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05 Giugno 2020

A Palermo gli odontoiatri scendono in piazza per difendere gli studi dalla chiusura

Attraverso il passaparola e senza le sigle sindacali, un gruppo di odontoiatri palermitani organizza un sit-in di protesta. Le 8 richieste per non dover chiudere


Un gruppo di odontoiatri palermitani hanno chiamato a raccolta i colleghi per manifestare le problematiche che stanno toccando la professione chiedendo modifiche delle norme vigenti e provvedimenti per scongiurare la crisi della professione. In 70 si sono trovati ieri giovedì 4 giugno davanti alla Prefettura palermitana.  

“Siamo una categoria abituata a lavorare a testa bassa e senza far rumore nei nostri studi”, si leggeva nel volantino che annunciava la manifestazione.  

“Non siamo abituati a forme di protesta del genere, ma al lamento sterile e chiuso nel recinto dei nostri studi”, dicono ad Odontoiatria33 i dottori Giuseppe Gariffo e Giuseppe Settineri aggiungendo: “questa manifestazione è sorta come un movimento spontaneo, senza ordini di scuderia e senza l'appoggio delle sigle sindacali”. 
“Non possiamo più accettare di essere considerati una volta professionisti e un'altra imprese a seconda della convenienza dell'Erario”, continuano spiegando i motivi del malcontento. “Non possiamo arrenderci all'idea di dover chiudere nuovamente i nostri studi tra pochi mesi perchè i Dpi sono difficilmente reperibili, in particolare i guanti; non possiamo tacere dell'assurda tassazione del contributo ENPAM che, pure non tutti, abbiamo ricevuto come contributo di solidarietà; non possiamo far finta di non notare che siamo stati esclusi da ogni forma di finanziamento a fondo perduto”.  

Tra le preoccupazioni anche quella che l’emergenza Covid e le forti penalizzazioni che il settore subisce, gli aumenti dei costi, le limitazioni imposte che dilatano i tempi delle cure possano mettere a dura prova la sopravvivenza degli studi odontoiatrici privati, di “quegli ambienti in cui la qualità̀ e la fiducia si sposano nel rapporto medico/paziente che la gente conosce bene”.  

Otto le richieste avanzate dal Comitato spontaneo “Uniti nel Cambiamento”:  

  1. Di avere la possibilità, negataci dal Decreto Rilancio, di accedere a fondo di prestito a fondo perduto.
  2. Di chiarire, una volta per tutte, la norma che parifica i liberi professionisti alla Piccole e MediaImprese (cfr. raccomandazione n.2003/361/CE della Commissione Europea del 6 Maggio 2003), che viene di volta in volta interpretata in modo differente e quasi a nostro sfavore.
  3. Di stabilire un canale preferenziale di approvvigionamento DPI per tutti gli operatori sanitari.
  4. L’accesso al rimborso per le spese di acquisto DPI, necessarie al contenimento del rischio di contagio da Covid-19, e sostenute nel periodo compreso tra Marzo e Giugno 2020.
  5. Di restituire alla classe odontoiatrica italiana un Tariffario Minimo Nazionale, che possa impedire la concorrenza sleale, assicurare decoro professionale e uno standard di cure adeguato alla salute del paziente.
  6. Di ripristinare la detraibilità delle spese sanitarie pagate in contanti; chiediamo inoltre il rimborso delle commissioni POS, che incidono sempre più pesantemente sui conti degli studi.
  7. La totale defiscalizzazione del contributo Enpam, incredibilmente ritenuto del 20% ad origine, e che sarà ulteriormente tassato secondo l’aliquota Irpef spettante.
  8. Di estendere la platea dei beneficiari del Contributo INPS a tutti i liberi professionisti che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del fatturati, in un trimestre compreso tra Marzo e Giugno 2020. indipendentemente dal reddito 2018.  

Manifestazione che ha raccolto la promessa del Vice prefetto di inoltrare il documento con le istanza alle sedi competenti.   Organizzatori soddisfatti della risposta dei colleghi.

“E' stato un bel momento di coesione della categoria”, continua i promotori sottolineando che “vedere settanta odontoiatri in piazza, in un giorno feriale, davanti alla Prefettura di Palermo, per manifestare il disappunto di una categoria che si sente dimenticata e vessata, è stato un primo grande successo”. Manifestazione di protesta che non sarà isolata. “E’ stato solo l'inizio, partiamo da Palermo ma speriamo di trovare colleghi vicini in tutta Italia: gli odontoiatri continueranno a far sentire la propria voce, uniti per il cambiamento".  

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