La regione mascellare posteriore edentula presenta spesso condizioni sfidanti per l’implantologia a causa dell'altezza ossea limitata secondaria alla pneumatizzazione del seno mascellare e al riassorbimento della cresta alveolare, fattori che precludono in molti casi l’inserimento di impianti dentali.
Per compensare la mancanza di altezza ossea sono state proposte diverse opzioni di trattamento tra cui il posizionamento di impianti corti (tecnica sicuramente più conservativa e minimamente invasiva), l’utilizzo di innesti ossei o riempitivi, la tecnica del rialzo del seno mascellare con o senza rigenerativa. Il seno mascellare è una cavità para-nasale a piramide appaiata rivestita dalla membrana schneideriana.
L'integrità della membrana è di fondamentale importanza per l'esecuzione delle procedure di rialzo del seno e per evitare potenziali complicanze. Tuttavia, la perforazione della membrana rimane una delle complicanze più comuni e si verifica approssimativamente nel 15,7% dei casi.
Alcuni studi di letteratura hanno addirittura suggerito che queste perforazioni non abbiano una grande incidenza negativa sulla sopravvivenza dell’impianto o sulla comparsa di ulteriori complicanze.
Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In una revisione sistematica pubblicata sull’International Journal of Implant Dentistry di febbraio 2019 gli autori hanno indagato la rilevanza dell’intrusione di impianti nel seno mascellare (senza tecniche rigenerative) sulla sopravvivenza dell’impianto e sulle possibili complicanze correlate.
È stata eseguita una ricerca della letteratura elettronica e manuale mondiale da due revisori indipendenti mediante l’utilizzo di diversi database, tra cui Medline, Embase e Cochrane Oral Health Group Trials Register, per articoli pubblicati fino a gennaio 2018 in merito all’esito del posizionamento dell’impianto con perforazione del pavimento del seno mascellare senza procedura rigenerativa (rialzo del seno laterale o tecnica transalveolare) o con materiale di innesto.
L'intrusione degli impianti può verificarsi durante la preparazione dell’alloggio dell’impianto o durante il posizionamento del medesimo, con o senza perforazione della membrana schneideriana. Sono stato inclusi nella valutazione qualitativa della revisione solo studi con almeno 6 mesi di follow-up.
Risultati
Otto studi hanno fornito informazioni sul tasso di sopravvivenza, con un campione globale di 493 impianti e con un tasso medio di sopravvivenza ponderato del 95,6% (IC 95%), dopo 52,7 mesi di follow-up. Il livello di penetrazione dell'impianto (≤4mm o >4 mm) non ha riportato differenze statisticamente significative nel tasso di sopravvivenza (p = 0,403).
Sette studi hanno fornito informazioni sul tasso di complicanze cliniche, con un tasso medio del 3,4% (IC 95%). La più frequente complicanza clinica è risultata essere l’epistassi, senza differenze significative in base al livello di penetrazione nel seno mascellare.
Cinque studi hanno fornito informazioni radiografiche, per cui la complicanza più comune è risultata essere l'ispessimento della membrana di Schneider.
Conclusioni
Dai dati emersi da questa revisione sistematica, che devono trovare conferma con risultati di revisioni analoghe, si può concludere che il tasso di sopravvivenza globale degli impianti con emergenza nel seno mascellare è del 95,6%, senza differenze statistiche in base al livello di penetrazione.
Le complicanze cliniche e radiologiche sono rispettivamente del 3,4% e del 14,8%. La complicazione clinica più frequente è l’epistassi e quella radiologica è l'ispessimento della membrana schneideriana, senza registrare una differenza statisticamente significativa in base al livello di penetrazione dell’impianto all’interno del seno.
Implicazioni cliniche
Diverse sono le limitazioni della presente revisione. In primo luogo, vi è una mancanza di un gruppo di controllo con impianti inseriti in osso nativo o con tecniche rigenerative. La seconda, è legata ai tipi di studi inclusi: sette retrospettivi e uno studio prospettico, ma nessuno randomizzato.
In terzo luogo, si è registrata la mancanza di un affidabile metodo per valutare di quanti millimetri gli impianti siano stati effettivamente inseriti all’interno del seno mascellare e per verificare se vi fosse stata o meno la perforazione della membrana del seno. In quarto luogo, l’analisi delle complicanze radiografiche sono state fatte in modo disomogeneo: in tre studi con tomografia computerizzata e in due studi con ortopantomografia e radiografie periapicali.
Per approfondire
Ragucci GM, Elnayef B, Suárez-López del Amo F, Wang H-L, Hernández-Alfaro F, Gargallo-Albiol J. Influence of exposing dental implants into the sinus cavity on survival and complications rate: a systematic review. Int J Implant Dent 2019 Feb 5;5(1):6.
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