienamente condivisa da Giovanni Leoni, vicepresidente FNOMCeO, che ha ribadito come l’intelligenza artificiale non sia mai sostitutiva dell’atto medico e da Pierluigi Vecchio, direttore generale FNOMCeO, secondo cui le responsabilità professionali non cambiano: cambia lo strumento che deve essere governato con competenza e consapevolezza, come già avvenuto per le innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato la professione medica. Il cuore del confronto è emerso con forza nella relazione del presidente nazionale CAO, Andrea Senna, che ha inquadrato l’IA nell’ambito etico e deontologico, sottolineando come la differenza non la faccia la tecnologia, ma l’uso che se ne fa. “La tecnologia corre, l’etica deve guidare” è il principio che ha orientato il suo intervento: “L’IA non conosce il paziente, non ascolta, non prova empatia e soprattutto non si assume responsabilità. Per questo il medico non può mai rinunciare al proprio ruolo decisionale, anche alla luce dei principi deontologici che rendono la diagnosi un atto non delegabile e fondato sulla relazione di cura, sul consenso informato e sulla responsabilità personale”.

L’intelligenza artificiale può potenziare la capacità diagnostica e liberare tempo per la cura, ma resta uno strumento nelle mani del medico, che ne deve garantire un uso appropriato, sicuro e orientato al bene del paziente, ha sottolineato il Presidente Senna. Un approccio etico che deve coinvolgere anche chi progetta e realizza le tecnologie per i medici, ha spiegato il presidente UNIDI, Fabio Velotti. Il tema della responsabilità è stato ulteriormente approfondito, dal punto di vista giuridico e medico-legale, dal prof. Claudio Buccelli – ordinario di Medicina legale all’Università Federico II di Napoli, past president SIOF e SIMLA – e dall’avv. Roberto Longhin, che hanno ribadito come la decisione finale resti sempre in capo al clinico, con poche eccezioni, chiamato a integrare le indicazioni dell’IA con la propria esperienza. Parallelamente è emersa la necessità di mantenere saldo il rapporto fiduciario con il paziente, anche attraverso un’informazione chiara sull’uso delle tecnologie.

Nel quadro complessivo gli interventi del prof. Luca Levrini (Università dell’Insubria), del prof. Francesco Riva (CNEL), della prof.ssa Ludovica De Panfilis, bioeticista dell’Università di Bologna, e dell’avv. Laila Perciballi che ha portato il punto di vista dei cittadini, hanno evidenziato come l’IA stia già incidendo sui processi clinici, fino a suggerire soluzioni terapeutiche, aprendo scenari evolutivi che mettono in discussione non solo le competenze, ma anche i modelli di relazione.

Tuttavia, la riflessione condivisa ha ribadito che proprio in questa trasformazione diventa essenziale “umanizzare la tecnologia”, evitando che l’innovazione riduca l’autonomia e il pensiero critico del medico. In apertura hanno portato il messaggio di saluto il presidente AIO, Vincenzo Musella, la presidente dell’Albo degli igienisti dentali Caterina Di Marco e Fabrizio Sanna in rappresentanza del SUSO. Presenti anche rappresentanti del Collegio dei docenti, delle società scientifiche, degli odontotecnici e degli ASO e molti presidenti CAO.

Al termine, un forte ringraziamento per l’organizzazione del Congresso è stato rivolto al presidente CAO Cuneo Giampaolo Damilano e al prof. Pietro Dimichele, che ha ricoperto anche il ruolo di moderatore della mattinata insieme al giornalista Norberto Maccagno.

A cura di: pagina Facebook CAO Nazionale      

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