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29 Luglio 2026

Stage nei laboratori odontotecnici

Focus sulle novità del Decreto Sicurezza. ANTLO ricorda le regole e le responsabilità per titolare di laboratorio e studente. Un ripasso che può essere utile


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ANTLO ha recentemente dedicato un approfondimento sul proprio sito alle novità introdotte dal cosiddetto “Decreto Sicurezza Lavoro”, evidenziando come le nuove disposizioni abbiano un impatto diretto sull'organizzazione degli stage e dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro nei laboratori odontotecnici. Un tema particolarmente sentito dal settore, considerando che l'esperienza in laboratorio rappresenta oggi uno dei passaggi più importanti nel percorso professionale degli studenti e, allo stesso tempo, un'occasione strategica per le imprese odontotecniche di conoscere e formare i professionisti di domani.

Lo stage come ponte tra scuola e professione

Negli ultimi anni gli stage hanno assunto un ruolo sempre più rilevante. Per gli studenti costituiscono il primo contatto concreto con il mondo del lavoro, consentendo di affiancare alle competenze teoriche l'esperienza diretta delle attività produttive. Per i laboratori, invece, rappresentano un'opportunità per trasmettere competenze, valutare potenziali collaboratori futuri e contribuire alla crescita della professione.

Proprio per questo motivo le nuove norme sulla sicurezza sono destinate a modificare in maniera significativa le modalità di svolgimento delle attività formative.

Attività consentite

Dal 31 ottobre 2025, infatti, i laboratori odontotecnici, classificati come attività ad alto rischio con codice ATECO 32.50.10, devono applicare specifiche restrizioni nei confronti degli studenti in stage. La principale novità riguarda il divieto di svolgere attività considerate ad alto rischio. I progetti formativi individuali dovranno quindi essere costruiti attorno a mansioni a rischio basso o medio, come le attività di progettazione CAD, la scansione digitale o altre operazioni eseguibili in condizioni di sicurezza adeguatamente controllate.

Formazione sulla sicurezza

Un altro aspetto centrale riguarda la formazione preventiva degli studenti. Prima dell'ingresso in laboratorio, la scuola deve certificare il completamento di un percorso obbligatorio di 16 ore sulla sicurezza, articolato in 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica.Si tratta di un requisito che assume particolare rilevanza in vista dell'Esame di Stato 2026, per il quale la certificazione della formazione diventa un passaggio imprescindibile.

Le responsabilità del laboratorio ospitante

Le novità comportano anche maggiori responsabilità per le aziende ospitanti. I laboratori che accolgono studenti devono essere pienamente conformi alle disposizioni del D.Lgs. 81/08, mantenendo aggiornata tutta la documentazione richiesta.Tra gli adempimenti figurano il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), la cartellonistica di sicurezza e un registro dell'addestramento debitamente compilato e firmato. La mancata osservanza delle norme può comportare sanzioni economiche significative, comprese tra 1.500 e oltre 6.000 euro, fino ad arrivare nei casi più gravi alla sospensione dell'attività.

Convenzioni chiare per evitare contenziosi

Particolare attenzione deve essere prestata anche alla definizione dei rapporti tra scuola e laboratorio. La sorveglianza sanitaria, e quindi la visita del Medico Competente, resta generalmente a carico dell'istituto scolastico, salvo accordi diversi formalizzati nella convenzione.

Per questo motivo risulta fondamentale predisporre convenzioni e Progetti Formativi Individuali dettagliati, evitando zone grigie che potrebbero trasferire sul laboratorio oneri e responsabilità non previsti.

Rischio biologico: la sicurezza parte dallo studio odontoiatrico

Un capitolo altrettanto importante riguarda il rischio biologico e il rapporto tra studi odontoiatrici e laboratori. La normativa prevede che ogni manufatto, dalle impronte alle protesi, venga preventivamente decontaminato prima dell'invio al laboratorio.

L'obbligo deriva dall'articolo 271 del D.Lgs. 81/08 e la trasmissione di materiale non disinfettato può configurare un illecito penale.

Tracciabilità e trasporto dei manufatti

Alla decontaminazione deve accompagnarsi un sistema di tracciabilità documentale. Ogni spedizione dovrebbe essere corredata da una dichiarazione specifica di avvenuta disinfezione. Una semplice spunta sulla prescrizione non sarebbe sufficiente a garantire la tutela del laboratorio in caso di controlli o di eventuali infortuni sul lavoro.

Anche il trasporto di materiale biologicamente contaminato è soggetto a regole precise: la movimentazione di materiali infetti senza imballaggi certificati può comportare violazioni delle disposizioni sul trasporto di merci pericolose e relative sanzioni.

I protocolli interni per tutelare operatori e studenti

Per tutelare operatori e studenti, i laboratori sono chiamati a rafforzare anche i propri protocolli interni. Tra le misure consigliate vi sono la documentazione fotografica di eventuali materiali ricevuti in condizioni non conformi, la tempestiva segnalazione agli studi odontoiatrici e l'istituzione di un'area dedicata, una vera e propria "zona sporca", destinata all'apertura dei pacchi e alla gestione dei manufatti in ingresso.

In questa fase gli addetti devono essere dotati dei necessari dispositivi di protezione individuale, come guanti, mascherine e visiere.

Attenzione alla doppia disinfezione delle impronte

Occorre inoltre prestare attenzione alle procedure di disinfezione delle impronte. Una doppia sanificazione o un trattamento troppo prolungato potrebbe infatti alterare le caratteristiche dimensionali dei materiali.

Qualora si renda necessaria una sanificazione straordinaria a causa di invii non conformi, il laboratorio può valutarne l'addebito dei costi al mittente. 

A questo link l'approfondimento su ANTLO online.


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