L’assistenza odontoiatrica rappresenta uno dei settori in cui è più limitata l’accessibilità da parte della popolazione ai servizi esistenti. In particolare, i soggetti svantaggiati sono spesso esclusi da qualsiasi forma di prevenzione o di cura odontoiatrica. Abbiamo voluto dare uno sguardo ravvicinato al settore del servizio pubblico attraverso una specifica realtà, quella di un’importante struttura romana, l’Ospedale odontoiatrico George Eastman. Ci ha fatto da guida il dottor Pasquale Marini che ne è direttore sanitario.
Cominciamo con chiedere al dottor Marini di presentarci la struttura in cui opera e di spiegarci quale tipo di prestazioni vi sono erogate.
Il George Eastman è l’unico ospedale regionale specializzato per l’odontoiatria nella regione Lazio e costituisce, chiaramente, un punto di riferimento regionale e interregionale per questa disciplina. Disponiamo all’interno della struttura di elevate professionalità e competenze che garantiscono la risposta a problematiche chirurgiche di rilievo relative al distretto testa-collo e a casi complessi di implantologia e ortodonzia. Tuttavia, buona parte dell’attività dell’ospedale è rivolta all’erogazione della assistenza di base ai soggetti in età evolutiva e alle fasce di popolazione con vulnerabilità sanitaria e sociale. Un notevole impegno è poi richiesto dalla gestione delle emergenze che affrontiamo grazie a un pronto soccorso odontoiatrico “storico” aperto ventiquattr’ore su ventiquattro.
Quali tipologie di pazienti si rivolgono al George Eastman?
La richiesta di cure odontoiatriche di base proviene da qualunque fascia di età, ma soprattutto dalla popolazione anziana, sempre più numerosa in seguito al noto incremento demografico avvenuto negli anni del dopoguerra. Le prestazioni di primo livello comprendono, oltre alle cure della carie, anche le terapie endodontiche e le estrazioni dentarie che, spesso, per carenza di attrezzature e competenze, sono affidate dal territorio alla nostra struttura ospedaliera. Le prestazioni chirurgiche e quelle di terzo livello sono erogate a tutta la popolazione che ne fa richiesta.
Dal suo particolare punto di osservazione, come percepisce lo stato attuale dell’odontoiatria pubblica nel nostro Paese?
Le rispondo ricordando che il Lazio, seppure in ritardo rispetto alle altre regioni del centro Italia, si avvia verso l’applicazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) per l’odontoiatria, segnando l’inizio di una rivoluzione culturale in questo settore. Nel mese di aprile di quest’anno, nell’aula magna del nostro ospedale si è svolta una sessione del Collegio dei docenti in odontoiatria che aveva per tema “l’odontoiatria sociale fra pubblico e privato”. Non a caso il nostro ospedale è l’esempio della situazione del pubblico dell’odontoiatria romana e devo dire che la nostra realtà è difficilmente gestibile da un punto di vista economico, in quanto gli alti costi delle prestazioni erogate non corrispondono alle tariffe applicabili per le prestazioni stesse.
Come pensa che si possa far fronte a queste difficoltà?
Speriamo che il futuro degli accordi preveda una rivalutazione delle tariffe applicate, con linee guida che contemplino modelli economici sostenibili e che consentano la copertura dei costi dell’assistenza per le categorie sociali deboli. La crisi economica, infatti, incide notevolmente sulla domanda del paziente di odontoiatria pubblica e, come è stato sottolineato in più occasioni, attualmente le statistiche confermano che le persone che si possono permettere le cure a pagamento costituiscono una percentuale esigua.
GdO 2009; 13
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