Il Lavoro dalla dottoressa Sofia Karapataki analizza il sistema implantare dentale Patent™ a due componenti, una soluzione di riabilitazione implanto-protesica che assicura la funzionalità anche in casi complessi e offre buone prestazioni a lungo termine
Un nuovo studio indipendente condotto in collaborazione con l'Università medica di Graz si è interessato per un periodo di tempo compreso tra i 5 e 12 anni di pazienti trattati con il sistema Implantare Dentale Patent™ a due componenti, senza trovare nessun caso di perimplantite, nemmeno in quelli che presentavano condizioni di salute compromessa.
Lo studio è stato condotto dalla dottoressa Sofia Karapataki (nella foto), ricercatrice ed esperta implantologa che opera ad Atene e che in questa intervista parla della necessità di una soluzione di riabilitazione implanto-protesica dentale affidabile, che assicuri la funzionalità anche in casi complessi e offra buone prestazioni a lungo termine.
Recentemente ha pubblicato uno studio a lungo termine sugli impianti bicomponenti Patent™ sull'International Journal of Oral and Maxillofacial Implants: che cosa l'ha sorpresa di più dei risultati?
L'odontoiatria quotidiana può essere molto impegnativa. Nella mia clinica odontoiatrica privata ad Atene curo ogni paziente che varca le porte del mio studio. Tra questi pazienti, quelli che necessitano di sostituzioni dentali spesso presentano i tipici fattori di rischio per il trattamento implantare, che possono essere locali, come la parodontite, o riferiti a condizioni di salute generali come l'osteoporosi o il diabete.
Questi pazienti non sono certamente considerati i candidati ideali per le riabilitazioni implantari. Spesso assumono farmaci, hanno una scarsa igiene orale o sono dei forti fumatori. Inoltre, la compliance tra questi soggetti spesso non è così presente come vorremmo, condizione cruciale per la longevità degli impianti.
Oltre a ciò, anche nei pazienti “ideali”, noi odontoiatri non possiamo garantire che lo stato di salute rimanga lo stesso in futuro. Ad esempio, ho avuto dei pazienti che si sono ammalati di cancro e sono stati sottoposti a cure mediche intensive. Questi avevano degli impianti dentali e la sfida è stata di seguirli in modo adeguato.
Il mio studio a lungo termine include proprio questo tipo di pazienti che curo quotidianamente nella mia attività libero-professionale. Ciò che mi ha sorpreso di più è stato che, anche in casi difficili come quelli descritti, gli impianti bicomponenti Patent™ analizzati, oggetto dello studio hanno prodotto risultati significativi.
Quello più rilevante è stato che, anche dopo 12 anni, non è stato rilevato nessun caso di perimplantite e vi sono stati pochissimi casi di mucosite perimplantare.
Perché ha scelto Patent™ come sistema implantare?
Volevo assolutamente trovare una soluzione di riabilitazione implanto-protesica che funzionasse anche nei casi complessi come quelli che ho indicato prima. È stato difficile trovare un sistema supportato da approfondite ricerche scientifiche.
Con sorpresa ho scoperto che al giorno d'oggi sono sempre meno i sistemi implantari che vengono sottoposti a una valutazione scientifica completa prima di essere introdotti sul mercato. Ciò significa meno predicibilità e maggiori rischi sia per il paziente che per il chirurgo.
Al contrario, Patent™ è stato ampiamente analizzato in studi scientifici, compresi trial clinici a lungo termine.
Durante il follow-up sugli impianti Patent™ che ha inserito che cosa ha osservato?
Nelle visite annuali ho osservato livelli ossei marginali stabili e tessuti molli sani completamente privi di infiammazione, anche nei pazienti con problemi di salute preesistenti e scarsa igiene orale. Ad esempio, ho osservato casi in cui l'osso e il tessuto molle attorno a un impianto Patent™ erano rimasti indenni dall'infiammazione cronica presente invece nei tessuti intorno ai denti adiacenti (fig. 1): un risultato straordinario!
Fig. 1 Un impianto Patent™ (freccia rossa) tra due denti coinvolti a livello paradontale dopo otto anni di funzione: livelli ossei marginali stabili e tessuti molli sani, senza sanguinamento al sondaggio (senza BOP) (©Karapataki et al., Quintessence Publishing)1
Come si può spiegare?
La chiave del successo risiede nell'adesione straordinariamente forte e profonda dei tessuti molli alla superficie transmucosa dell'impianto Patent™, che funge da barriera ideale contro i batteri. Inoltre, negli studi è stata osservata una guarigione rapida attorno agli impianti dentali Patent™, il che garantisce una maggiore sicurezza per i pazienti che presentano una salute generale compromessa e che in genere mostrano un modello di guarigione più lenta.
Perché ha iniziato questo studio a lungo termine sugli impianti bicomponenti Patent™?
Avevo notato che questo sistema implantare funzionava molto bene nei pazienti che curavo quotidianamente nella mia clinica. Per questo motivo desideravo convalidare le mie esperienze cliniche analizzando le prestazioni di questa soluzione implantare in un ambiente scientifico.
I risultati dello studio parlano da soli: nessuna traccia di perimplantite fino a 12 anni, soltanto il 7,7% di mucosite perimplantare, tassi di sopravvivenza e successo del 100% e soltanto complicanze protesiche di lieve entità.
Quali sono le sue conclusioni sulla base di questi risultati a lungo termine?
Se Patent™ funziona in modo eccezionale a lungo termine nel mio gruppo di pazienti con salute compromessa, come dimostrano sia i risultati dello studio che la mia esperienza clinica, i risultati saranno duraturi in tutti i pazienti.
La dottoressa Sofia Karapataki è specialista in implantologia presso una clinica privata (Atene, Grecia) e autrice dello studio. Premiata come “Donna più influente in campo odontoiatrico” per la Grecia nel 2021 da Global Health & Pharma.
Per approfondire
1. Karapataki S, Vegh D, Payer M, Fahrenholz H, Antonoglou GN. Clinical performance of two-piece zirconia dental implants after 5 and up to 12 years. Int J Oral Maxillofac Implants 2023;38:1105-14. DOI: 10.11607/jomi.10284
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