01 Gennaio 2021

Gestione di fratture orizzontali radicolari: un caso clinico

Caso clinico

Gaspare Federico Pappalardo, Cristina Barbara Cattaneo, Federico Guerri, Eleonora Borello, Alessandro RossiI

Obiettivi  L’esito traumatico più comune in dentizione permanente è la frattu­ra, che rappresenta una delle cau­sa più comuni di perdita di ele­menti dentari. Gli elementi a più al­to rischio di frattura orizzontale ra­dicolare sono gli incisivi centrali superiori (80% dei casi totali).

L’obiettivo di questo lavoro è ana­lizzare l’approccio clinico e la pro­gnosi di elementi interessati da frattura orizzontale a carico del terzo medio radicolare attraverso la descrizione, a scopo esemplifi­cativo, della gestione clinica di un trauma dento-alveolare associato a frattura orizzontale di un incisivo centrale superiore permanente.

Materiali e metodi  Un paziente di sette anni giunge in urgenza per valutazione degli ele­menti dentari mascellari a seguito di un trauma accidentale. All’esa­me obiettivo si evidenzia lussazio­ne in senso palatale della corona dell’elemento 2.1, associata mo­bilità in senso vestibolo-palatale e frattura coronale dell’elemento 1.1 senza coinvolgimento pulpa­re; gli elementi risultano positivi ai test termici di vitalità pulpare e normocromici. L’indagine radio­grafica, mediante radiografia en­dorale eseguita con la tecnica a raggi paralleli, evidenzia una frat­tura orizzontale del terzo medio della radice dell'elemento 2.1.

In seguito alla valutazione clinica e radiografica si procede con la ri­duzione della frattura e il riposizio­namento dell’elemento 2.1 che viene successivamente solidariz­zato agli elementi attigui mediante splint. Si provvede a prescrivere terapia antisettica (clorexidina col­lutorio 0,2%) e antidolorifica al bi­sogno (paracetamolo sospensio­ne pediatrica).

Il paziente è stato seguito nel tem­po mediante follow-up a 6 setti­mane, 3, 6, 12 e 24 mesi dal trau­ma: tutti gli elementi coinvolti so­no risultati vitali e normocromici durante i controlli. Tramite l’ese­cuzione di rx endorale periapicale è stato possibile evidenziare la ri­duzione della rima di frattura, me­no marcata e netta, compatibile con la creazione di un callo denti­nale. Lo splint è stato rimosso a 6 mesi dal trauma: in questa sede la mobilità dentale dell’elemento 2.1 appariva leggermente aumentata, si è poi riscontrata mobilità fisiolo­gica durante i controlli successivi.

Risultati  A 24 mesi dal trauma si è eviden­ziato il mantenimento della vitalità dell’elemento 2.1; l’esame radio­grafico ha evidenziato a livello del­la rima di frattura la formazione di un “callo dentinale”.

In letteratura il tasso di sopravvi­venza di un elemento interessato da una frattura orizzontale a cari­co della radice è relativamente alto: circa l’83% a 10 anni. La prognosi dell’elemento viene in­fluenzata da diversi fattori e la lo­ro corretta analisi è fondamenta­le per attuare il protocollo opera­tivo più idoneo.

Conclusioni  Impostare un follow-up periodico si rivela indispensabile per monitora­re la vitalità degli elementi dentari coinvolti nel trauma, questo perché i dati ottenuti fino a tre mesi dal trauma non sono indicativi della prognosi a lungo termine dell’ele­mento a causa dell’inattendibilità delle risposte ai test termici deter­minata dal possibile shock della polpa. In merito ai tempi di mante­nimento dello splint non esistono ad oggi linee guida univoche: la ri­mozione dello splintaggio, a secon­da dei casi, è consigliata tra le 4 settimane e i 4 mesi.

Significato clinico  In accordo con la letteratura più re­cente, si può affermare che il tem­pestivo intervento post-traumatico, la riduzione della frattura e lo splin­taggio dell’elemento migliorano la prognosi a lungo termine e le possi­bilità di un mantenimento della vita­lità pulpare dell’elemento coinvolto.

Per continuare la lettura gli abbonati possono scaricare l'allegato.

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.01.2021.11




 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi