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06 Giugno 2016

Tiene il fatturato dei dentisti italiani secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate. Tornano a crescere le aperture di nuovi studi


La crisi economica continua a sfiorare dentisti e medici, almeno secondo i dai dei redditi pubblicati dall'Agenzia delle Entrate confrontati con quelli degli altri liberi professionisti.

Secondo i dati delle Entrate, riferiti al 2014 (dichiarazione Studi di settore 2015) gli studi odontoiatrici continuano a non crescere ma neppure registrano cali di fatturato importanti come hanno registrato altre libere professioni. Dati che come capita tutti gli anni, sono in contraddizione con le analisi di settore che hanno invece sondato la percezione dell'andamento degli "affari" dello studio odontoiatrico.

Dentisti che rispetto al fatturato del 2013 (152.290 euro) nel 2014 lo incrementano di 10 euro ma riducono leggermente il reddito che passa dai 50.420 euro del 2013 ai 50.300 euro del 2014. Rispetto a 10 anni fa (2005) il fatturato dei dentisti si è incrementato del 19,6% mentre il reddito è cresciuto del 16,4%.

Entrando più nel dettaglio dei singoli modelli organizzativi, cala il fatturato degli studi monoprofessionali e dei collaboratori (126.200 euro) -1,2% rispetto al 2013, mentre il reddito medio rimane praticamente stabile (-0,3%). Stabile anche il fatturato (233.800 euro) +0,16% come il reddito medio (68.600 euro) degli studi associati.

Meglio sembra essere andata per gli studi odontoiatrici organizzati in società di capitale che portano a casa un più 3,7% di fatturato (429.600 euro) rispetto al 2013 ed un più 15,3% di reddito d'impresa (24.700 euro).

Confrontando il reddito medio dichiarato dai dentisti italiani, con quello di altri professionisti, si scopre come l'odontoiatria (in compagnia dei medici -04%) sembra abbia risentito meno della crisi visto che è tra quelle che hanno registrato il calo minore. Peggio è andata per i notai -5,3%, i commercialisti -1,4%; gli ingegneri -4,7%, gli avvocati -3,2% ed i veterinari -10,9%.

Se i dati delle Entrate dello scorso anno avevano registrato per la prima volta, dopo quasi un decennio, un calo del numero di aperture quest'anno il trend ricomincia a salire. Il numero di esercenti passa dai 43.379 censiti nel 2013 ai 44.085 del 2014.

Crescono di 584 unità gli studi monoprofessionali ed i collaboratori con partita iva che toccano quota 36.925, così come aumenta il numero delle società di capitale che passano da1814 a 1943. Calano, ma di poco, il numero degli studi associati che passano dai 5.224 del 2013 ai 5.217 del 2014.

Considerando i parametri definiti dagli Studi di settore, le attività che hanno registrato il maggior numero di dichiarazioni non congrue che non si sono adeguati sono le società di capitale (25,5% del totale), seguite dagli studi associati (13,3%) e dagli studi monoprofessionali e collaboratori (4,5%).

Norberto Maccagno

 
 

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