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04 Novembre 2021

Dentisti ANDI in prima linea a sostegno della donazione organi

Il 6 novembre a Padova un Convegno per diffondere la cultura della donazione promosso da ANDI in collaborazione con in collaborazione con la Fondazione ANDI Onlus, AIDO ed Heart of Life


Rispetto ai paesi europei l’Italia si colloca al terzo posto, dopo Spagna e Francia, per numero di donatori di organi; nella classifica europea il nostro paese è davanti a Regno Unito e Germania (Fonte ISS). Se alla base del trapianto c’è la donazione: un atto volontario, consapevole, gratuito e anonimo, dall’altra c’è una lista d’attesa lunga, interminabile per coloro i quali si trovano appesi a un filo di speranza, consapevoli della precarietà dell’esistenza e della possibilità di perderla. 

Sabato 6 novembre presso l’Auditorium Pontello della Fondazione OIC, e in diretta streaming sui canali social dell'Associazione Nazionale Dentisti Italiani, si terrà il Convegno “Dalla prevenzione alla donazione”, organizzato da ANDI Padova in collaborazione con la Fondazione ANDI Onlus, AIDO ed Heart of Life, una realtà quest’ultima che unisce un gruppo di competenze eterogenee che approcciano trasversalmente il tema della donazione e dei trapianti

L’inizio dei lavori è previsto alle ore 9:00 (vedi programma) con i saluti delle autorità e la partecipazione di Manuela Lanzarin, Assessora a Sanità e Servizi sociali della Regione Veneto e di Cristina Piva, Assessora all'istruzione e al volontariato del Comune di Padova.Focus dell’evento la sensibilizzazione sull’importanza della donazione degli organi in Italia, uno dei paesi europei con la percentuale più alta di donatori, seppur ancora ben al di sotto di quella che consentirebbe di azzerare le lunghe liste di pazienti in attesa di trapianto.

Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti, il 2020 ha fatto registrare una brusca frenata nelle donazioni e, di conseguenza, nei trapianti. Nonostante la rete trapiantologica abbia complessivamente retto davanti all’emergenza sanitaria, al conto dei danni della pandemia nel nostro Paese vanno aggiunti anche quasi 400 trapianti in meno.

Nello specifico sono stati 3.441 gliinterventi effettuati nel 2020, 373 in meno rispetto al 2019 (-9,8%) e di questi, 3.146 sono stati realizzati grazie agli organi di donatori deceduti (-303, ovvero -8,8% rispetto a un anno fa). A pesare, inevitabilmente, è stata la saturazione delle terapie intensive, che sono il luogo maggiormente deputato alla lotta al Covid ma anche quello in cui di norma avvengono le donazioni di organi e tessuti necessarie ai trapianti. Ulteriori cause che limitano una diffusione più estesa della donazione in Italia sono ascrivibili a due fattori principali: uno culturale e l’altro informativo

.Nel primo caso molto è dovuto alla soggezione atavica che il tema del fine vita suscita in ogni persona, aspetto che di conseguenza preclude spesso una corretta e trasparente informazione sui benefici che una maggior consuetudine alla donazione degli organi potrebbe garantire.      

Il progetto per certi versi “rivoluzionario”, come sostiene il Chirurgo ed ex coordinatore della rete Trapianti Veneto, Francesco Calabrò, trapiantato di cuore e tra i fondatori di Heart of Light vede concretizzare la collaborazione trasversale tra il mondo dei trapianti e quello dell’odontoiatria

"La categoria odontoiatrica - dichiara Ferruccio Berto (nella foto) Vicepresidente Nazionale ANDI e Responsabile del Comitato Organizzativo - è tra quelle che da più tempo sostiene la prevenzione, non soltanto in ambito orale, grazie alla facilità con la quale, attraverso la bocca, si possono intercettare i segnali di altre possibili patologieDavanti a questi numeri – prosegue Berto – ci siamo interrogati per capire quale contributo la nostra professione potesse dare a quello che noi tutti consideriamo un dovere civico e morale".

"La prima risposta concreta è l’appuntamento del 6 novembre (vedi programma QUI).In Italia disponiamo di alcuni dei maggiori centri a livello Europeo, - interviene il Presidente di ANDI Padova, Vittorio Rizzo - come il Centro Trapianti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di PadovaIl nostro impegnopunta ad alimentare la divulgazione della cultura della donazione degli organi e dei tessuti attraverso uno dei luoghi più frequentati dai cittadini: lo studio dentistico. Ora vogliamo fare rete per mettere le nostre competenze a disposizione".    

Il perseguimento di solidarietà, promozione della salute orale e generale di tutti, in particolare delle fasce di popolazione meno fortunate. Sono questi gli obiettivi che Fondazione ANDI Onlus, presieduta da Evangelista Giovanni Mancini, si è costantemente impegnata a realizzare dalla sua nascita nel 2005. Lo ha fatto con progetti di cura e sensibilizzazione su diverse patologie e tematiche, dal tumore del cavo orale alle apnee notturne, passando per la formazione dei colleghi al contrasto della violenza di genere e alla rianimazione cardiopolmonare in caso di emergenza-urgenza. Due ambiti, questi ultimi, non direttamente riconducibili alla professione odontoiatrica ma che hanno invece profondamente a che fare proprio con la missione della Fondazione e con il principio di solidarietà e tutela dei fragili che ne sono il motore da sempre. Scegliere di diventare donatori significa avere cura del proprio corpo e del proprio stato di salute, adottando stili di vita adatti a prevenire le malattie.  

Essere donatori deve entrare a far parte della quotidianità dell’individuo. 

Esprimere il proprio consenso alla donazione è estremamente semplice: lo si può fare al momento del rinnovo della carta d’identità, barrando l’apposita casella presente sul modulo di richiesta o, in qualunque momento, alla propria Asl di appartenenza, richiedendo e firmando l’apposito modulo.È altresì possibile farlo direttamente online, scaricando il tesserino blu del Ministero della Salute, disponibile sul sito del Centro Nazionale Trapianti; in questo caso il tesserino deve essere custodito nel portafoglio.La dichiarazione della volontà di donare gli organi è regolamentata dalla legge n.91 del 1° aprile 1999 e successivi. Non essendo ancora in vigore il silenzio-assenso vige il principio del consenso o del dissenso esplicito, che è reversibile e modificabile nel tempo.

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