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06 Novembre 2017

Odontoiatria pubblica. L'esperienza del modello Trentino raccontato da chi assiste i pazienti


Il Trentino è una provincia con autonomia legislativa speciale ed ha promulgato nel 2007 la Legge Provinciale n. 22 di Assistenza Odontoiatrica. Il disposto è rubricato tra le Leggi dello Stato italiano e spetta a tutti rispettalo e farlo rispettare. E' un progetto Sociale, che la politica locale ha recentemente ritenuto opportuno riconfermare appieno, bocciando un Disegno di Legge che puntava ad introdurre un modello indiretto; disegno di legge sostenuto dalla CAO locale.

Alla Commissione Odontoiatri infatti la Legge non è mai piaciuta, convinta dell'opportunità di parificare, per l'assistenza, il ruolo del dentista libero-professionista privato a quello del dentista libero-professionista accreditato e convenzionato (un dentista di base). La proposta non approvata tendeva alla destrutturazione del modello assistenziale nella sua ratio, convertendo l'assistenza diretta in indiretta, lo avrebbe trasformato in un mero sistema di contributo economico. La Legge Provinciale 22 è però un lungimirante e articolato progetto assistenziale sociale, riservato a categorie deboli per età, redditi e patologie, offrendo prestazioni che vanno dalla prevenzione alle cure (protesiche comprese), passando per i trattamenti ortodontici (apparecchi). Da estendere, semmai, a più vaste fasce, a mio modo di vedere.

La Legge del 2007, si avvia nel 2009 con regolamenti condivisi anche dall'Ordine. Ma alla CAO trentina, con la medesima presidenza dal 2008, è poi risultata indigesta. Quest'anno, a dicembre, il progetto compie i 10 anni.

Poco dopo il suo nascere la Legge 22 è stata oggetto di ostacoli. Nonostante tutti si dicevano concordi nell'importanza di interventi pubblici nel settore dentale, in nome appunto dell'autonomia legislativa, e nel condividere le sue finalità sociali. Ma di fatto è successo che, una volta approvato (dopo anni di gestazione e audizioni che hanno coinvolto anche le rappresentanze di Categoria), sono iniziate feroci critiche al neo-nato (2009) modello di "assistenza diretta", che prevede il convenzionamento dei dentisti (come succede già con i medici di base), pagati direttamente dall''Azienda Sanitaria. Solo questi dentisti convenzionati accettano, per quel contingente assistito, l'applicazione di un tariffario sociale, definito con l'Ordine.

Ed è la seconda volta che l'Istituzione ordinistica, amministrazione sussidiaria dello Stato, tentava di condizionare la Politica; già nel 2010 aveva affidato la sua prima edizione ad un Consigliere di minoranza (bocciata nel 2011) e la seconda - identica - ad uno di maggioranza, ma ugualmente respinta appunto pochi giorni fa.

Evidentemente questo clima ha ingenerato gran confusione in Assessorato e Azienda Sanitaria, tanto da abbandonare alle critiche i "loro" dentisti convenzionati circa supposti abusi, sprechi e scadimenti di qualità, glissando in merito e poi letteralmente "punendoli", con imposizioni di "paletti" che limitano alcune prestazioni, specie in ambito protesico. Paletti applicati indistintamente a tutti i dentisti convenzionati, anziché chiarire le criticità, con un danno soprattutto per l'utenza debole. Si noti che le prestazioni protesiche, tutte in superamento dei rigidi Livelli Essenziali di Assistenza nazionali, sono forse il momento più qualificante della Legge Provinciale 22, in quanto permetto a pazienti socialmente deboli che non riuscendo a trovare risposte nel pubblico, dovevano cercare avventure all'estero o dall'abusivo non potendo permettersi di rivolgersi al dentista privato.

A conferma dello stato in cui brancola la Giunta Provinciale, con il DGP n.471/2017 è stato contestualmente siglato "un'intesa" avviando un "protocollo di collaborazione sperimentale di prevenzione odontoiatrica" con i dentisti privati ed Ordine.

Forse una compensazione? Comunque un vero e proprio doppione che si sovrappone a quello già da anni avviato e perfettamente funzionante dall'APSS, col rischio di affossarlo e nonostante sia riconosciuto come virtuoso e pilota dai rappresentanti italiani presso l'OMS. Utile ricordare come la Legge provinciale di Tutela della Salute (LP 16/2010) reciti che la promozione della salute è compito primario del Sistema sanitario provinciale o delle associazioni di volontariato ... salvo assimilare il Dentista Privato a queste ultime.

Come dentista convenzionato, peraltro il primo a richiederlo nel 2009, ammetto ed individuo alcune criticità nella Legge Provinciale 22 e credo di essere in grado, assieme ad una quarantina di Colleghi operanti in Convenzione diretta, di proporre le soluzioni, tutte risolvibili a livello dell'unico "tavolo tecnico" esistente (la Rete Odontoiatrica APSS operativa dal 2013) che però ci ha sempre escluso. In questa sede si potrebbero risolvere le banali criticità, senza stravolgimenti dell'impianto della legge: adeguamenti tariffari, aumenti degli stanziamenti, variazioni Indicatore redditi in corso cure, assistenza agli anziani, qualificazione della compagine dei convenzionati, eliminazione delle ingerenze professionali e dei diritti alle cure secondari alle assurde limitazioni prestazionali, difficoltà gestionali delle cure pluriennali (ortodonzia). Basterebbe solo che la Giunta Provinciale emanasse le previste Direttive annuali, quelle davvero concertate e condivise con la base operativa, che è anche portavoce dell'utenza. Intanto i convenzionati hanno abbandonato tutti gli altri "tavoli politici", ma mantenuto regolare il servizio per l'utenza debole.

Infine, per buona pace dei sostenitori del "modello indiretto" -peraltro già previsto in Legge 22 ma sottoutilizzato, visto che proprio in questi giorni, con l'Ordine in campagna elettorale dalle liste contendenti qualcuno propaganda ancora ossessivamente la modifica della LP22- mi sento di dire che i dentisti convenzionati si rendono disponibili ad un confronto con i colleghi interessati, se possibile in un rinnovato ambiente ordinistico, qualora effettivamente predisposti a riflessioni pacate e senza pregiudizi.

Ricordo che la Legge c'è e che diverrebbe ridicola (ed irricevibile) una terza proposta di modifica in un decennio, anche per la prossima legislatura. Il vero lavoro deve essere quello di avviare sani progetti di Odontoiatria Sociale che raggiungano più ampie fasce di utenti.


Dott. Massimo Corradini
: Medico Dentista Convenzionato


Sull'argomento leggi anche:

24 Gennaio 2011: Trento, alla ricerca di un modello di assistenza pubblica

17 Luglio 2014: La Provincia autonoma di Trento approva un piano di prevenzione della carie per i bambini di 3-4 anni. Coinvolti pediatri, dentisti ed igienisti dentali

15 Luglio 2015: 6 milioni di euro a 24 studi odontoiatrici convenzionati a Trento. L'opposizione vuole vederci chiaro e tornare all'assistenza indiretta

 
 

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