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12 Luglio 2011

La Cao rilancia l’autonomia della componente odontoiatrica

di Francesca Giani


Riconoscimento delle funzioni della componente odontoiatrica e medica, attraverso il completamento del percorso parlamentare inserito nella riforma dell’ordinamento professionale, una formale rappresentanza del dentale nel quadro della revisione dello statuto dell’Enpam, avviata insieme ai medici, e la difesa della natura privatistica dell’Ente di previdenza, così come delle altre Casse dei professionisti, contro qualsiasi ipotesi di rientro nell’alveo pubblico.
Questi i principali punti al centro del documento che l’assem-blea dei presidenti provinciali della Commissione albo odontoiatri, riunita a fine giugno in presenza dei vertici dell’Enpam, ha sottoscritto per sancire le linee di azione dei prossimi mesi.
Una due giorni, organizzata mentre sulla stampa si susseguivano notizie allarmanti sulla tenuta dell’Ente, che si è conclusa con un appoggio da parte della Fondazione alle richieste della Cao.
Un passo avanti importante per Giuseppe Renzo, presidente della Commissione, che spiega: “Gli odontoiatri sono stati riconosciuti come categoria a sé solo negli anni Ottanta e per questo, dal punto di vista previdenziale, sono una componente giovane: la percentuale di pensionati è ancora bassa e prevedibilmente la maggior parte dei professionisti si ritirerà tra 15-20 anni. Questo comporta che il nostro fondo - separato da quello dei medici, ma inserito in una gestione a vasi comunicanti - è in attivo. Una nostra richiesta è allora quella di avere garanzie sulla gestione previdenziale, in modo da tutelare i colleghi che andranno in pensione nei prossimi anni”. In questo senso un passo fondamentale sarà la riforma dello statuto, con il riconoscimento istituzionale della rappresentanza dell’odontoiatria.
“La Cao conta quasi 58mila iscritti, ma al momento non ha la possibilità di partecipare alle elezioni di propri rappresentanti. Il Consiglio direttivo, infatti, nominato dai presidenti degli Ordini, è composto in prevalenza da medici. È chiaro che la partecipazione attiva alle elezioni permetterebbe di avere una presenza istituzionale e un peso politico della componente odontoiatrica”. Quello della riforma dello statuto, però, è un ritornello finora rimasto senza seguito. “A ogni elezione si è parlato di riprendere questa riforma, quasi fosse uno slogan. Credo però che non siamo lontani da una sua realizzazione la commissione paritetica ha già prodotto alcune indicazioni da consegnare alle rappresentanze delle categorie (Ordine, Cao, sindacati ecc.) e mi aspetto che si arriverà a un risultato entro la fine dell’anno.”

L’autonomia degli odontoiatri
Secondo Renzo, comunque, la richiesta di autonomia della componente odontoiatrica avanzata dalla Cao in seno all’Enpam fa parte di un più generale percorso che investe anche la Fnomceo: “Non si tratta di arrivare alla spaccatura dell’Ordine nelle due componenti medica e odontoiatrica, ma a una definizione settoriale di compiti, obblighi e responsabilità. Ci vuole poi un chiarimento: la Cao è la legittima rappresentanza della categoria, mentre associazioni e sindacati sono altre realtà, altrettanto legittime, ma che non possono sovrapporsi a noi. Sia chiaro, questo non significa mettere in discussione il dialogo con tutti.”

Gli altri punti
Tra gli altri punti emersi nell’assemblea, come si legge nel documento conclusivo, c’è anche l’affer-mazione del principio della gradualità applicativa del “rispetto dell’orizzonte trentennale per l’equilibrio dei bilanci dell’Enpam”, in modo da garantire la tutela dell’equità intergenerazionale e “la difesa della missione dell’Ente contro qualsiasi attacco strumentale volto a minacciarne ingiustamente l’immagine e la credibilità”.
Non a caso, sulle notizie che riguardano la tenuta dei conti della Fondazione, dalla Cao arriva un attestato di fiducia: “Credo che la gestione dell’Ente” continua Renzo “sia sempre stata caratterizzata da correttezza e apprezziamo il fatto che la Fondazione si sia dotata di un ulteriore livello di controllo e verifica, con una commissione presieduta da un magistrato della Corte dei conti e formata da legali. Siamo sicuri che le notizie si riveleranno infondate; se malauguratamente dovessero emergere illeciti gli autori dovranno essere pesantemente perseguiti e noi saremo pronti a costituirci parte civile”.

Le novità
Intanto, due novità hanno interessato l’Ente pensionistico il via libera a un nuovo modello di gestione degli investimenti, finalizzato a un maggior controllo, che dovrebbe entrare in funzione nell’arco di quattro mesi, e l’approvazione del bilancio, con 89 voti favorevoli, sei contrari e quattro astenuti.
Secondo quanto riportato sul sito della Fnomceo, i contrari sarebbero, oltre ai presidenti dei cinque Ordini provinciali che hanno presentato l’esposto all’autorità giudiziaria e alla Corte dei conti sulle procedure di investimento dell’Ente, anche quello di Vibo Valentia.

 
 

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