Della paura, dell’ansia e del dolore che ancora ai nostri giorni sono associati alla figura del dentista, i dentisti si sono sempre occupati. Tanto che proprio un dentista è considerato l’inventore dell’anestesia, o almeno il precursore delle tecniche sofisticate di cui la medicina oggi dispone. Si trattava allora dell’utilizzo a fini medici del protossido d’azoto, il cosiddetto gas esilarante.
In Italia è ormai quasi del tutto scomparso nella pratica professionale odontoiatrica, ma non è così in altre parti del mondo, dove anzi viene riproposto per la sua efficacia e per gli effetti collaterali particolarmente ridotti.
L’intuizione di Horace Wells, un giovane dentista americano di Hartford, nel Connecticut, ha una data precisa, il 10 dicembre 1844.
Il gas esilarante, scoperto settant’anni prima, era allora impiegato negli spettacoli popolari itineranti che venivano proposti nelle feste di paese: lo si faceva inalare a qualche volontario e si rideva dei comportamenti buffi dovuti a quella specie di ebbrezza euforica prodotta dal composto. Quel giorno, Wells si era recato, con la moglie e un amico, a una di queste fiere. L’amico, che si era offerto di sottoporsi all’inalazione, ebbe dal gas una reazione sì euforica, ma anche violenta; ne nacque una rissa e l’uomo si ferì a una gamba senza però mostrare nessun segno di sofferenza. Sorpreso dall’evidente insensibilità al dolore che si era prodotta,Wells iniziò a sperimentare le proprietà del gas. Di lì a breve, gli interventi odontoiatrici e chirurgici iniziarono a diventare un po’ meno terribili.
Il gas viene miscelato con ossigeno in combinazioni diversificate per ogni tipologia di intervento. Si produce una sedazione cosciente, nella quale il paziente rimane perfettamente sveglio, ma si sente abbandonare dall’ansia ed entra in uno stato di confortevole rilassamento.
La somministrazione avviene tramite una piccola maschera e l’effetto si produce quasi immediatamente. I riflessi ansiosi che portano alla tipica continua deglutizione scompaiono, così come gli accessi di vomito che a volte insorgono nei pazienti in seguito a certe operazioni – per esempio, quando vengono prese le impronte. Anche la fobia dell’ago, fenomeno così diffuso, tende a scomparire e, quando risulta comunque necessario, non viene praticamente più avvertito.
La ripresa dell’uso della sedazione cosciente con protossido d’azoto e ossigeno è avvenuta più marcatamente nei paesi anglosassoni: Inghilterra, Stati Uniti, Australia e Canada. Proprio su "JADC", la rivista dell’Associazione dentistica canadese è stato recentemente pubblicato un articolo che cerca di fare il punto sulla diffusione di questa tecnica e più in generale sulla conoscenza e sull’uso di strumenti di sedazione per trattare i pazienti ansiosi.
Già un sondaggio condotto nel 2005 aveva evidenziato che circa la metà dei dentisti canadesi affrontava abitualmente procedure chirurgiche, parodontiche e endodontiche con l’uso dell’anestesia generale oppure della sedazione cosciente.
L’informazione e l’addestramento all’impiego di questa tecnica viene fornita abitualmente nei corsi universitari ed è prevista in sette su dieci degli istituti in cui vengono formati gli odontoiatri canadesi.
Non stupiscono quindi le risposte raccolte nei questionari inviati in quest’ultima indagine: risulta che il 50 per cento dei dentisti ha ricevuto una adeguata formazione sulle modalità per indurre la sedazione cosciente e il 20 per cento ha imparato a somministrare la sedazione endovenosa.
GdO 2008; 3
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