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18 Settembre 2024

Sorriso monocromatico: compromesso o prima scelta?

Un restauro diretto parziale e un veneering risolti brillantemente con il nuovo composito VENUS PEARL PURE di Kulzer Gmbh

di Alessandro Colella

Foto Dr. ColellaAlessandro Colella

Il restauro diretto in area estetica rappresenta una sfida per il clinico.

Stabilire forma e colore, rispettare proporzioni naturali ed essere poco invasivi sono solo alcuni degli aspetti che lo rendono complesso.

È soprattutto il colore, però, la prima preoccupazione del clinico che spesso propende per un restauro indiretto a causa della difficoltà di individuare il composito più adeguato.  

Caso di un restauro diretto parziale e veneering
A gennaio 2024 giunge alla mia attenzione un paziente affetto da gravi problemi renali che impongono un trapianto.

Data l’urgenza di debellare foci odontogeni, decido di testare un nuovo materiale, VENUS PURE (Kulzer GmbH), la cui prerogativa è l’impiego secondo una stratificazione monocromatica, scegliendo la tinta Medium tra le 4 previste.

L’utilizzo di una massa per un restauro diretto parziale e per un veneering richiede da un lato che il materiale possieda una certa opacità e dall’altro che abbia un equilibrio tra tinta, croma e valore.


Fig. 1

Fig. 1 Prima visita, evidenti placca, carie e restauri falliti


Fig. 2

Fig. 2 Visione palatale che attesta l’incongruenza dei restauri preesistenti


 
 

Fig. 3

Fig. 3 Dettaglio del 2° quadrante


Eseguito il deplaquing e posizionata la diga si provvede a preparare le cavità del 2° quadrante.

Dopo avere mordenzato, si applica un adesivo universale (iBond Universal; Kulzer GmbH) che viene polimerizzato prima di inserire delle apposite matrici, adatte alle porzioni interprossimali dei denti anteriori.


Fig. 4

Fig. 4 Rimozione dei restauri incongrui


 
 

Fig. 5

Fig. 5 Immediate Dentin Sealing


Fig. 6

Fig. 6 Posizionamento contemporaneo di due matrici per eseguire i restauri vicini e distribuire correttamente i volumi


Fig. 7

Fig. 7 Dapprima si esegue il restauro di III classe sul centrale (Venus Pearl Medium Kulzer GmbH); si rimuove, poi, la matrice utilizzata e successivamente si procede a costruire il box (pareti mesiale e distale) della faccetta sul laterale

 
 

Fig. 8

Fig. 8 Ultimata la stratificazione del laterale e del canino si eseguono la rifinitura dell’outline dei restauri e una leggera tessitura superficiale


Fig. 9

Fig. 9 Restauri ultimati e lucidati sotto diga


Fig. 10

Fig. 10 Nel 1° quadrante la situazione è analoga


 
 

Fig. 11

Fig. 11 Isolamento


Fig. 12

Fig. 12 Approccio a slot di una lesione mesiale del premolare


Fig. 13

Fig. 13 Restauro ultimato


 
 

Fig. 14

Fig. 14 Mordenzatura di tutte le cavità; si suggerisce di estendersi oltre i margini di preparazione


Fig. 15

Fig. 15 Posizionamento contestuale di due matrici sezionali per posteriori, stabilizzate con del flow per definire l’apertura dell’embrasure


Fig. 16

Fig. 16 Rimossa la prima matrice a restauro ultimato si esegue il restauro successivo mantenendo in situ l’altra


 
 

Fig. 17

Fig. 17 Twisting della matrice per migliorarne l’adattamento al canino


Fig. 18

Fig. 18 Stratificazione completata, da rifinire e lucidare


Fig. 19

Fig. 19 Dischetto abrasivo per definire l’anatomia primaria


 
 

Fig. 20

Fig. 20 Fresa parodontale che al contempo rimuove eccessi di composito e realizza la texture


Fig. 21

Fig. 21 Polishing (Venus Supra; Kulzer GmbH) dedicato ai compositi Venus Kulzer


Fig. 22

Fig. 22 Pasta da lucidatura impiegata con un apposito feltrino


 
 

Fig. 23

Fig. 23 Risultato immediato


Fig. 24

Fig. 24 Visione complessiva dei restauri completati


Fig. 25

Fig. 25 Controllo a distanza di 6 mesi


 
 

Conclusioni
Sebbene sia stata impiegata una sola massa per tutti i denti (Venus Pearl Medium), applicandola indistintamente per restauri parcellari e faccette dirette, è sorprendente notare come il materiale risulti, a distanza di oltre 6 mesi e nonostante un’igiene orale non ottimale, ben integrato in termini di adattamento marginale e matching cromatico.

Disporre di un materiale che risulti adatto a due tipologie di restauro così differenti si configura come un grande ausilio in tutte quelle situazioni in cui intendiamo dare un buon risultato clinico nel minore tempo possibile.

È utile investire il tempo risparmiato nelle procedure di rifinitura e lucidatura, che concorrono ad assicurare longevità al restauro e, di riflesso, soddisfazione a lungo termine dei nostri pazienti.

Obiettivo ampiamente raggiunto nel caso descritto.


Con il contributo non condizionante di Kulzer Gmbh



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